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Stato di calamità: la Regione Abruzzo avvia la procedura presso il Governo In vista incentivi per innevamento e bacini artificiali se lo stato dirà di no Alba: mettiamo a pieno regime gli impianti anche d’estate

Sembrano averla spuntata gli operatori del turismo della neve. Tanta bagarre per avere riconosciuto lo stato di calamità probabilmente ha sortito i suoi effetti. E’ un fatto, comunque, che per la Regione Abruzzo sarebbe stato quanto mai avventuroso negare la possibilità di un ristoro a quanti non hanno potuto incassare neanche un centesimo a causa di un tempo decisamente ingrato per la messa a regime degli impianti sciistici. Altre regioni d’Italia, nonché altri settori – dal commercio all’agricoltura – hanno avviato la medesima richiesta e, decidere di darsi la zappa sui piedi da sola, per la Regione Abruzzo sarebbe stato un controsenso.

Dunque, nell’ultimo incontro istituzionale tra Giancarlo Bartolotti,  Presidente dell’Anef (Associazione Nazionale Esercenti Impianti Funiviari – Confindustria L’Aquila), accompagnato dal Consigliere Fabrizio Di Muzio di Passolanciano, e l’Assessore della Regione Abruzzo Ginoble si è impresso finalmente un indirizzo certo a proposito della richiesta di calamità naturale avanzata dagli operatori degli impianti sciistici.

L’Assessore ha riscontrato che la stagione sciistica 2006/07 è stata gravemente compromessa e che, a fronte degli ingenti danni sopportati dagli operatori, ricorrono tutti gli estremi perché l’Abruzzo e, segnatamente la provincia dell’Aquila, faccia richiesta al Governo centrale per il riconoscimento della calamità naturale. Urge, infatti, avviare una procedura urgente affinché non si resti esclusi, per una semplice negligenza amministrativa o per un battibecco tra enti competenti, da una determinazione favorevole del Governo che, a fronte delle richieste pervenute da tutta Italia, potrebbe trovarsi a privilegiare i più solerti e ad escludere le regioni che si sono mosse in ritardo.      

Dunque, l’Assessore Ginoble ha deciso di avviare una procedura urgente affinché l’Abruzzo intero possa trovare ristoro del danno subìto.

E’ un fatto che il 90% delle stazioni sciistiche sono state ferme, che il 70% ad oggi non incassano ancora un centesimo, e che il 30% degli alberghi hanno proceduto a drastiche riduzioni del personale, fino a giungere alla chiusura, si veda Pescasseroli, Passolanciano, Prati di Tivo, Prato Selva, Scanno.

Qualora la richiesta di calamità naturale non dovesse conoscere un esito positivo, la Regione si è impegnata ad erogare degli incentivi destinati agli impianti di innevamento artificiale e agli invasi di acqua necessari per alimentare i primi, sì da far fronte ad eventuali prossime bizzarrie climatiche con l’innevamento programmato.

 

Nella stessa riunione si è discusso, e l’Assessore si è impegnato, sugli ulteriori seguenti argomenti:

–          approvazione della legge sulla sicurezza sulle piste entro la fine di febbraio

–          definizione del programma regionale dei bacini sciistici

–          progetto di skipass regionale per l’Abruzzo: si procederà ad un censimento delle stazioni che hanno già i tornelli (passaggi automatici) in modo da dotare quelle che ne sono carenti. Con uno stanziamento di 2milioni di euro le stazioni sciistiche carenti saranno attrezzate per mettere in uso i Kay Card magnetici, di uguale tipologia per tutte le strutture aderenti, onde evitare l’acquisto dei biglietti.

Tutto è stato messo a verbale e formalizzato dall’Ing. Luigi De Collibus, Dirigente dei servizi trasporti regionali impianti a fune e a filo, che personalmente seguirà le procedure amministrative.

 

Di tutto si discuterà pubblicamente, ospite l’Assessore Ginoble, presso la sala riunioni di Confindustria L’Aquila. E’ appena il caso di sottolineare che sarà ufficialmente invitato l’Assessore al Turismo Paolini, affinché si renda conto che il turismo della neve è una costola non indifferente di tutto il turismo regionale, e che sarebbe opportuno avanzare una richiesta congiunta al Governo centrale onde evitare spaccature delle quali farebbero le spese tutti: l’economia non è a compartimenti stagni e, il turismo in particolare, deve essere programmato in maniera unica, secondo un circolo virtuale nel quale devono riconoscersi ed avere un giusto ruolo tutti gli operatori. E’ paradossale, infatti, che l’assessorato ai trasporti prenda atto e provveda in tema di turismo, mentre l’assessore direttamente competente in materia si ostina ad andare in una direzione contraria.

 

 

Giancarlo Bartolotti

Presidente Anef Confindustria L’Aquila

 

 

 

 

Dobbiamo rendere appetibile il territorio

in ogni periodo dell’anno e con qualunque tempo

Gli impianti devono funzionare sempre

 

Sulla calamità naturale mi sarei aspettato dalla Regione Abruzzo una risposta propositiva, anziché una polemica sterile e fine a se stessa. Perché, d’accordo o no, rimane una questione contingente, legata al favore del tempo: qualche secolo fa ci si affidava al favore degli Dei, mi pare che oggi non sia più proponibile.

