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Silvio Di Lorenzo lascia la Presidenza di Confindustria Chieti: l’intervento in assemblea privata

Sono da sempre convinto che essere imprenditori significa anche restituire al territorio parte di ciò che abbiamo ricevuto, per farlo crescere e consentirgli di affrontare nuove sfide. Con questa grande responsabilità ci siamo misurati in questi anni, e credo fortemente che il lavoro svolto e i progetti avviati siano andati in questa direzione. Nel corso della la mia avventura in Confindustria abbiamo dato vita al PROGRAMMA INNOVAZIONE AUTOMOTIVE e costituito la Soc. Consortile IAM, abbiamo creduto nelle potenzialità del turismo e lavorato per il programma del Comprensorio della Costa dei Trabocchi, abbiamo raggiunto l’obiettivo della CERTIFICAZIONE DI QUALITA’ della nostra struttura e ci siamo impegnati quotidianamente per salvaguardare le nostre associate e lo sviluppo del nostro territorio. E questa sala, così piena e così carica di attese, testimonia quella voglia di lavorare e di guardare lontano che da sempre contraddistingue il nostro carattere e la nostra terra.

Consentitemi una metafora motociclistica: la nostra squadra possiede un motore perfetto, silenzioso, efficiente, a basso consumo e a zero emissioni, che in questi anni ha dosato la potenza, la velocità, le frenate e le accelerazioni, facendo sentire ognuno parte di un Sistema che è la nostra forza. E’ stato bello viaggiare insieme in curva e sui rettilinei, ma anche in discesa e in salita. Questo motore è il profondo senso di appartenenza al Sistema Associativo – quello Confindustria – che ha saputo legare le nostre aziende nel lavoro, nella professionalità, nell’associazionismo, nell’impegno sociale e nella crescita sinergica del nostro territorioSIAMO CLASSE DIRIGENTE

 

Dimentichiamoci per un attimo le polemiche, le accuse, gli scandali politici e della sanità e tutto quell’assordante rumore di sottofondo che ci impedisce di pensare alle cose veramente importanti: il ruolo della nostra rappresentanza e presenza nel territorio.

 

Non penso al futuro lontano, che lascio volentieri agli scrittori di fantascienza. Penso al futuro più vicino, al domani che ci attende e vedrà gli effetti delle decisioni che oggi vengono o non vengono prese.

 

Dopo 30 anni investiti sulla capacità di produrre, di centrare gli obiettivi di costo e di qualità, è arrivato il momento di aggiungere qualcosa per poter continuare ad attrarre investimenti e progetti sul territorio ed essere competitivi nel mercato globale. Non possiamo più aspettarci che qualcuno in qualche altra parte del mondo faccia tutto per noi e poi ci dica di produrlo bene … ma dobbiamo pensare il prodotto, svilupparlo, testarlo e venderlo. E su questo punto la differenza la faranno le persone per la loro capacità di produrre idee e innovazione con l’obiettivo comune di far crescere parallelamente imprese e territorio, integrando conoscenze e competenze, condividendo esperienze, storie e pensieri.

 

In questi 4 anni di Presidenza ho avuto modo di conoscere molti di voi, confrontarmi con esperienze diverse, esigenze e necessità di specifici settori, tutti però accomunati dalla voglia di scommettere sul nostro futuro. Anche in un momento così difficile.

 

Se fino a qualche anno fa l’imprenditore lungimirante era quello che impostava le sue scelte attorno alla domanda ricorrente “come sarà la mia impresa tra due anni?” Oggi non basta più; abbiamo l’obbligo economico e morale di domandarci “come sarà il nostro Paese tra due anni o 4 anni?”, con particolare attenzione ai risvolti sociali, ambientali prima che economici del nostro agire d’impresa.

Chi di noi non ha pensato almeno una volta: “Voglio che i miei figli abbiano possibilità migliori di quelle che ho avuto io, voglio che i miei nipoti stiano meglio di me”. Vogliamo essere quelli che saranno riconosciuti come soggetti con le idee innovative sull’ambiente, sul riciclo, sulla sicurezza e sul solidale. Insomma non solo innovazione di processo e di prodotti, ma di SISTEMA.

 

La risposta a questa speranza così naturale e così necessaria è la capacità di trasformare il nostro successo individuale in un successo collettivo. E questo è stato il fine principale del nostro agire in questi anni.

