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Semplificazione normativa e amministrativa Il progetto del Comitato P.I. di CONFINDUSTRIA l’Aquila

La semplificazione normativa e amministrativa rappresenta un tema fondamentale, per le imprese , soprattutto per le PMI: riguarda l’attività quotidiana, la crescita, lo sviluppo e la competitività dell’intero sistema economico produttivo.

Secondo la Commissione Europea – che da qualche anno ha promosso l’avvio di un’attività di misurazione degli oneri amministrativi in ogni singolo stato dell’Unione – in Italia il valore complessivo dei costi sostenuti dalle imprese per conformarsi agli obblighi informativi, ovvero per produrre, elaborare e trasmettere informazioni e atti relativi alla propria attività alle autorità pubbliche e private, corrisponde al 4,6 del PIL nazionale.

Stando al rapporto della Banca Mondiale – che ogni anno stila una graduatoria sulla base delle condizioni di contesto del fare impresa nel mondo – l’Italia si presenta come uno dei Paesi in cui è più difficile fare impresa.

Le azioni e i provvedimenti adottati lo scorso anno su iniziativa del Ministero per la Semplificazione Normativa e del Ministero della Pubblica Amministrazione (che hanno, in parte, recepito le soluzioni proposte da Confindustria a supporto delle imprese in materia di taglia oneri amministrativi; semplificazione dei controlli per le imprese certificate; tempi certi dei procedimenti amministrativi, responsabilizzazione dei dirigenti pubblici in caso di mancato rispetto dei termini e danno da ritardo) hanno dato un primo importante impulso alla semplificazione. Al contempo però non si può non rilevare come i vantaggi di tali scelte non si siano ancora tradotti in una riduzione degli adempimenti e dei costi amministrativi a carico delle imprese. La realtà che si percepisce in azienda, infatti, è quella di dover far fronte a un elevato numero di adempimenti amministrativi, che fanno apparire la volontà di semplificare una missione isolata, fine a se stessa e slegata dal contesto. Ciò comporta che non sia ancora possibile individuare quel segnale di cambiamento qualitativo nei rapporti tra impresa e Pubblica Amministrazione in termini di nuova cultura, di attenzione al risultato, di una necessaria trasversalità del processo di semplificazione.

E’ urgente, quindi, procedere immediatamente alla semplificazione della vita delle imprese attraverso la drastica riduzione della selva di adempimenti e di norme spesso incerte, ripetitive e contraddittorie, non omogenee addirittura fra Comuni confinanti e, spesso, fra i singoli uffici della medesima Amministrazione.

Per questo Confindustria ha sempre sostenuto che qualsiasi processo di semplificazione, per essere realmente efficace, deve necessariamente partire dal basso e fondarsi su un confronto continuo e costante con le realtà operative, le quali sono in grado di mettere al servizio del Legislatore le loro conoscenze sulle criticità effettivamente esistenti.

A questo proposito, soprattutto ora, in cui si vivono le enormi problematiche causate da sisma del 6 aprile 2009, diventano importanti, nell’attesa di un progetto nazionale, le scelte delle Istituzioni locali.

 

Il Comitato Piccola Industria di Confindustria L’Aquila chiede all’Amministrazione Provinciale di attuare la “miniriforma” con l’obiettivo di promuovere e  coordinare l’attività sul Territorio dopo aver coinvolto Comuni e Regione.

Si deve avviare la realizzazione di un unico Sportello che gestisca tutti i procedimenti riguardanti le imprese del Territorio. Il tema degli adempimenti di carattere amministrativo e, in particolare, delle autorizzazioni connesse all’esercizio delle attività produttive, è ritenuto fondamentale dalle imprese e, quindi,  è condicio “sine qua non” riuscire a  semplificare radicalmente tutti i procedimenti funzionali al rilascio di autorizzazioni: ad una domanda deve corrispondere un unico procedimento e un’unica risposta. Una risposta, negativa o positiva che sia (non già il silenzio/assenso!), che deve essere pronunciata con tempi certi, nonché garantita dal diritto al  “risarcimento” nel caso di ritardo ingiustificato da parte della pubblica amministrazione.

La cosa più importante, in proposito, sarà, comunque, la definizione dei tempi certi per la risposta.

Così come avviene per imprese e cittadini, anche le Pubbliche Amministrazioni devono assumersi la responsabilità del corretto svolgimento delle proprie attività. È un principio di civiltà al quale anche il nostro ordinamento deve adeguarsi. Solo quando queste regole saranno chiare e certe si potrà partire per il rilancio dell’Economia della nostra provincia e superare i problemi esistenti già prima del terremoto.

 

Ad oggi lo Sportello Unico, nonostante gli interventi finora realizzati, non riesce ancora a raggiungere l’obiettivo di rappresentare effettivamente una semplificazione per le attività connesse all’esercizio dell’impresa. Occorre quindi fare chiarezza, capire a quale livello della pubblica amministrazione vada collocato, prevedere soluzioni che consentano concretamente allo SUAP di soddisfare qualsiasi tipo di richiesta. Attualmente la funzionalità degli SUAP è limitata o addirittura inesistente, soprattutto nei comuni di piccole dimensioni, tanto da essere un ulteriore anello della catena degli adempimenti burocratici.

