Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieL'industrialeScuola e impresa. Cosa pensano i Giovani Imprenditori

Scuola e impresa. Cosa pensano i Giovani Imprenditori

Valentina Bianchi – Soc. EDIL BETON CAVE r.l. – via Cavour n°108 – Avezzano AQ

Vicepresidente Gruppo Giovani Imprenditori UPI AQ – Componente Comitato Scuola G.I. Nazionale.

 

 

 

Guardando bene dentro il nostro Paese ci troviamo davanti a dati che descrivono chiaramente un grande problema di disoccupazione giovanile, un tasso di scolarizzazione tra i più bassi tra i paesi industrializzati, un tasso di abbandono scandaloso, un tasso di immobilità sociale grave e ingiusto. Quindi una scuola iniqua che non crea occupazione, un sistema bloccato.

Questo è un problema che non può non essere affrontato da tutte le forze politiche e sociali a tutti i livelli di discussione. E senza scaricare le colpe a qualcuno o rimanere ancorati a schemi ideologici obsoleti, pensiamo si debba ora costruire insieme il nostro futuro, il futuro del Paese ed in particolare il futuro di noi giovani.

Un occasione eccezionale ci è stata proposta dall’attuale Ministro della Pubblica Istruzione che, dopo 40 anni, ha un posto  all’attenzione di tutti il problema della Scuola e si è impegnato nei confronti di tutti i cittadini ad affrontare una radicale riforma di ampio respiro.

Questo è l’aspetto più innovativo del progetto del Ministro Berlinguer, che almeno in linea di principio dovrebbe evitare il dannoso reiterarsi di interventi di tipo parziale, a cui eravamo rassegnati, inefficaci a guarire i mali strutturali di un sistema educativo progressivamente impoverito e dequalificato.

Un segnale importante di come il problema sia stato finalmente inquadrato nella giusta dimensione. E sarà in primo luogo il rispetto di questa globalità di intervento che darà valore alla riforma.

Un progetto che introduce concetti innovativi quali la suddivisione in “moduli” formativi, e la mobilità e la flessibilità curriculare. Ma al di là delle innovazioni di ingegneria istituzionale rimangono ancora da definire aspetti cruciali sui contenuti e sui metodi dell’insegnamento, sugli interventi necessari per introdurre criteri di efficienza e di merito, sui canali di collegamento tra il mondo della Scuola, quello della formazione professionale e quello dell’impresa.

La Scuola che noi Giovani Imprenditori vogliamo innanzi tutto è una Scuola universale che garantisca a tutti un’opportunità di crescita personale, intesa come sviluppo della propria cultura, ma anche come capacità di inserirsi con successo nel mondo del lavoro. Il diritto alla formazione culturale e il diritto ad avere un’opportunità di lavoro non sono affatto in contraddizione, ma devono coesistere e devono rafforzarsi reciprocamente.

Vogliamo una Scuola moderna in linea con i profondi cambiamenti socioeconomici che interessano tutti i Paesi industriali e che richiedono ai giovani, oltre ad una solida cultura di base, anche un’elevata capacità di apprendimento continuo, un senso di responsabilità delle proprie azioni, la coscienza che il loro futuro dipende anche dall’impegno e dalla serietà con cui affronteranno le sfide di domani. Sfide a cui i giovani non possono e non devono sottrarsi.

Questi valori: il merito, la responsabilità, il coraggio di rischiare e l’innovazione, che sono gli stessi su cui si basa anche la cultura d’impresa, devono diventare parte integrante del bagaglio formativo che la Scuola fornisce ai giovani.

E’ importante considerare che l’innovazione nei contenuti non può prescindere dal miglioramento del livello di qualità della Scuola, adottando e diffondendo criteri di efficienza e efficacia.

Nessuno dei principi fondamentali della moderna tecniche di gestione trova applicazione sistematica nella Scuola italiana: manca una definizione chiara degli obiettivi; manca non solo la valutazione dei risultati, ma perfino l’identificazione dei criteri secondo cui valutare; chi opera nel sistema non è dotato degli strumenti e dell’autorità necessaria per raggiungere gli obiettivi preposti; non vi è una chiara identificazione delle responsabilità e dei meriti.

A fronte di questa situazione vi è una distribuzione iniqua dei salari: bravi insegnanti sono ingiustamente sottopagati; insegnanti negligenti e impreparati sono pagati in modo eccessivo. La distribuzione dei salari tende quindi ad essere uniforme e determinata in larga misura dall’anzianità e dalle ore di insegnamento piuttosto che dal merito.

