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San Giovanni Teatino. Il Comune vince bando per le politiche sociali

Il Comune di San Giovanni Teatino ha vinto un bando regionale per le politiche sociali: permettera’ di distribuire 25 mila euro alle famiglie che hanno usufruito dei servizi dei nidi accreditati, tra i quali quello comunale. Lo ha deciso la giunta che ha confermato, inoltre, le tariffe dei servizi per la prima infanzia dell’anno scorso. L’avviso e lo schema di domanda sono stati pubblicati anche sul sito istituzionale www.comunesgt.gov.it. Per rispondere al bando c’e’ tempo fino al 31 ottobre prossimo: le istanze saranno inserite in una graduatoria stilata sulla base della situazione lavorativa, del bisogno sociale e della situazione Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente). “Siamo particolarmente soddisfatti di aver ottenuto questo finanziamento” spiega l’assessore Massimiliano Bronzino “perche’ in questo momento di crisi ci permette di mantenere alta l’attenzione verso le fasce piu’ deboli della popolazione”. Possono inoltrare la richiesta i nuclei familiari che rispondono a tre requisiti: presenza di minori nella fascia di eta’ 0-2 che frequentano servizi educativi per la prima infanzia accreditati o in fase di accreditamento (per i nidi accreditandi, la procedura di accreditamento dovra’ perfezionarsi entro il termine del 31/10/2014); una nuova iscrizione presso asili nido pubblici o privati accreditati (o in fase di accreditamento) per il periodo 01/02/2014- 31/12/2014 a fronte di spese documentate per le rette di frequenza dell’asilo nido; residenza nel comune o avere almeno uno dei genitori che lavora a San Giovanni Teatino. Intanto il consiglio comunale, nella seduta di venerdi’ 26 settembre, ha modificato il Regolamento relativo proprio ai servizi per la prima infanzia. “Si tratta di modifiche minime che vanno incontro alle segnalazioni di genitori e operatori” chiarisce Bronzino. “In particolare si e’ deciso di eliminare la figura del pediatra, perche’ le famiglie preferivano comunque rivolgersi al pediatra di libera scelta nell’ambito del Servizio sanitario nazionale. Ci siamo resi conto” prosegue “che la situazione comportava una duplicazione di servizi, e quindi costi inutili”.

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