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Scafa. Vertenza Italcementi, il 23 incontro sindacale per protesta nazionale

E’ previsto il 23 settembre un incontro tra tutte le forze sindacali che stanno seguendo a livello nazionale la vertenza Italcementi (l’azienda conta 17 stabilimenti) e in quella sede si valutera’ se organizzare una grande manifestazione sotto la sede di Bergamo. Lo hanno annunciato stamani i rappresentanti sindacali di categoria di Cgil, Cisl e Uil che ieri hanno partecipato a Roma a un incontro con un dirigente del ministero dello Sviluppo economico per illustrare il caso dello stabilimento della Italcementi di Scafa, di cui e’ stata annunciata la chiusura improvvisa. ”A Roma – ha spiegato Massimo Di Giovanni, della Fillea-Cgil – sono emerse tutte le peculiarità della fabbrica di Scafa e in particolare l’esistenza della Sama, una azienda pubblica data in concessione alla Italcementi”. Ma il problema va oltre lo stabilimento, per il rappresentante della Cgil, considerato che “sulla vallata del Pescara c’e’ un problema di desertificazione del territorio dal punto di vista produttivo e occupazionale per cui con le istituzioni e i parlamentari dobbiamo aprire una discussione sulla crisi di quest’area. C’e’ bisogno di una risposta, che deve partire da una sinergia, e dovremmo essere in grado di intercettare i fondi che il Cipe ha deliberato e sono a disposizione del territorio”. Sulla stessa linea Lucio Girinelli (Cisl) e Giovanni Panza (Uil) che hanno chiesto “il rispetto dell’accordo esistente sulla Italcementi, sottoscritto a gennaio e confermato nei mesi successivi” che parlava di ristrutturazione e cassa integrazione, ma non di chiusura, e hanno messo in evidenza che di certo c’e’ ancora bisogno della Italcementi, in Abruzzo, e basti pensare alla ricostruzione aquilana. Il sindaco di Scafa, Maurizio Giancola, anche lui a Roma ieri, ha invece puntato l’attenzione sugli obblighi relativi alla Sama, che presumibilmente non sono mai rispettati ne’ per lo stabilimento ne’ per il personale.

ITALCEMENTI, M5S INTERROGAZIONE A SOSTEGNO LAVORATORI

(AGI) – Pescara, 11 set. – I deputati abruzzesi del Movimento 5 Stelle, Andrea Colletti, Gianluca Vacca e Daniele Del Grosso, hanno presentato un’interrogazione parlamentare a sostegno dei lavoratori del cementificio Italcementi di Scafa (Pescara).I dipendenti rischiano di perdere il posto di lavoro ” in quanto il cementificio – hanno evidenziato i parlamentari – ha deciso di chiudere il proprio impianto a partire dal 31 gennaio 2014 anziche’ dal 2015, come precedentemente concordato con il Ministero del Lavoro. L’azienda ha motivato l’anticipo della chiusura con il perdurare della crisi dell’intera filiera delle costruzioni che ha visto diminuire le proprie vendite di oltre il 50 per cento negli ultimi dieci anni. In evidente contraddizione con quanto asserito da Italcementi – hanno sottolineato – e’ la recente notizia di un interessamento della ditta Toto Costruzioni Generali Spa alla realizzazione di un nuovo cementificio nei pressi di Bussi sul Tirino (Pescara), non molto distante da Scafa, mediante l’utilizzo di circa 50 milioni di euro di fondi pubblici destinati alla bonifica di quel territorio. Tali fondi, inspiegabilmente congelati dal Commissario straordinario delegato all’emergenza socio-economico-ambientale del bacino del fiume Aterno, potrebbero dunque essere spesi per allestire un nuovo cementificio a soli venti chilometri da un altro cementificio in chiusura”. Il Movimento 5 Stelle ha quindi chiesto l’intervento urgente del Governo ” non solo per tutelare i lavoratori del cementificio di Scafa, ma anche e soprattutto affinche’ le risorse economiche pubbliche non siano utilizzate per costruire un nuovo impianto inquinante, ma per realizzare uno sviluppo industriale e occupazionale della zona sostenibile dal punto di vista economico ed ambientale”.

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