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STUDIO SULLA MOBILITÀ: ACCORDI TRA UNIONE INDUSTRIALE E LE FERROVIE DELLO STATO

di ROBERTO POVEGLIANO

Direttore Commerciale

della Direzione Regionale Abruzzo FS

 

Il “trasporto” rappresenta uno degli elementi critici e strategici di ogni paese industrializzato e costituisce una delle principali voci di spesa sia per le famiglie che per le industrie.

Analizzando i dati ISTAT 1998, la spesa nel settore dei trasporti (comprensivi dell’acquisto, dell’esercizio dei mezzi di trasporto e dei costi relativi all’utilizzo dei servizi di trasporto stesso) si aggira intorno al 13% del reddito familiare (146.529 miliardi di lire, valore’95) e risulta la quarta voce del bilancio delle famiglie italiane, dopo la voce di spesa per abitazione, per alimenti e tabacchi e per ristoranti, alberghi e servizi vari.

Analizzando i dati congiunturali ISTAT fino ai primi sei mesi dell’anno 2000, è evidente che i costi per i trasporti incidono in maniera crescente sul bilancio familiare e in percentuale decisamente più elevata rispetto alle altre voci di spesa (escludendo spese per comunicazione e servizi sanitari). Significativo è il confronto, nel periodo di tempo che va dal 1990 al 1998, tra il PIL ed il valore complessivo dei servizi di trasporto conto terzi: infatti mentre il primo è cresciuto del 10,5%, il valore aggiunto della voce trasporti ha avuto un incremento di circa il 24%.

In conclusione i trasporti sono un elemento di spesa, un elemento inflativo, un elemento strategico aziendale, un elemento che genera esternalità negative (inquinamento, incidenti mortali, congestione, perdita di produttività aziendale, …).

Ma mentre la percezione che il trasporto sia una componente significativa nella competitività delle aziende che debbono trasferire i loro prodotti sui mercati di consumo è ormai largamente acquisita, ancora insufficiente è la consapevolezza nel mondo imprenditoriale dei risvolti negativi che tale problema può presentare nella mobilità delle persone. Basterebbe invece pensare alle milioni di ore lavorate perdute per congestione da traffico o all’alto costo di bolletta petrolifera sostenuta dal paese o infine all’impatto inflativo che le spese di trasporto possono avere nei comportamenti rivendicativi dei lavoratori dipendenti, per capire come questo argomento meriti un’attenzione nuova da parte di tutti.

Come Ferrovie dello Stato, Divisione Trasporto Regionale della società Trenitalia, ci siamo posti il problema di contribuire ad una soluzione positiva di questa criticità. In primo luogo cercando di conoscere le esigenze di mobilità che esistono nei diversi territori in particolare per la relazione casa-lavoro.

In tale contesto abbiamo predisposto un questionario dedicato ai dipendenti delle aziende della Regione al fine di studiare la mobilità nel territorio. Tale questionario, approntato grazie alle esperienze del vettore ferroviario, delle unioni industriali provinciali e quindi delle aziende, ha la finalità di monitorare lo stato dell’arte, conoscere le esigenze di chi viaggia e quindi migliorare l’offerta trasportistica ferroviaria, integrandola per esempio, dove si ritenga necessario, con un sistema di navette a spola tra le stazioni ferroviarie e le abitazioni e posti di lavoro dei pendolari.

Oltre al progetto di ridisegnare l’offerta trasportistica regionale, con tale studio si cercherà di diffondere la cultura del trasporto pubblico locale come strumento necessario nell’efficentamento del sistema produttivo regionale.

Questa collaborazione oltre ad evidenziare le reali necessità dei pendolari, darà l’occasione alle Ferrovie dello Stato di proporre le proprie iniziative commerciali (biglietti annuali rateizzati e fiscalmente detraibili, titoli di viaggio particolarmente convenienti per la famiglia dei dipendenti, risposte pronte alle esigenze dei viaggiatori, orari corse più vicine alle necessità dell’utenza, ecc.) e di crearne altre ad hoc per le esigenze della Regione Abruzzo.

Vogliamo in altri termini avviare una collaborazione con le imprese che consenta di far crescere il sistema ferroviario, risolvendo problemi reali ai soggetti economici che operano nel territorio abruzzese. Ci aspettiamo pertanto una collaborazione positiva già a partire dalla compilazione del questionario.

 

(Fonte dei dati: ISTAT, Il Sole 24 Ore, CNT 1999, Amici della Terra: I costi ambientali e sociali dei trasporti in Italia, terzo rapporto aprile 2000)

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