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Ripartono i Distretti: 1 azienda su 4 stima guadagni nel 2011

La ripresa soffia tra i distretti industriali soffia più che nel resto delle imprese, ribaltando un risultato che non si verificava da anni:

 

 per la prima volta, i distretti mostrano tassi di crescita superiori alle aree non distrettuali (+16% contro 15,6% nell’ultimo trimestre 2010). E l’export brilla con particolare slancio. A certificarlo è il secondo Rapporto dell’Osservatorio nazionale sui distretti italiani, rilevando anche un ritrovato ottimismo riguardo al futuro.
Per il 2011, 1 azienda su 4 stima incrementi di fatturato (il 24%) e soltanto il 7% una diminuzione, le altre (il 69%) punta a una tenuta dei livelli raggiunti nel 2010. Nel 2010 il numero delle imprese distrettuali che hanno registrato un incremento del fatturato è decisamente superiore a quelle che hanno accusato cali, con un saldo di oltre 15 punti. Il 34,3% delle imprese ha registrato lo scorso anno un incremento del fatturato rispetto al 2009 (era il 4% l’anno precedente), a fronte del 19,3% con bilanci in rosso.
Il 2010 è stato caratterizzato da un ritrovato slancio delle esportazioni dei 101 distretti, con accelerazioni nel secondo e nel terzo trimestre, +10,5% rispetto all’anno precedente.
Il settore della meccanica torna a spingere (+14,9%), seguito dall’abbigliamento-moda (+10,8%). L’arredo-casa a sua volta salito del 5,8%, alimentare-vini +4,7%, hi-tech +7,4%. Non sono più quindi solo alimentare e hi-tech a controbattere la crisi, la novità è che la ripresa tira tra tutti i comparti dell’eccellenza manifatturiera: le macchine industriali di Treviso con +43,1%, gli articoli in gomma e plastica di Bergamo (+40,8%), il conciario di Santa Croce Santa sull’Arno (+36,3%). Spicca il boom dell’export in Cina, dove i distretti hanno ottenuto performance di gran lunga migliori rispetto ai già buoni risultati del manifatturiero italiano (+81,6% contro +48,8%). Cina e Hong Kong insieme si collocano al settimo posto nel ranking dei principali sbocchi commerciali e assorbono il 4,8% dell’export distrettuale. Confortante anche le previsioni 2011: il 30,6% delle imprese prevede un ulteriore incremento, il 64,5% nessuna variazione e soltanto il 4,9% una diminuzione.
Quella che non cresce però è l’occupazione che resta l’aspetto più preoccupante: se nel 2010 – dice il Rapporto dell’Osservatorio – il 12% delle aziende dichiara di avere aumentato il numero di occupati contro il 28% che, invece, ha registrato una sensibile diminuzione, per il 2011 soltanto il 5,8% prevede un incremento degli occupati contro un 13,4% che dichiara l’intenzione di diminuire sensibilmente i suoi occupati (l’80,9% dovrebbe mantenere inalterato il livello occupazionale). Un nodo che va risolto rapidamente non solo con ammortizzatori sociali ma attraverso forme di riqualificazione e reinserimento, non necessariamente nello stesso settore.

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