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San Giovannni Teatino. Comune in crisi per il patto di stabilità: “abbiamo incassato di più ma al Governo non basta”

Lo sfogo di Marinucci: “ingiusto pagare per errori di altri”
Il Patto di Stabilità di San Giovanni Teatino peggiora per più di un milione e mezzo di euro. Il Sindaco Marinucci accusa: “A pesare sono i nuovi criteri e i tre anni del mio predecessore con basse percentuali di riscossione delle entrate. Nel mio mandato abbiamo incassato più di quanto preventivato, ma al Governo non basta”

“750.000 euro più dello scorso anno, per pareggiare il patto di stabilità. E’ quanto costa ai cittadini di San Giovanni Teatino la sciagurata gestione delle entrate nella passata amministrazione guidata da Verino Caldarelli. Questa la cifra richiesta dal Governo con il peggioramento del Patto di Stabilità che ci è stato comunicato solo lo scorso luglio”. A sfogarsi è l’attuale sindaco, Luciano Marinucci, anche per replicare a certe polemiche pretestuose sollevate negli ultimi giorni dal PD cittadino,
Marinucci parla con i numeri alla mano, gli stessi che ha preso in esame il Governo nazionale, e spiega perchè una scure si è abbattuta sui conti del Comune.
“Governo e ANCI (associazione nazionale dei comuni), il 19 febbraio hanno concordato diversi criteri per fissare l’obiettivo del Patto di Stabilità. Solo a luglio si è conosciuto che l’obiettivo del 2015, per San Giovanni Teatino, è di 2.128.285 euro, contro quello dell’anno precedente di 1.365.000, sul quale stavamo facendo riferimento per la programmazione finanziaria di quest’anno. Uno duro colpo per noi, sapendo che per trovare le risorse necessarie al rispetto del “patto” avremmo dovuto incrementare le tariffe o tagliare dei servizi.
Com’è ormai noto, la mannaia del Ministero si è abbattuta su San Giovanni Teatino perchè dal 2008 al 2010 l’Amministrazione Caldarelli ha previsto di riscuotere molto di più di quanto i cittadini avrebbero potuto realmente pagare.
In particolare, il Comune di San Giovanni Teatino ha incassato: il 79,3% delle entrate accertate nel 2008, addirittura solo il 65,9% nel 2009 ed appena il 71,6% nel 2010. “Eppure Caldarelli spendeva come se avesse incassato il 100% – commenta amareggiato Marinucci, che aggiunge – nonostante nei miei primi due anni di amministrazione le percentuali siano decisamente migliorate, 102,2 e 90,2, la media complessiva nel quinquennio (2008/2012), è stata bassa e ovviamente il Governo ci obbliga a trovare 750.000 euro più dello scorso anno per erogare gli stessi servizi, o a ridurre la spesa e conseguentemente i servizi essenziali per i cittadini”.
Quel che fa più arrabbiare il Sindaco Marinucci è un’altra considerazione. “Esponenti dell’opposizione denunciano che negli anni 2013 e 2014 la mia Amministrazione non è stata più capace di incassare quanto preventivato in bilancio. Ebbene, vorrei far notare due percentuali: 121,18 nel 2013 e 103,26 nel 2014. Quindi, nei primi quattro anni di amministrazione la giunta Marinucci ha sempre avuto entrate superiori alle previsioni, nonostante la crisi economica generale. “Non siamo dei maghi e nemmeno facciamo miracoli: il maggior introito incassato deriva da un’azione di risanamento dei conti e da un’avveduta riduzione delle spese del Comune,
portate avanti con professionalità e ragionevolezza dalla struttura tecnica e dalla Giunta che, come ogni anno, è riuscita ad effettuare delle stime corrette, senza aumentare le tasse, e che mettono al riparo il nostro Comune da rischi di dissesto finanziario, ma non dagli errori commessi da chi ci ha preceduto. Errori che ora costeranno caro, purtroppo, a tutta la collettività e non solo a chi li ha causati”.

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