La nuova Scuola, dovrà innanzitutto restituire un’identità alla figura dell’insegnante, ricostruendo il suo ruolo sociale, la sua forza professionale, i profili della sua formazione.

Allo stesso tempo dovrebbe essere predisposto un piano di formazione continua e di aggiornamento del personale docente da attuarsi sistematicamente nell’arco di una intera vita professionale, che consenta all’insegnante di essere in linea con l’evoluzione delle conoscenze e con l’utilizzo sempre più ampio delle tecnologie legate all’apprendimento. Gli insegnanti italiani, infatti, a differenza di quanto avviene nelle maggiori economie, sono pressoché autodidatti in materie quali pedagogia, psicologia, metodologie didattiche.

Occorre promuovere la figura del preside, figura chiave per un corretto governo dell’autonomia organizzativa dell’unità scolastica e per la gestione dell’innovazione.

Il collegamento tra la Scuola e la società civile, tra Scuola e mondo dell’impresa richiede una maggiore integrazione tra Scuola e formazione professionale. Le esperienze più avanzate nei maggiori paesi industriali hanno dimostrato che l’integrazione tra sistema educativo e sistema formativo è deciso per dotare gli studenti di maggiori opportunità di inserimento nel mondo del lavoro e alle imprese per realizzare programmi di formazione continua. E’ proprio la formazione continua e l’integrazione tra Scuola e formazione professionale richiedono però un avvicinamento delle culture professionali degli operatori nei due settori, ognuno dei quali deve essere disponibile a contaminazioni positive della cultura dell’altro. Questo il punto di partenza per superare il paradosso italiano di una Scuola che non rende facile l’accesso al lavoro e di una formazione professionale considerata come una Scuola di serie B rispetto al resto del sistema educativo.

Il mondo della Scuola e quello dell’Impresa stanno vivendo negli ultimi anni un riavvicinamento culturale che si concretizza nella disponibilità a partecipare ad iniziative comuni. Tuttavia si tratta ancora di pochi casi eccellenti. Queste esperienze invece vanno diffuse e moltiplicate: occorre portare la Scuola nelle imprese e le imprese nelle scuole. Proposte in questa direzione potrebbero essere quelle di destinare una quota rilevante dei fondi per la formazione al finanziamento per la progettazione, la realizzazione e valutazione di esperienze di stage aziendali, adeguatamente preparati in aula; e di riservare una quota significativa delle attività in aula a docenze organizzate e gestite dalle imprese e dalle associazioni imprenditoriali. Bisogna anche tenere conto che lo stage rappresenta spesso un problema perché la realtà italiana è fatta soprattutto di piccole aziende, per le quali ospitare degli studenti per lo stage è spesso molto complicato e non può essere un’attività continuativa.

La società e tutti gli attori sociali che in essa vivono e operano hanno il diritto di dire la loro e di intervenire in questo processo che è di portata enorme per il futuro dell’Italia e dal quale dipenderanno le sue chance di vincere la sfida della modernità. Gli imprenditori si sentono particolarmente coinvolti in questo processo, perchè anche per il mondo delle aziende la centralità della risorsa umana e le problematiche connesse alla sua formazione costituiscono principi chiave per guardare al futuro con necessario ottimismo.

 

 

I Giovani Imprenditori attribuiscono una grande importanza al sistema educativo e per questo abbiamo istituito, al nostro interno, un Comitato Scuola che ha il compito di studiare proposte pratiche e concrete affiancate dal preciso impegno di realizzarle.

Inoltre crediamo che sia il lavoro che crea progresso, ricchezza e sviluppo. “Il lavoro vince tutto”.

Questo è un valore che nella nostra società si sta “scolorendo”. Da un indagine svolta da  CONFINDUSTRIA emerge che il 75% dei disoccupati non è disponibile a spostarsi per trovare lavoro al di fuori della propria provincia di residenza.

Dai colloqui di selezione che quotidianamente svolgiamo nelle nostre aziende ci troviamo di fronte troppi ragazzi demotivati, convinti che non siano l’impegno e le qualità personali a contare, che considerano il lavoro come un male necessario, che sanno poco o nulla del sistema economico e di che cosa è un impresa. Un impresa che invece, oggi più che mai, per competere sui mercati mondiali e per continuare a svolgere il ruolo di produttrice di ricchezza collettiva necessita della collaborazione, della capacità e della volontà di impegno delle persone che vi lavorano.

La Scuola deve trasmettere cosa rappresenta il lavoro per lo sviluppo delle società e in particolare cosa ha rappresentato per l’Italia che, povera di risorse naturali, deve il benessere che ha conquistato al lavoro ed alla creatività delle sue genti.

