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Si alla tassa sui turisti: Albergatori sul piede di guerra

“Il governo ci aveva garantito che la tassa di soggiorno a Roma era giustificata unicamente dalla situazione debitoria dell’amministrazione capitolina e che sarebbe stata circoscritta

 

al solo Comune di Roma. Mi sorprende vedere ora che l’idea di una tassa di soggiorno che gravi unicamente sugli alberghi possa essere estesa anche agli altri Comuni”: è molto seccato il presidente di Federalberghi, la Federazione che rappresenta la quasi totalità degli albergatori italiani, Bernabò Bocca, alla notizia “che abbiamo appreso oggi dai giornali” secondo la quale nel decreto sul federalismo fiscale municipale verrebbe introdotta la possibilità per tutti i comuni italiani di introdurre la tassa di soggiorno.
“Siamo disponibili a discutere a livello parlamentare di ipotesi alternative – spiega Bocca – ma siamo fortemente contrari ad ogni forma di penalizzazione di una categoria che già sconta l’Iva penalizzante al 10% contro il 5.5% della Francia, il 7% della Spagna e il 7% della Grecia. Ci auguriamo che il ministro del Turismo difenda le ragioni di una categoria che da molti anni è stata stata ingiustamente penalizzata”.
E a chi gli chiede se gli albergatori metteranno in campo forme di protesta, Bocca risponde: “abbiamo sempre agito con senso di responsabilità ma se in questo Paese pagano di più le manifestazioni di piazza, non mancheremo di adeguarci”.

Federalismo: Legautonomie, bene Calderoli su tassa per turismo

“L’apertura fatta ieri dal ministro Calderoli per un provvedimento organico che consenta una vera fiscalità di scopo risponde ad una rivendicazione che i Comuni propongono da tempo”. Così il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, presidente nazionale di Legautonomie, commenta l’annuncio dato ieri dal ministro per la Semplificazione dell’arrivo di una tassa di soggiorno per i turisti sul ‘modello Roma’.
“Anche una piccola tassa di soggiorno di un euro darebbe ossigeno alle città d’arte, senza pesare negativamente sulle attività”, afferma il leader di Legautonomie e sindaco di Pisa.
“E i proventi – aggiunge – sarebbero restituiti con una migliore cura dei luoghi stressati dai grandi afflussi, con migliore accoglienza e più forte promozione del turismo.
Sarebbe dunque un moltiplicatore di sviluppo e un caso di federalismo municipale praticato”.

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