Occorre, poi, dare dignità alle certificazioni aziendali, il che significa generare meccanismi premianti in termini di riduzione di determinati costi sostenuti dall’impresa, sulla scia di quanto già fatto, a livello nazionale, per le imprese che posseggono la ISO14001.

 

2) Si può pensare ad un Protocollo di Intesa fra gli attori pubblici e privati del Territorio per dare avvio alla misurazione degli oneri burocratici su alcune aree prioritarie per le imprese. Si potrebbe definire di quantificare gli oneri sostenuti dalle imprese e, individuate le voci di costo a maggiore impatto, analizzare le componenti che concorrono a definirne il peso e, quindi, intervenire con rigore ad una loro sostanziale riduzione, verificando la possibilità di accorpare, eliminare o sostituire gli adempimenti e di unificare gli interlocutori di riferimento delle imprese. Si potrebbe, pertanto, attivare un tavolo di lavoro tecnico che veda coinvolti gli operatori delle realtà aziendali e delle Amministrazioni Pubbliche per definire in tempi brevi significativi interventi di riduzione dei costi in tutte le aree rilevate.

Andrebbero, successivamente quantificati gli effetti che scaturiscono dalla messa a regime delle semplificazioni introdotte poiché un processo di semplificazione, per essere realmente credibile, deve consentire di “monetizzare” gli effetti degli interventi, anche in termini di risorse liberate da investire in nuove attività, e di certificare i risparmi di spesa derivanti dalla eliminazione o sostituzione degli adempimenti superflui.

Dobbiamo lavorare insieme e velocemente per ridare fiducia e speranza a tante Micro e Piccole Imprese esistenti sul territorio.

Non facendo riforme sul lato amministrativo burocratico, resteremo ancor più impantanati nella melma che abbiamo da oltre vent’anni e che si è ulteriormente aggravata con il terremoto.

I grandi confronti e le tante belle parole non servono, bisogna fare in fretta i fatti. Risolvendo il problema della semplificazione e dei tempi certi si metteranno in condizione le Imprese di ripartire e di fare i loro programmi. Bisogna pensare che se ogni micro e piccola impresa viene messa nelle condizioni di programmare e pianificare, ci sarebbe la possibilità di nuove assunzioni; facendo un calcolo al ribasso due posti di lavoro per ogni azienda solo nella città di L’Aquila consentirebbe l’assunzione di circa 1.000 persone.

 

n.b. questo era il programma di Cialente quando si è candidato a Sindaco

Artigianato e PMI imprese

Le imprese artigiane, le tante PMI che operano nel nostro territorio, pur tra mille difficoltà, contribuiscono alla vitalità del nostro tessuto socio economico culturale.

Un sistema di imprese competitive attrae, di fatto, risorse umane qualificate, arricchendo nuovamente il territorio, innescando così un “circolo virtuoso”. In un’ottica di sviluppo sostenibile,  nell’ambito del macro obiettivo di valorizzazione globale del territorio, l’Amministrazione comunale dovrà sviluppare obiettivi di tipo “micro”, volti cioè al miglioramento competitivo della singola impresa o di un gruppo di imprese. Il miglioramento della capacità imprenditoriale individuale entra così a far parte della capacità collettiva del territorio.

Tali interventi saranno pensati in un’ottica di integrazione con quanto già proposto da altri enti e associazioni di categoria e saranno attivati per garantire azioni di:

q        incentivo allo sviluppo economico locale attraverso l’adozione di apposite misure consentite dal regime comunitario sulla fiscalità comunale e, in particolare, sulla fiscalità locale (ad es. TARSU, COSAP) per le piccole e medie imprese (secondo la definizione che di esse fissa la UE);

q        potenziamento dell’attività dello “Sportello unico per le imprese”, nell’ottica  di massima semplificazione amministrativa (tempi certi nel settore urbanistico, la riduzione dei tempi di rilascio delle autorizzazioni, lo snellimento delle pratiche connesse).

L’Amministrazione contribuirà con la propria azione di governo:

q        a salvaguardare, rilanciare e a dare continuità nel tempo alle lavorazioni artigianali, con particolare attenzione all’artigianato artistico, anche in relazione agli  aspetti e alle potenzialità di carattere turistico-culturale, favorendo le nuove imprese artigiane nella fase di start-up, avvicinando i giovani a professioni che hanno ancora poca visibilità ma che possiedono un elevato contenuto di professionalità e di qualità. A tal fine sarà individuato uno spazio (che potrà essere una strada o un particolare “contenitore”) nel quale ospitare le botteghe artigiane promuovendo un vero e proprio spazio espositivo permanente e di vendita. La soluzione ideale è quella di destinare a tal fine anche il restaurato ex Mattatoio comunale.

q        a concretizzare la proposta di redigere un bando per la “Raccolta di buone prassi di responsabilità sociale d’impresa” allo scopo di fornire alle imprese locali l’occasione per far conoscere e valorizzare le proprie iniziative. Le imprese potranno, così, da un lato beneficiare di una condizione di visibilità con significative ricadute d’immagine, dall’altro presentare esempi stimolanti e motivanti anche per altre realtà aziendali, contribuendo nel contempo ad una diffusa sensibilizzazione culturale sui temi della responsabilità sociale, dimostrando  la propria cultura d’impresa e la capacità gestionale innovativa, in linea con gli orientamenti UE sulle politiche di competitività responsabile (Agenda di Lisbona, Libro verde sulla CSR, Alleanza Europea per la CSR ecc.).

 

 

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