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Scafa. Crisi Italcementi, domani due commissioni provinciali

È prevista per domani, mercoledì 7 agosto, alle 11, una riunione congiunta delle commissioni provinciali Politiche del lavoro e Attività produttive, presiedute rispettivamente da Sergio Fioriti e Ettore Pirro. La riunione si terrà negli spazi della Italcementi di Scafa per affrontare le problematiche dello stabilimento, a rischio di imminente chiusura. I componenti delle commissioni incontreranno i rappresentanti sindacali dei lavoratori. Sono stati invitati a partecipare gli assessori provinciali alle Politiche del lavoro Antonio Martorella e alle Attività produttive Aurelio Cilli. Oggi invece ha raggiunto il presidio dei lavoratori istituito a Scafa l’assessore Angelo D’Ottavio.

Chiusura cementificio Scafa, la Regione si dia una mossa: indispensabile preparare alternativa occupazionale

Le notizie relative alla chiusura del cementificio di Scafa lasciano alquanto interdetti sul piano delle motivazioni dell’Italacementi. Appare poco plausibile che un’imposta regionale annua di 75.280 euro per una concessione mineraria di 1100 ettari possa costituire un ostacolo alla prosecuzione delle attività.Probabilmente decisioni aziendali già prefigurate da un quindicennio giungono a compimento. La Regione è bene che si dia una mossa e che si cominci a preparare un’alternativa occupazionale. La politica e le istituzioni non possono limitarsi a una solidarietà formale ai lavoratori e alle ditte dell’indotto ma hanno il dovere di costruire una prospettiva di futuro. A tal fine oggi presentiamo una risoluzione in Consiglio Regionale che impegni il Presidente e la Giunta alla convocazione di un Tavolo Istituzionale, con l’impresa, con le Organizzazioni sindacali, i Comuni interessati (Scafa, Lettomanoppello, Manoppello, San Valentino in A.C., Roccamorice, Abbateggio), gli Assessorati di competenza, al fine della predisposizione di un progetto e di un programma operativo, nell’ambito della Programmazione 2014-2020. Nei terreni interessati dalle concessioni minerarie ci sono emergenze di natura storica, come le antiche miniere di asfalto, alcune in buono stato di conservazione, tra l’altro oggi completamente abbandonate. Sempre all’interno del territorio interessato dalle concessioni minerarie ci sono luoghi di grande interesse archeologico e naturalistico. La società Italcementi è proprietaria di terreni ed abitazioni che potrebbero essere sfruttati da un punto di vista turistico ed agrituristico.  Si potrebbe operare al fine di una riconversione dell’attività di produzione di cemento in attività finalizzate al turismo ed alla valorizzazione ambientale, anche allo scopo di garantire agli operai del cementificio una ricollocazione nel mercato del lavoro, oltre che a dare un nuovo tipo di sviluppo ecocompatibile ai territori interessati, dopo un massiccio sfruttamento delle risorse naturali durato più di due secoli.

Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC Abruzzo

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