Ritengo, invece, che la risposta giusta sia quella di una pianificazione e di una programmazione del territorio e, quindi, del Turismo.

Venendo allo specifico, dobbiamo convincerci tutti che gli impianti di risalita non solo devono funzionare nella stagione della neve, ma di più: devono essere messi a regime per tutto l’anno, almeno se vogliamo fare del Turismo un’economia, e non un arrotondamento del bilancio. Le soluzioni non mancano, e vanno dall’innevamento artificiale nei mesi invernali, alla creazione di piste di bob da far funzionare nei mesi miti e in quelli caldi. Non dobbiamo dimenticare che gli impianti sono gli “ascensori” delle nostre montagne e si possono usare per far fare escursioni anche alle persone diversamente abili, creando pacchetti turistici in periodi di bassa stagione. E’ così che si comincia a ragionare su come programmare il Turismo: investendo sul futuro, invece di accalorarsi solo sulle emergenze.

Aggiungo: l’organizzazione di eventi a ciclo continuo, che possono garantire le presenze anche nelle peggiori condizioni; la realizzazione di strutture di svago che fungano da supporto agli alberghi, sì da trattenere l’ospite anche nella giornata di pioggia; la promazione dei calendari degli eventi l’estate per l’inverno e viceversa, una politica volta a favorire la produzione di energia attraverso il solare (anche in vista del consumo destinato all’innevamento artificiale), giacché esistono pure dei fondi ad hoc per l’acquisto dei pannelli solari. La produzione di energia “pulita” nelle aree Parco, per esempio, sarebbe anche un concetto vendibile in una politica di marketing del territorio, oltre ad essere una vera svolta in tema di consumo delle risorse. All’uopo, sarebbe quanto mai opportuno mettere insieme i Sindaci, le Comunità Montane e le direzioni dei Parchi per addivenire a certo genere di determinazioni in tempi utili.

Purtroppo vedo molta confusione, ed una scarsa capacità di intendersi: la concertazione c’è, ma è solo nella forma, perché nella sostanza non si conclude nulla o si è già deciso a priori. I fondi, quando vengono erogati, piovono sui singoli senza alcuna logica pianificata, sicché ciascuno spende in maniera contrapposta all’altro, arrecando qualche volta solo danno. I Sistemi Turistici Locali sono fermi, e sono gli unici che potrebbero attivare un’offerta turistica diversificata. Il programma dei Bacini Sciiistici è pure al palo, e così si paralizza altresì ogni possibilità di analizzare le aree sulle quali intervenire con una riconversione.

Vedo anche un accavallarsi ed uno scambio di competenze che genera solo caos e immobilismo: sui S.T.L., per esempio, pare che adesso si debba agire sotto l’egida della Provincia, ma mi chiedo se qualcuno ha letto e colto il senso della legge 135, invece di preoccuparsi soltanto di attaccarvi il  proprio logo. Nella legge, infatti, si individuano come S.T.L. le aree nelle quali gli operatori trovano intese, linee comuni con tutte le parti sociali, in sintesi i S.T.L. nascono dal basso laddove esiste una potenziale offerta turistica omogenea . Non si tratta, come invece si sta procedendo, di disegnare i S.T.L. sulla carta, non è un’operazione da fare con il pennarello: la legge, non a caso, impone l’individuazione e la definizione degli operatori turistici… noi, invece, ad oggi non sappiamo neanche chi e quanli siano.

Altra operazione urgente nell’ottica di una programmazione del territorio è quella della creazione di Presidi Sanitari o centri di pronto intervento, ai quali il turista si può recare per un’emergenza… un po’ come accade in tutti i posti di mare. Ad oggi, anche per mettersi tre punti di sutura ad una ferita bisogna scendere a Castel di Sangro o ad Avezzano: è una follia.

Rimanendo alla questione della calamità naturale, infine, non vedo perché discutere invece di agire: il danno a prescindere dalle ultime nevicate c’è già stato, è inequivocabile, basterebbe anche una forma di incentivo qualunque, come per esempio l’abbassamento di qualche punto dell’Irap alle aziende turistiche (sempre che qualcuno le individui…..), per dare ristoro, nonché un segno di comune intendimento.

Mi chiedo perché quando al Governo regionale c’era il centro destra noi eravamo all’opposizione, e adesso che c’è il centro sinistra siamo sempre all’opposizione. Forse siamo anacronistici rispetto ai nostri politici, eppure siamo gli unici a credere e ad investire centinaia di milioni di euro nella “cenerentola dell’economia” chiamata Turismo.

Leggo un chiaro segno di mancanza di concretezza, nonché di obiettivi condivisi  e seriamente destinati al rilancio del territorio.

 

 

Paolo Alba

Presidente di Federturismo

di Confindustria Abruzzo

 

 

 

 

 

 

 

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