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Silvi, CGIL denuncia: non assunta perchè incinta

Rimandata a casa perche’ incinta. La donna in stato interessante avrebbe dovuto essere assunta da un’agenzia interinale che “arruola” personale per conto di un ente pubblico, l’Azienda di promozione Turistica della Regione Abruzzo (Aptr) per la gestione degli uffici di Informazione e Accoglienza Turistica (Iat). Il caso e’ stato portato all’attenzione della Cgil che denuncia l’atto discriminatorio. Cosi’ come avviene da 10 anni, anche per il periodo estivo la lavoratrice in questione e’ stata chiamata dall’agenzia interinale perche’ in graduatoria per l’assunzione a tempo determinato presso lo Iat di Silvi (Teramo). Ma la novita’ di essere incinta al quinto mese, non sarebbe stata gradita al datore di lavoro e cosi’ l’agenzia, secondo quanto denunciato dalla Cgil funzione pubblica, ha strappato dalle mani della signora il contratto di assunzione a causa di una precisa e, a quanto pare, consolidata scelta aziendale. L’agenzia interinale in questione e’ di Pescara. “La Fp Cgil di Teramo ritiene intollerabile il gravissimo atto discriminatorio perpetrato nei confronti della signora – protesta la sindacalista Monia Pecorale – e chiede, pertanto, che sia assunta immediatamente per la violazione delle norme, che vengano presentate formali scuse, che venga restituita la dignita’ alla lavoratrice e che l’agenzia abolisca dalla sua politica aziendale la vergognosa pratica della non assunzione delle donne in maternita’. Tutto cio’ non sara’ sufficiente, comunque, a evitare la denuncia all’Ispettorato del Lavoro di Teramo, alla Consigliera di parita’ della provincia di Teramo e ad inoltrare regolare contestazione anche alle altre autorita’ competenti nazionali ed europee”. La Cgil di Teramo chiede, inoltre, di sapere se l’assessorato regionale al Turismo sia a conoscenza delle “incivili pratiche” che avvengono per mano di strutture pagate con i soldi pubblici e di conoscere quali atti intendera’ porre in essere nei confronti dell’agenzia “che, in tutta onesta’, non potrebbe che concretizzarsi nella rescissione immediata del contratto di appalto”, sostiene Monia Pecorale.

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