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Squinzi: i tre miliardi dell’ultima tranche di aiuti Ue? Investiamoli su competitività e occupazione. Il rilancio del Sud in cinque mosse

Per il Sud sono in arrivo i tre miliardi dell’ultima programmazione europea. «La nostra proposta è semplice. Si mettano queste risorse, o buona parte di esse, al servizio di un’unica, fondamentale priorità: il miglioramento della competitività delle imprese meridionali e la creazione di nuove occasioni di lavoro». Questa la «ricetta» per il Mezzogiorno del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, illustrata al pubblico del Teatro Mediterraneo nell’ambito del convegno «Piano europeo Crescita per il Sud» a Napoli.

Le priorità nella destinazione delle risorse
L’idea del numero uno degli industriali è mettere queste risorse in campo «per fare poche, semplici ma efficaci cose che possono però dare una accelerazione decisiva alle speranze di ripresa». Secondo Squinzi bisonga sostenere innanzitutto «gli investimenti di medio grandi dimensioni, anche per accompagnare la soluzione di crisi industriali complesse». Va inoltre incoraggiato e favorito «l’acquisto di macchinari innovativi da parte delle imprese, per il miglioramento diffuso del tessuto produttivo». Passaggio importante sarà poi sostenere «le reti d’impresa, per favorire la cooperazione di filiera tra imprese di diverse dimensioni». Nell’agenda del presidente di Confindustria per il rilancio del Sud ha poi un ruolo centrale «un programma per l’internazionalizzazione delle imprese meridionali, per accrescere la conoscenza del Mezzogiorno presso gli operatori esteri e ad accompagnare le imprese meridionali sui mercati internazionali». Ultimo passaggio: «Rafforzare le garanzie e semplificare gli strumenti di ingegneria finanziaria per favorire l’accesso al credito. Su queste proposte – ha aggiunto Squinzi – abbiamo ricevuto prime, importanti aperture da parte del governo, su cui lavoreremo nelle prossime settimane, d’intesa con le regioni e con la commissione Europea».

Squinzi: prossime settimane decisive
La vera sfida è fare presto e bene: «Solo impiegando così le residue risorse europee – ha aggiunto il presidente – potremo avere titolo a chiedere nuovi fondi strutturali per i nostri territori, per completare un percorso finalmente tornato sui giusti binari». Occhio agli impegni dei giorni prossimi: «Le prossime settimane – ha ricordato Squinzi – saranno decisive per la costruzione delle future politiche di coesione. Da un lato infatti, i negoziati sulle nuove regole e sul bilancio dell’Unione 2014-20 entreranno nelle loro fasi decisive: dall’altro, andrà avviato il percorso che deve portare alla predisposizione dei nuovi programmi».

I ritardi dei pagamenti della Pa
In chiusura del suo intervento, il presidente di Confindustria è tornato sul tema dei ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione, lanciando un sasso nello stagno: «Pensate – ha dichiarato – a cosa potrebbe significare subordinare la possibilità di dare fondi strutturali solo a quelle amministrazioni che si impegnano concretamente al rispetto di tempi certi nei pagamenti o nella conclusione dei procedimenti amministrativi verso le imprese. Potrebbe essere – ha concluso Squinzi – una vera e propria rivoluzione».

Fondi Ue. Barca, parola d’ordine: «attuare, attuare attuare»
L’avanzamento di spesa della programmazione europea 2007-2013 è stato anche l’argomento dell’intervento del ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, arrivato a conclusione dei lavori. «Dobbiamo fare tre cose: – ha detto il membro del governo Monti – attuare, attuare, attuare». La sua analisi parte dall’Eurogruppo del 26 ottobre dell’anno scorso: «All’epoca – ha ricordato Barca – eravamo a un avanzamento del 12,5 per cento. Oggi siamo al 22%, in quattro mesi contiamo di arrivare al 30 per cento. Tra dieci giorni avremo un monitoraggio completo del Piano azione e coesione che è una macchina che si muove». Meno rapida è il livello dei cosiddetti «soggetti attuatori» e il governo ha tutta l’intenzione di correre ai ripari: «A breve – ha detto Barca – partiranno 20 sopralluoghi prototipo su 20 interventi in ritardo. Vogliamo capire se il problema sta nel fatto che i progetti sono vecchi e vanno riprogrammati o se ci sono responsabilità di ordine amministrativo». Quindi il ministro della Coesione si è concentrato sull’impiego dei tre miliardi dell’ultima tranche di aiuti Ue 2007-2013: «Un terzo servirà a rassicurare progetti in itinere, un’altra parte la dedicheremo a progetti cantierabili ma contiamo di mettere in atto un pacchetto su credito d’imposta e un’iniziativa di defiscalizzazione de minimis sul modello de l’Aquila». In arrivo anche «misure a sostegno delle città e delle aree interne».

(sole24ore.com 17 settembre 2012)

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