 

Con questa sfida ci siamo misurati facendo affidamento sul nostro talento e sulle nostre capacità. Perché lo sviluppo del territorio è il filo rosso che unisce tante questioni diverse: la crescita economica, la solidarietà, il merito individuale, la famiglia e il senso di appartenenza alla comunità che per fortuna da noi non è ancora perduto.

 

Sento il dovere fortissimo di ringraziare tutti voi per gli stimoli ricevuti e l’incoraggiamento di questi 4 anni di presidenza nei quali abbiamo lavorato sinergicamente per valorizzare, difendere e far sopravvivere questo straordinario patrimonio di piccole e medie imprese, che partecipa alla crescita della nostra provincia, della ns. Regione e del nostro Paese.

 

Questa è anche la sfida per il futuro, che consegno al Presidente Designato Paolo Primavera: a lui con affetto auguro di proseguire il lavoro avviato dando continuità ai progetti ma anche impegnandosi in nuove sfide e iniziative nel segno dello sviluppo e della cultura d’impresa che deve essere anche cultura della responsabilità.

 

Tornare a crescere è un imperativo per le nostre imprese. Sciogliere i nodi che impediscono di esprimere le potenzialità racchiuse nell’imprenditorialità e nella laboriosità, nell’ingegno e nella voglia e capacità di fare che da sempre ci contraddistinguono.

 

Riposizionarsi su un sentiero di sviluppo elevato non è solo un obiettivo realistico, ma un preciso dovere morale. Verso le persone senza occupazione, verso le nostre imprese scoraggiate dalla perdita di commesse e verso il territorio e la comunità locale.

 

Un dovere che abbiamo sia verso le passate generazioni che per quelle future. Le passate, che con sacrificio e impegno hanno affrancato la nostra Regione dalla miseria e dal sottosviluppo e ci hanno consegnato un’economia in crescita, con una presenza importante dell’industria in senso lato, in posizione importante a livello nazionale per numero di addetti.

Le future, a cui va lasciato più di quello che abbiamo ricevuto, in particolare ai Giovani che meritano prospettive migliori.

 

Prima di chiedere agli altri impegni e azioni, le nostre imprese possono e vogliono fare ancora di più per contribuire allo sviluppo e alla crescita del territorio con iniziative di ampio respiro ma anche con l’attività di ogni giorno.

 

Come accennato sopra, nei prossimi anni siamo chiamati ad una sfida determinante per far ripartire lo sviluppo dopo la crisi e dopo il terremoto; la spinta deve essere più forte degli altri territori e noi dobbiamo avere il coraggio e la determinazione per vincere.

In provincia di Chieti abbiamo industrie importanti per quantità e qualità e la filiera automotive è trainante grazie alla presenza di Grandi Imprese con il relativo indotto; ma abbiamo anche tante risorse ambientali e culturali che con riusciamo ancora a mettere a valore con un turismo organizzato. La crisi l’abbiamo sentita e la sentiamo ancora perché maggiormente esposti.

 

In questi ultimi anni abbiamo capito che bisogna cambiare passo; un comprensorio deve essere sempre più attrattivo per creare un sistema territoriale vantaggioso per le imprese localizzate.

 

Abbiamo cambiato anche approccio; non abbiamo pianto e chiesto soldi o altro. Abbiamo prima pensato, riflettuto e programmato con il coinvolgimento di tutti gli attori, poi realizzato i progetti, pronti per essere attuati, che abbiamo messo a disposizione degli amministratori locali, regionali e nazionali senza avanzare richieste personali.

 

Non sono molto interessato alla diatriba sui costi della politica, sugli sprechi e le riforme, comunque necessarie, per la riduzione degli incarichi e dei costi della politica… credo che questo compito dobbiamo lasciarlo a CONFINDUSTRIA NAZIONALE. Noi siamo chiamati a sfornare idee e proposte e a confrontarci su progetti.

