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Scanno: impugnata legge impianti sciistici

Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele, Fitto ha impugnato due leggi approvate dalla Regione Abruzzo.

 

Una sui contratti del personale regionale e l’altra sugli impianti sciistici di Scanno. Su conforme parere del Dipartimento della Funzione Pubblica, é stata impugnata la legge 51/2010. Secondo il Cdm la legge regionale è censurabile in relazione al comma 2 dell’art. 6 che dispone un generalizzato meccanismo di proroga dei contratti di collaborazione in essere del personale in servizio presso l’Ufficio del Bura (Bollettino ufficiale Regione Abruzzo) senza alcuna indicazione di limiti temporali e senza il rispetto dei requisiti stabiliti dalla norma statale di cui all’art. 7, del decreto legislativo 165/2001, ponendosi, altresì, in contrasto con l’art. 9, comma 28, del decreto legge 78/2010, come convertito in legge n. 122/2010, secondo il quale il ricorso a personale con contratti di collaborazione può avvenire, dall’ anno 2011, esclusivamente “nel limite del 50% della spesa sostenuta per le stesse finalità nell’anno 2009”. Ciò viola il principio fondamentale in materia di coordinamento della finanza pubblica cui le Regioni sono tenute ad adeguarsi (articolo 117, comma 3, Cost). Tale disposizione viola, altresì, i principi costituzionali di ragionevolezza, buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione di cui agli artt. 3 e 97 della Costituzione e l’art. 117, comma secondo, lettera l), della Costituzione, che riserva alla competenza esclusiva dello stato l’ordinamento civile.Su conforme parere del Ministero dell’Economia e delle Finanze, è stata anche impugnata la legge 54/2010, ‘Disposizioni in materia di aree sciabili attrezzate; disciplina dei tappeti mobili a vocazione turistica o sportiva’. Il provvedimento, dopo aver quantificato gli oneri relativi agli interventi per gli investimenti sugli impianti sciistici del comprensorio di Scanno, imputa la relativa spesa su un capitolo del bilancio regionale completamente privo della necessaria copertura finanziaria, in contrasto con l’art. 81, comma 4 della Costituzione.

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