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Siamo soddisfatti, il Sessantennale di Confindustria L’Aquila ha avuto il suo giusto riconoscimento in tutto il capoluogo

Un cartellone nutrito, che all’inizio ci è sembrato addirittura ambizioso, poco avvezzi, come siamo, agli eventi pubblici e culturali in genere.

Un’occasione rara, per noi, anche per accostarci ad un mondo, quello della comunicazione, poco frequentato dagli imprenditori aquilani, per tradizione e, diciamolo, scarsa propensione: gente di montagna, che ha cambiato rotta entrando nell’industria nel volgere di mezzo secolo scarso. Eppure ce l’abbiamo fatta, dimostrando la caparbietà e la voglia di accettare le sfide, come si addice a chi per mestiere intraprende.

L’Aquila, Sulmona ed Avezzano hanno ospitato mostre, workshop e dibattiti con la partecipazione di imprenditori, istituzioni, politici e cittadini, con un interesse nel quale, sinceramente, neanche osavo sperare. Ho scoperto una provincia diversa per alcuni aspetti, assetata di cose nuove e di occasioni di conoscenza, con un retroterra culturale ben oltre ogni aspettativa. Ho sempre saputo che il capoluogo ha una storia di cultura ragguardevole, ma è la prima volta che ho modo di toccare con mano, di riscontrare in maniera diretta e personale, quanto tutto questo non fosse luogo comune o semplice rendita di un tempo che fu.

Per me, che sono di Milano, è stato una specie di battesimo e, nonostante sia all’Aquila da oltre dieci anni, me ne sono sentito parte integrante forse per la prima volta.

Voglio ringraziare le aziende che ci hanno aiutato a realizzare le celebrazioni in cartellone, ben 12 mesi di lavoro, One Group di Francesca Pompa, Vincentive di Giulia Fascetti, S.B.S. di Mirella Bricca, e tutta la Confindustria dell’Aquila, che ha lavorato all’unisono con un unico obiettivo: la riuscita del progetto.

Un ringraziamento particolare è per il nostro Direttore, Antonio Cappelli, che ha saputo orchestrare il lavoro senza perdersi d’animo neanche nei momenti più difficili: dall’ideazione alla manovalanza… ha fatto veramente tutto.

Da ultimo, un ringraziamento alla stampa e alla città intera, con l’augurio di poter guardare al futuro con rinnovata fiducia.

 

Gaetano Clavenna

Presidente Confindustria L’Aquila

 

 

 

 

Era sicuramente importante realizzare un lavoro editoriale che raccogliesse la testimonianza dei fatti dell’industria di questi ultimi sessant’anni, visto che un volume che andasse in questa direzione non esisteva, ma era ancor più importante dare un segnale preciso con il quale dire “guardiamo al futuro”, conserviamo il passato ma senza investire su di esso in termini di energie e risorse intellettive. Non accade di rado, infatti, che le risorse umane in questo lembo di terra vadano smarrite in rimembranze e celebrazioni continue di fatti e questioni appartenenti alla storia: celebrazioni, memorie, vecchi detti, personaggi… Con tutto il rispetto e la doverosità della conservazione del passato, adesso è ora di concentrarsi su quello che c’è da fare e su come ripensare il domani. Sedersi sul passato non è fare cultura, precisazione superflua, ma necessaria qualora si corra il rischio di chiamare cultura un semplice contenitore di occasioni di incontro a consolazione reciproca.

 

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