In quest’ottica stiamo collaborando con la Regione Abruzzo per rendere i nostri comprensori più competitivi creando sistemi territoriali accoglienti per le imprese e i turisti. E’ il caso delle proposte per i Consorzi Industriali in una logica più ampia di programmazione regionale integrata e di razionalizzazione delle competenze a livello (Provincia e Comuni con i SUAP) senza sovrapposizioni e duplicazioni; l’obiettivo è passare da strutture di gestione di terreni a strutture capaci di offrire servizi indispensabili (acqua, rifiuti, segnaletica, pulizia, verde e viabilità, connettività adeguata) e quelli nel campo ambientale, della logistica e cosiddetti avanzati.

 

Siamo fieri delle iniziative messe in campo che riteniamo strategiche per la nostra Regione.  Mi riferisco in particolare alle 2 più importanti:

1.   Il Programma automotive

2.   E la Costa dei trabocchi

 

QUAL E’ IL PUNTO SUI 2 PROGETTI

 

1. Il Programma automotive

Abbiamo predisposto e avviato il Programma Innovazione Automotive, con il contributo indispensabile ed insostituibile di tecnici del Gruppo FIAT Auto e della HONDA, che mira a creare un sistema automotive relativo ai veicoli commerciali e professionali leggeri (due/quattro ruote trasporto persone e merci), capace di rafforzare e consolidare la filiera migliorando la competitività e favorendo il radicamento delle grandi imprese fortemente internazionalizzate; la logica è quella di raccordare le attività di ricerca del settore pubblico e privato con il fabbisogno di innovazione espresso dal sistema delle imprese con il coordinamento delle Grandi Imprese interessate.

 

Siamo partiti a fine 2006 da alcune prime idee ma nel 2007 abbiamo avviato la riflessione vera e concreta; nel 2008 e 2009 abbiamo elaborato i progetti.

 

Il Campus è l’infrastruttura fisica per la ricerca e i test e ricomprende anche la parte espositiva e formativa; il progetto è esecutivo poiché è definito a livello di dettaglio costruttivo e dispone delle autorizzazioni più importanti.

 

Abbiamo anche iniziato alcune attività con una Società, denominata Innovazione Automotive e Metalmeccanica, tramite progetti in partenariato anche con aziende del gruppo FIAT e di altre regionali e nazionali. Due progetti di ricerca sono stati finanziati con Industria 2015 e avviati mentre altri sono stati presentati o sono in fase di progettazione; sulla formazione siamo già al terzo programma in fase attuazione insieme a partner di altre Regioni.

 

Il programma, particolarmente apprezzato dalle imprese, dai Ministeri competenti e dalla Regione Abruzzo, è stato inserito fra i progetti prioritari da sostenere (Programma Automotive Italia e Master plan Abruzzo), ma risente della crisi (regionale e nazionale) che ha rallentato la concessione dei contributi e incentivi indispensabili.

 

Pochi giorni fa abbiamo costituito la Fondazione per l’Istituto Tecnico Superiore Nuove Tecnologie Made in Italy Sistema Meccanica in Provincia di Chieti insieme a tre Istituti tecnici superiori, Università dell’Aquila, Provincia di Chieti e Comune di Lanciano, Agenzie formative e di lavoro; un grande risultato in linea con il programma per migliorare le competenze dei giovani e dei lavoratori nell’ottica di incrementare la competitività.  

 

Stiamo preparando il progetto del Polo di Innovazione; oltre alle imprese già aderenti ci sono nuove e interessanti richieste sia aziende regionali che nazionali.

 

In due anni dal sogno siamo passati alla cantierabilità delle cose già possibili; l’abbiamo fatto con le forze di tutti i partner e del Patto Sangro-Aventino e lo mettiamo a disposizione della Regione e di tutti come un valore per la collettività.

 

Agli Amministratori regionali e nazionali chiediamo solo di sostenere concretamente questa iniziativa; la stasi è pericolosa perché altri possono decidere per noi o di non stare più con noi perché trovano opportunità migliori. 

 

 2° PUNTO

2. Comprensorio della Costa dei trabocchi

 

Per quanto riguarda il turismo vogliamo scommettere sulla Costa dei Trabocchi per creare nuovi prodotti turistici e un nuovo brand attraente e competitivo.

Abbiamo una risorsa quasi unica: 44 km sul mare con la presenza di  27 trabocchi e 5 Porticcioli turistici; si tratta di un dono della natura che per certi versi la ferrovia ci ha conservato.

Abbiamo coinvolto subito i comprensori del Sangro-Aventino e Trigno-Sinello e i Comuni di Ortona, Francavilla che potranno essere integrati per farne un pregetto strategico.

