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Sulmona. I Giovani Industriali della Provincia dell’Aquila aderiscono al progetto Argo: nuove imprese… in carcere

Il progetto Argo, presentato lo scorso maggio dall’Istituto di pena di Sulmona – con l’obiettivo di riabilitazione ed risocializzazione del detenuto, nonché di riavvicinamento e collegamento tra la struttura ed il territorio – vedrà impegnati i carcerati nella cura degli animali prelevati dai canili della zona. Così come formulato, prevede una prima fase nella quale quattro detenuti adotteranno otto cani, e nelle fasi successive la realizzazione di un servizio di cura e accoglienza per gli animali ospiti dei canili della zona, animali che hanno subìto un intervento chirurgico e che perciò hanno bisogno di maggiori e particolari cure. Da ultimo, è prevista anche la realizzazione di un servizio di pensione a pagamento, in accordo con le strutture alberghiere della zona, che normalmente non ospitano animali al seguito dei proprietari.

Ed è qui che i Giovani Imprenditori della Provincia dell’Aquila hanno svolto un ruolo determinante, offrendosi di stipulare una convenzione con gli albergatori iscritti a Federturismo di Confindustria Abruzzo. Una convenzione dai contenuti singolari per la quale gli alberghi di Sulmona non solo offrono un servizio di dog sitter, ma anche ospitalità ai parenti dei detenuti ad un costo particolarmente contenuto.

Ma non è tutto. La locale Confindustria, con una campagna pubblicitaria di successo intitolata Adottiamo un murale,  si è impegnata ad acquistare i murales realizzati dai detenuti e a devolvere il ricavato in una cassa creata per la costruzione di una ludoteca, nella quale saranno ospitati i bimbi dei familiari che vengono a Sulmona per recarsi in visita presso l’Istituto. 

 

 

Va sottolineato – dice Fabio Spinosa Pingue, Presidente dei Giovani Imprenditori della Provincia dell’Aquila – che si tratta di nuove opportunità di formazione professionale per i detenuti. Ma anche di nuove opportunità di fare impresa. L’Istituto, infatti, ha quattro laboratori (falegnameria, rilegatoria, cottura alimenti, tessile, scarpe) presso i quali gli imprenditori possono insediare sedi distaccate con particolari agevolazioni Inps, all’unica condizione, ovviamente, che le maestranze siano detenuti.
Crede che ci sia un’opportunità di business?

Più che business, le ragioni che ci hanno indotto ad aderire al progetto Argo sono sostanzialmente tre: sicuramente l’aspetto etico sociale, ma soprattutto la volontà di stabilire finalmente un dialogo tra gli attori della Comunità e la Pubblica Amministrazione; e poi il bisogno di creare un rapporto vero tra il territorio e l’Istituto Penitenziario, che ha bisogno di radicarsi e di farsi riconoscere quale opportunità. E’ un fatto, che a tutti sfugge nella quotidianità della vita cittadina, che l’Istituto dà lavoro a 450 unità, un numero pur sempre significativo in una realtà piccola come Sulmona. Se poi si considera l’indotto, cioè tutto quello che ad oggi l’Istituto si fa fornire da fuori, ci troviamo di fronte ad una piccola economia da non trascurare. Le leggi nazionali, infatti, impongono che le forniture siano messe in gara con dei bandi nazionali, per cui tutto alla fine va a gravitare su Roma, ma se riusciamo a modificare questo aspetto penalizzante per Sulmona, sicuramente ci sarà un ritorno per la collettività e per l’Istituto, oggi ancora completamente avulso dalla città.

 

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