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SUD, SVILUPPO POSSIBILE TRA CULTURA E CONOSCENZA

Da qualche anno, insieme al tradizionale convegno nazionale di Capri, i Giovani Imprenditori organizzano un convegno di carattere più territoriale, che vede ospite fissa la Regione Abruzzo. Venerdì 6 ottobre, nella sala Donna Lucia del Grand Hotel Quisisana, si è parlato di “Sud, sviluppo possibile tra cultura e conoscenza”. Dopo l’intervento di Mariano D’Antonio del Dipartimento di economia aziendale dell’università Roma 3, si è svolta la tavola rotonda alla quale hanno partecipato Francesco Averna per Confindustria, Umberto di Capua per Sviluppo Italia, Gianmarco Dotta per i Giovani Imprenditori ed i Presidenti delle Giunte Regionali Giuseppe Chiaravallotti per la Calabria, Giovanni di Stasi per il Molise e Giovanni Pace per la Regione Abruzzo. Abbiamo chiesto a Valentina Bianchi perché questo tema: «Il gruppo Giovani ha organizzato questo convegno per parlare di sviluppo e di futuro. Noi siamo convinti che il Sud abbia una grande capacità di crescita e le energie necessarie per uscire dalla spirale di sfiducia, stagnazione e disoccupazione in cui sembra essere imprigionato. La sua storia e la sua cultura sono un importante punto di partenza per riuscire finalmente a svolgere il ruolo da protagonista che merita: tale patrimonio, supportato dalla “conoscenza”, riuscirà a far cogliere, e decollare, le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dai nuovi mercati, come già sta accadendo negli altri paesi. E’ un processo al quale tutti inevitabilmente dobbiamo contribuire: ognuno per la propria competenza e il ruolo che ha. L’Abruzzo ha vissuto dei processi che le altre regioni del Sud devono ancora conoscere: per questo, soprattutto in un “tavolo di confronto”come quello che organizziamo a Capri, ci ritroviamo ad avere un ruolo importante nella battaglia per la modernizzazione e la crescita del Sud. Come nostro interlocutore, abbiamo invitato il Governo Regionale anche per ribadire che se il sistema amministrativo non è efficace e coraggioso, non riuscirà a colmare il gap di competitività nei confronti delle altre economie industriali. Come sempre vogliamo proporci come soggetti attivi del cambiamento perché questo fa parte del nostro essere imprenditori e del nostro essere giovani e ci rivolgiamo a tutti coloro che sono pronti ad accettare la sfida della modernizzazione, che credono nell’eguaglianza delle opportunità, che condividono i valori del merito e della responsabilità».

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