L’area geografica dispone di attrattori culturali e/o naturali e/o paesaggistici interessanti (es. 29 Siti Interesse Comunitario, 10 Riserve Naturali Regionali).

 Deve essere adeguatamente organizzata valorizzando gli attrattori in essa localizzati con la dotazione di condizioni e servizi che ne determinano la migliore fruizione per attrarre visitatori e determinare impatti positivi, diretti ed indiretti, sul sistema socio-economico complessivo. Prioritari sono: Natura, Cultura, Gastronomia, Religione e Borghi.

Nel mese di aprile abbiamo sottoscritto   un Protocollo per un Progetto integrato di sviluppo turistico fra Amministrazione Provinciale, Comuni ed Organizzazioni Imprenditoriali che ne avvia la fase progettuale sulla falsa riga di quanto già sperimentato, nonché del know how acquisito,  con il citato Programma Automotive.

 Il Progetto dovrà essere  credibile e adeguato all’evoluzione in corso delle esigenze dei consumatori; definirà la nuova mission del comprensorio e le azioni conseguenti da mettere in atto. E’ evidente che in un programma articolato diventa più facile individuare gli interessi dei vari attori e la conseguente migliore valorizzazione delle risorse fisiche e finanziarie disponibili in coerenza con la missione e gli obiettivi definiti e nel rispetto del principio della trasparenza e pari opportunità.

 

Sono convinto che ripeteremo lo stesso percorso anche in tempi più brevi rispetto all’Automotive se tutti gli attori coinvolti saranno motivati e convinti senza prevaricazione e dotati di tanta umiltà e voglia di lavorare; anche la comunicazione deve essere più mirata e con minore confusione.

 

 3. LA NOSTRA PROVINCIA IN CIFRE

 
Voglio darvi pochi numeri ma significativi del nostro ruolo economico e del lavoro svolto in questi anni.

La forza e il peso che la nostra provincia riveste a livello regionale è lo specchio del ruolo e della rappresentanza che chiediamo e che vogliamo ottenere nel nostro Sistema e nella nostra Regione.

 

Primo tra tutti il dato sulla rappresentanza: dalle 400 imprese iscritte nel 2006 abbiamo superato oggi i 700 soci con un incremento di oltre il 57% della base associativa e della rappresentatività sul territorio. Superando ogni aspettativa, abbiamo registrato negli ultimi anni un trend di crescita costante delle aziende iscritte cui si collega l’ampliamento del ventaglio dei servizi offerti e una sempre maggiore specializzazione professionale della struttura operativa di Confindustria.

 

Siamo oggi la più importante e rappresentativa organizzazione datoriale del territorio con un peso in Confindustria Abruzzo che supera il 42% e un ruolo in Confindustria Nazionale che ci vede protagonisti con la presenza agli incontri istituzionali, alle iniziative di formazione e alle più alte cariche nelle organizzazioni di settore: l’ANCE per l’edilizia, l’ACMA per il motociclo, l’ANIMA e FEDERMECCANICA per la meccanica di precisione e l’automotive, FEDERCHIMICA, FEDERLEGNO… collocandoci al 53esimo posto nella classifica delle province italiane:

 

  • Abbiamo consolidato i rapporti con il socio aggregato ASSOVASTO e con i suoi oltre 100 soci;
  • abbiamo costituito, primi in Abruzzo, l’ASSOARTIGIANI, associazione che riunisce le aziende dell’artigianato e conta oltre 30 iscritti – guidata dall’Ing. Domenico Cocco che proprio ieri è stato designato Vice Presidente Nazionale dell’Assoartigiani di Confindustria, a sancire il ruolo che la territoriale di Chieti riveste in questo processo;
  • abbiamo inglobato nel nostro sistema la CONFAPI, oggi UNIPMI, divenendo la più importante e rappresentativa Associazione datoriale della provincia e delle regione.

Si tratta di una crescita che ci inorgoglisce ed è anche un segnale forte che Confindustria vuole lanciare attraverso la realizzazione di un progetto aperto ad altri apporti, e che ci auguriamo possa essere di stimolo per nuovi processi di collaborazione e aggregazione di cui il sistema economico abruzzese sente oggi l’assoluta esigenza.

