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Squinzi: autunno bollente, migliaia di piccole imprese soffrono in silenzio

Squinzi sottolinea che «ci sono migliaia di piccole e medie aziende che stanno soffrendo mediaticamente in silenzio ma che sono la cosa che ci preoccupa di più», ha sottolineato Squinzi, «le nostre imprese potranno essere uniche quanto si vuole ma abbiamo bisogno di un paese normale, di semplificazioni burocratiche, se il nostro paese non assicura condizioni competitive, analoghe a quelle del resto d’Europa e del mondo non andremo molto lontano».

Dall’incontro con il governo «mi aspetto un’apertura e una maggiore disponibilità verso la crescita: purtroppo finora non ne abbiamo avuta molta».

«Le aperture per il momento sono più che altro di principio; non abbiamo ancora visto – aggiunge – provvedimenti concreti, mi auguro che sul tavolo venga messo qualcosa da parte del governo».

Per Squinzi gli imprenditori hanno «bisogno di una semplificazione normativo-burocratica. Le nostre imprese possono essere speciali ma senza le condizioni competitive sul mercato globale non andiamo molto lontano». Per uscire dalla crisi, ricorda, «bisogna anche lavorare in modo particolare alla detassazione dei salari: questo sarebbe il modo più diretto» per stimolare i consumi.

In riferimento alle diverse situazioni di crisi che toccano grandi imprese, Squinzi ha definito quello dell’Ilva di Taranto «un caso emblematico della complicazione burocratica» che regna nel nostro Paese. Quello dell’Ilva, aggiunge, è un caso che «dobbiamo risolvere per dare speranza a chi investe nel nostro éaese». Quanto al Carbosulcis, per il presidente di Confindustria “il problema e’ quello di avere una politica industriale chiara, ma per il momento questa idea latita”. Infine, la crisi dell’Alcoa e’ “legata al costo dell’energia”, senza una soluzione su questo punto “le attivita’ ad alto utilizzo energetico nel nostro paese sono destinate a sparire”. L’Alcoa, ha concluso, “si puo’ salvare solo se si trovano condizioni per rendere disponibile energia a prezzi competitivi. Volendo, si puo’ fare”.

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