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«Sono il Presidente di tutti e sosterrò L’Aquila per recuperare l’87.3.c.» è la promessa di Giovanni Pace

PERCHÉ QUELLA DEROGA CI SPETTA

E’ passato un anno da quando L’Aquila è stata esclusa dagli aiuti di cui alle deroghe previste dall’art. 87.3.c.

E non abbiamo cambiato idea circa il fatto che sia stato frutto di una manovra che ha voluto favorire la Costa a scapito delle aree interne, più povere, più bisognose.

Ma comunque sia andata, adesso bisogna darsi da fare, prepare un’istruttoria vera, credibile, portarla a Bruxelles e imporre il riesame nel 2003.

Gli elementi ci sono tutti e li ricordiamo per l’ennesima volta con l’intenzione, di qui a breve, di commissionare uno studio ad hoc, al Cresa per esempio, affinché vengano sviluppati e supportati con numeri e dati.

In breve, è quanto segue:

1) le disposizioni di cui all’art. 87.3c riservano l’utilizzo dei “propri” fondi a quelle componenti del sistema produttivo (le imprese), dovunque operanti, che necessitano di sostegni per consolidare e rafforzare le proprie condizioni strutturali in relazione al completamento di percorsi già avviati con l’utilizzo dei fondi in regime di Obiettivo 1. Dunque, proprio in virtù dell’esplicito riferimento al sistema delle imprese si poteva e si può ricomprendere nell’art, 87 l’intera regione Abruzzo, indipendentemente dell’ammontare della popolazione.

2) L’Aquila nelle sue zone rurali è sottoposta ad una rarefazione della popolazione ben al di là delle quote comunitarie e della stessa media regionale: la popolazione anziana sfiora anche quote del 50% dei residenti, la presenza umana è in regime di precarietà demografica per le alte mortalità ed emigrazione, connesse ad una scarsissima natalità.

3) Più del 70% del territorio del comune dell’Aquila con le sue frazioni isolate ha tutti i requisiti del territorio montano e non solo, ma la stessa legge sulla montagna, oltre che quella sulle autonomie locali, consente di catalogare come territori montani, e quindi ricadenti nell’utilizzo delle agevolazioni previste per la montagna, anche porzioni dei territori dei Comuni esclusi per dimensione demografica.

4) L’Aquila ha una debolezza strutturale incontrovertibile a causa e in conseguenza della quale sconta pesantissimi processi di ristrutturazione dovuti al declino industriale in atto.

 

 

INTERVISTA AL PRESIDENTE PACE

Presidente, la situazione aquilana è drammatica, ci sosterrà per il 2003?

Si. Farò di tutto perché L’Aquila possa rientrare nei benefici della deroga all’87.3.c.

E’ una promessa?

Si, è una promessa.

Si sente di fare promesse anche sugli altri temi scottanti della città: polo elettronico, uffici che chiudono i battenti…?

Sto facendo l’impossibile su tutti i fronti. Per esempio, lei mi dice che si potrebbero portare nel polo elettronico Cnr e Enea e agganciarli all’Università, ma in questa direzione io sto già lavorando: il progetto dell’Agenzia spaziale risponde esattamente a un progetto di questo tipo.

Per la situazione in generale, invece, ho già predisposto una task force che studi la realtà odierna e valuti come creare nuove attività sul preesistente in L’Aquila. Questo è un lavoro che sto affontando solo per il capoluogo e non per le altre città: lo sottolineo affinché non si torni a dire che L’Aquila è trascurata rispetto al resto della regione.

Siamo in grado di fare un progetto vero che sviluppi le province all’interno della regione e la regione all’interno dell’Italia invece di dare contentini che fanno bene ad alcune singole città ma fanno malissimo nel complesso?

Se non siamo in grado lo saremo. Le istituzioni, gli imprenditori e le associazioni sindacali devono mettersi insieme e progettare. Ad oggi un progetto non lo abbiamo ma lo avremo, mi sto impegnando per questo. Non da ultimo ho convocato un tecnico, un professore de La Sapienza, affinché ci aiuti a riprogettare il territorio.

Responasabilità di Provincia e Comune ci sono?

No, loro incontrano le stesse difficoltà degli imprenditori: hanno l’intelligenza per fare i progetti ma devono correre dietro alle cambiali che scadono, il che impedisce di concentrarsi sui progetti.

Quella dell’”area di crisi” per la Provincia è una strada percorribile: che ne pensa?

E’ il segnale di un’attenzione verso il problema. E’ chiaro che bisogna appiccicarci qualcosa dietro, una iniziativa di progetto. E per questo sto attivando il tavolo con tutte le forze sociali, tavolo che per i giorni prima di Natale sarà pronto per la redazione di un piano.

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