 

Vogliamo dare il buon esempio e l’abbiamo fatto per primi con la SIA: stiamo cedendo quote della nostra società di servizi alle altre 3 territoriali e alla Federazione per dar vita ad un’UNICA SOCIETA’ DI SERVIZI DI CARATTERE REGIONALE con la possibilità di intercettare una maggior quantità di fondi di finanziamento per le attività di formazione raggiungendo una platea più ampia di imprenditori, lavoratori e imprese. Per i prossimi 10 anni Confindustria Chieti manterrà la Direzione della SIA Regionale e la Vice Presidenza esercitando un ruolo di primo piano sulle scelte strategiche della società.

 

Nell’ottica di favorire la vicinanza al territorio, con piacere vi annuncio che ieri 14 luglio abbiamo ufficialmente siglato l’atto di acquisto della NUOVA SEDE IN VAL DI SANGRO (di cui avete una foto in cartellina). Questa scelta, condivisa con tutti gli organi associativi, evidenzia la volontà di dare un segnale forte di presenza e prossimità ai nostri soci, perché Confindustria deve essere la casa comune, luogo di incontro e di interazione tra imprenditori per favorire collaborazioni e nuove idee di business per lo sviluppo e la crescita del nostro territorio.

Ultimo e inevitabile passaggio sulla CRISI

 

Anche per noi il bilancio della crisi è pesantissimo.

Rispetto al 2008, abbiamo perso quasi 5000 posti di lavoro.

Il ricorso alla cassa integrazione guadagni è aumentato di cinque volte.

 

Oltre 12 milioni di ore di cassa per il solo 2009 e le prospettive non sono rosee (fonte Inps e Area sindacale).

La produzione industriale è crollata del 25%, con picchi fino al 40% per il settore automotive, bruciando in pochi mesi il lavoro di anni di incessante crescita.

Ciò implica che abbiamo anche, e pesantemente, il problema dell’occupazione. Il tasso di disoccupazione della nostra provincia nel 2006 sfiorava il 6% e oggi con rammarico confermo che si aggira intorno all’8,5%, contro una media nazionale del 7,8%. Uno scenario difficile.

Bisogna spezzare la spirale fatta di scarsità di investimenti. Fuga di giovani. Imprese che faticano a crescere e la cui dimensione media tende a diminuire.

 

Ma abbiamo anche un gran numero di imprese straordinarie, vitali, che anche in questi anni di crisi investono, esportano e hanno successo nel mondo. Ma sono ancora troppo poche per sostenere da sole l’intera economia locale.

 

Ormai il punto non è più riuscire a fare meglio in fase di produzione, lì siamo già al top, dobbiamo puntare sulla RICERCA E INNOVAZIONE promuovendo azioni coordinate e non a “spot”, nella certezza che oggi chi è in grado di esprimere progettualità ha maggiori possibilità di arrivare vitale alla ripresa.

 

Per questo insisto sui due grandi progetti che sono il futuro del nostro territorio e con i quali ci giochiamo la partita della competitività: CAMPUS E COSTA DEI TRABOCCHI. So che è un’eredità pesante quella che consegno a voi oggi e al mio successore in particolare, ma è una sfida che coinvolge tutti noi e determina la sopravvivenza stessa del nostro modello di sviluppo.

 

Da Presidente della Camera di Commercio vi assicuro la massima collaborazione e il massimo impegno perché siamo e dobbiamo essere sempre di più il motore – laborioso ed efficiente – del nostro territorio.

 

RINGRAZIAMENTI PERSONALI

 

Per concludere, oltre a ringraziare tutti Voi, permettetemi un piccolo passaggio personale.

 

Voglio ringraziare tutta la struttura, ripeto tutta, dell’Associazione e della Sia. Persone meravigliose, competenti e con grande senso di appartenenza.

 

Le mie spinte, le mie osservazioni e talvolta critiche propositive e il senso del risultato e del business applicato al sistema associativo hanno profondamente trasformato questa Associazione.

 

Non nego che in questo momento lasciare l’incarico e la struttura tutta con la quale ho collaborato in questi anni, è l’aspetto che maggiormente mi pesa; ma per fortuna questo distacco sarà mitigato dalla mia piena disponibilità nei loro confronti e nei vostri oggi e per il futuro.

 

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