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Sulmona: 250 mln per nuovo ospedale, ma l’ala nuova va chiusa

L’ospedale di Sulmona “non può subire nessuna compressione dei servizi, per la sua centralità territoriale e rispetto al bacino di utenza, uguale a quello dell’ospedale dell’Aquila”:

 

 lo hanno sostenuto gli esponenti di Cisl e Uil, partecipando oggi a un’assemblea dei dipendenti del nosocomio, insieme alla deputata Pdl Paola Pelino e al sindaco della città, Fabio Federico. Angelo Amori della Uil e Marco Lotito della Cisl hanno anzi evidenziato la necessità di procedere all’immediata costruzione di un nuovo ospedale.
“Sono già disponibili 250 milioni grazie all’ex articolo 20 destinati alla costruzione di nuovi ospedali in Abruzzo e il presidente della Regione Abruzzo, Chiodi, deve immediatamente procedere allo stanziamento della somma necessaria per la realizzazione di un nuovo ospedale”.
Una volta acquisito lo stanziamento per il nuovo ospedale, hanno aggiunto i sindacalisti, si potranno valutare soluzioni tampone per garantire l’assistenza sanitaria ai pazienti.
In attesa di leggere l’atto aziendale inerente programmazione e distribuzione dei servizi di assistenza sanitaria nella provincia dell’Aquila, Cisl e Uil auspicano che l’eventuale  sacrificio richiesto, in obbedienza al piano di rientro del debito sanitario, “sia equamente distribuito su tutto il territorio provinciale, tenendo conto delle reali necessità della popolazione”.
Al termine dell’assemblea è stato deciso di riattivare un coordinamento tra parti sociali e rappresentanti istituzionali, per monitorare l’evolvere della situazione ed elaborare proposte alla stesura dell’atto aziendale.

Sulmona, ospedale: nuova ala non a norma sismicità, deve chiudere
“Se le notizie in merito alla mancanza delle condizioni di sicurezza dell’ala nuova dell’ospedale di Sulmona fossero confermate, al Sindaco Fabio Federico, per legge responsabile supremo in maniera di sanità locale, non resterebbe che requisire la clinica San Raffaele disponendo con ordinanza la chiusura di tutte le parti inagibili dell’ospedale e l’immediato trasferimento di tutte le attività presso la clinica stessa in quanto compatibili”. Lo afferma il deputato Maurizio Scelli all’indomani della divulgazione della relazione dell’Università di Ingegneria dell’Aquila che confermerebbe la forte vulnerabilità anche della struttura ospedaliera di Sulmona, di più recente costruzione, che non rispetterebbe i limiti di rischio sismico.
“Ciò costituirebbe motivo di forte preoccupazione per l’agibilità dell’intero complesso ospedaliero – prosegue Scelli – tenuto conto del fatto che l’ala vecchia è stata già da tempo considerata non agibile e a rischio di imminente sgombero”.
Secondo Scelli, il trasferimento dell’intero ospedale nella clinica privata, consentirebbe di evitare di ricorrere a quella soluzione provvisoria costituita dall’installazione di fabbricati, pur definiti sicuri e coibentati, che mai tuttavia potrebbero garantire gli attuali standard di efficienza e somministrazione di servizi per il periodo necessario a progettare e realizzare il nuovo ospedale, stimato a un tempo non inferiore ai tre anni.
“Comprendiamo che tale decisione richieda grande coraggio da parte del Sindaco – conclude Scelli – ma riteniamo che sia arrivato il momento di affrontare la situazione con fermezza e determinazione, senza nascondersi dietro condizionamenti e paure di alcun genere, nell’unico ed esclusivo interesse della collettività peligna a cui tutto ciò è semplicemente dovuto”.

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