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Italia. Sanità e Regioni: nel 2016 crescono i pagamenti

Per le Regioni e le Province autonome, nel quadriennio 2012-2015, i pagamenti per spesa sanitaria, per effetto delle anticipazioni di liquidità incassate per il pagamento dei debiti commerciali accumulati dai rispettivi enti sanitari, aumentano da 110,7 miliardi nel 2012 a circa 113,2 miliardi in ciascun anno del biennio 2013/2014, per ridursi a 112 miliardi nel 2015. Nel primo semestre 2016 i pagamenti per la spesa sanitaria tornano a crescere sia per spesa corrente sia per spesa in conto capitale (complessivamente +11,4%). E’ quanto emerge dalla relazione della Corte dei Conti sugli andamenti della finanza regionale, relativamente ai flussi di cassa degli anni 2012-2015 e del primo semestre 2016. La relazione dedica un approfondimento alla gestione sanitaria, che costituisce il settore di maggior peso nel comparto regionale, esaminandola sia sul versante delle Regioni/Province autonome sia su quello degli enti dei Servizi sanitari regionali. Sul versante degli enti del Servizio sanitario nazionale, nel quadriennio 2012-2015 si registrano movimenti di risorse in entrata (al netto delle anticipazioni di tesoreria) pari a 120,9 miliardi nel 2015, con una riduzione del 3,5% rispetto al 2014. I movimenti in uscita ammontano a 120,6 miliardi, con una contrazione, rispetto al 2014, dell’1,6%. La parte preponderante, sia per quanto concerne gli incassi che i pagamenti, è riferibile alla gestione corrente, la quale rappresenta nel 2015 più del 97% del totale per gli incassi e del 96% per i pagamenti, mentre la gestione in conto capitale rappresenta per gli incassi l’1,2% e per i pagamenti l’1,5% del totale. Al 30 giugno 2016, il comparto sanitario evidenzia movimenti di risorse in entrata pari a 57 miliardi, con un incremento del 4,9% rispetto al primo semestre 2015, mentre i movimenti in uscita registrano un ammontare pari a 57,9 miliardi (+4,2% rispetto al primo semestre 2015), con un saldo negativo in ciascun periodo considerato.

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