Per fare questo, noi proponiamo che, trasversalmente alle diverse materie, in ogni Scuola si trasmetta la cultura del lavoro e del sistema economico.

Oltre a fare questa proposta, il  Comitato Scuola si è già attivato per una sua prima sperimentazione.

Abbiamo costruito il “Progetto trenta ore di diffusione della cultura del lavoro e del sistema economico” che tratta tutti gli argomenti appena citati e verrà sperimentato in classi del quarto anno delle prime 21 Scuole superiori italiane che hanno aderito all’iniziativa.

Queste trenta ore saranno progettate in moduli indipendenti, adatti ad essere inseriti nei diversi programmi dei diversi insegnamenti di tutte le scuole interessate.

Gli obiettivi del progetto:

  • Trasferire agli studenti il valore che il lavoro, l’impresa e il libero mercato hanno nel processo di sviluppo  della società attuale.
  • Favorire la conoscenza reciproca per una maggiore comprensione fra mondo scolastico e sistema delle imprese.
  • Sviluppare la conoscenza di principi base del sistema impresa e delle sue dinamiche.
  • Diffondere l’idea del lavoratore come imprenditore di se stesso. Fornire agli studenti conoscenze e strumenti operativi che facilitino il loro inserimento nel mercato del lavoro.

Il progetto si svilupperà in cinque fasi:

Prima fase

Sarà realizzata una verifica del livello di partenza degli studenti tramite la somministrazione di un questionario individuale.

Seconda fase

Saranno strutturati interventi formativi relativi ai seguenti argomenti:

1° modulo Il contesto

  • Cenni di storia economica
  • La nascita del sistema delle imprese, l’impresa come sistema che crea e diffonde ricchezza
  • Il mercato, la concorrenza, i regimi di monopoli.
  • Il miracolo italiano
  • L’evoluzione storica del sistema economico locale

Sintesi e verifica finale del modulo

 

2° modulo Il momento attuale

  • La rivoluzione tecnologica
  • La globalizzazione
  • L’internazionalizzazione
  • Il cambiamento nello scenario economico mondiale
  • Entriamo in Europa?
  • Piccolo vocabolario: l’euro, il PIL, il Welfare, il deficit, il debito pubblico

Sintesi e verifica finale del modulo

 

3° modulo L’impresa

  • Che cos’è un’impresa e cosa significa fare impresa
  • Differenze organizzative tra una piccola e una grande impresa
  • I valori dell’impresa e dell’imprenditore
  • Chi è e che cosa fa l’imprenditore: rischi e capacità
  • Le funzioni aziendali ed il management
  • La cultura aziendale

Sintesi e verifica finale del modulo

 

4° modulo Il lavoratore

  • Quali modalità e quali conoscenze per il mercato del lavoro del 2000?
  • La conoscenza delle lingue
  • La conoscenza degli strumenti informatici
  • L’attitudine alla flessibilità, all’apprendimento, al lavoro di gruppo, all’autonomia, al lavorare in proprio
  • Esperienze di imprenditorialità giovanile
  • Le leggi che favoriscono l’imprenditorialità giovanile

Sintesi e verifica finale del modulo

 

5° modulo Come affrontare il mondo del lavoro

  • Come affrontare il lavoro: i diversi canali
  • Come scrivere un curriculum
  • Come affrontare un colloquio di selezione
  • Le più importanti tipologie di contratto di lavoro
  • Come si legge la busta paga
  • Le borse di studio e gli stages

Sintesi e verifica finale del modulo

 

6° modulo Il lavoro come arma contro la criminalità.

Sintesi e verifica finale del modulo

 

Terza fase

Verrà sottoposto a verifica il livello di apprendimento degli studenti tramite la somministrazione di un questionario individuale.

Quarta fase

Durante l’estate si procederà ad individuare opportunità di lavoro retribuito in azienda ai partecipanti al progetto formativo.

Quinta fase

Verifica finale del percorso.

 

Il progetto è stato presentato ufficialmente in una conferenza stampa il 19 febbraio prossimo insieme al Ministero della Pubblica Istruzione, che seguirà da vicino la sperimentazione e valuterà i risultati finali dell’iniziativa.

In ogni modo, al termine di questo progetto condivideremo questa esperienza con tutti i Gruppi Giovani Imprenditori delle Associazioni territoriali, esortandoli a ripetere l’esperienza in quante più scuole possibile, dai licei agli istituti professionali.

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Condividi