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Riforma delle Società di Capitali Le modalità di adeguamento dello statuto

di NUNZIO BUZZI

 

Una delle conseguenze dell’approvazione della riforma del diritto societario è la necessità per tutte le società di capitale di adeguare gli statuti alle norme cogenti previste Decreto Legislativo 17 gennaio 2003 n. 6.

La data limite per provvedere all’adeguamento è il 30 settembre del 2004.

Sull’argomento sono di notevole aiuto la circolare di Assonime n. 12 del 23 marzo 2004 e le massime elaborate dalla Commissione società del Consiglio Notarile di Milano.

La prima particolarità della riforma del diritto societario è costituita dalla vigenza in Assemblea del quorum facilitato per l’introduzione delle modifiche statutarie obbligatorie.

La disciplina transitoria (articolo 223 bis comma 3 disposizioni attuative del Codice Civile quale risultante dal Dlgs 6 febbraio 2004 n. 37 in vigore dal 29 febbraio 2004), al fine di rendere più agevole il passaggio dal vecchio al nuovo regime societario delle società di capitali, ha disposto che le modifiche statutarie di adeguamento alla legge possano essere deliberate a maggioranza semplice, qualunque sia la parte di capitale rappresentata in assemblea.

La regola agevolativa riguarda sia il quorum costitutivo (la riunione è valida qualunque sia la parte di capitale rappresentata in assemblea) sia il quorum deliberativo (si vota a maggioranza semplice e non a maggioranza qualificata). Si applica sia in prima che in seconda convocazione e, qualora lo statuto preveda quorum rafforzati, gli stessi non avranno valore. 

Le modifiche che l’assemblea potrà apportare a maggioranza semplice sono:

 

  1. Il mero adattamento alle norme inderogabili previste dalla legge, anche ove ciò comporti delle scelte discrezionali, purché dipendenti dalle modifiche imposte dalle nuove norme inderogabili.
  2. L’inserimento di clausole statutarie che mirano a disapplicare norme derogabili introdotte dalla nuova normativa in modifica della precedente, purché detta deroga sia finalizzata ad applicare la vecchia disciplina che sia stata finora applicabile in virtù del silenzio dello statuto o dell’atto costitutivo od in forza del generico richiamo alla legge in esso contenuto. In parole povere, ove la vecchia disciplina sia stata abrogata, con norma derogabile dalla legge di riforma, potrà essere reintrodotta con apposita clausola statutaria.

 

Mentre per le modifiche di cui alla lettera a) non dovrebbero sorgere dubbi di sorta, reputiamo opportuno esemplificare alcuni casi rientranti nella tipologia b) delle modifiche statutarie ammesse dalla disciplina transitoria:

 

  1. Attualmente, secondo i dettami del codice civile riformato, possono partecipare alle assemblee delle società per azioni i soci con diritto di voto senza compiere alcun ulteriore adempimento. La precedente normativa imponeva invece il deposito delle azioni. Una specifica clausola statutaria potrà di nuovo imporre l’obbligo di deposito.
  2. Il controllo contabile è oggi attribuito, per regola generale (per default direbbero gli anglofili), ad un revisore contabile o ad una società di revisione. Nelle società che non fanno ricorso al capitale di rischio e che non sono tenute alla redazione del bilancio consolidato, attraverso apposita norma statutaria, si potrà affidare il controllo contabile al Collegio Sindacale (come nelle attuali società di capitale) a patto che tutti i membri di quest’ultimo siano iscritti nell’albo dei revisori contabili.
  3. La nuova normativa attribuisce la competenza all’emissione di obbligazioni non convertibili in azioni al Consiglio di Amministrazione. Lo statuto potrà disporre diversamente ed attribuire la competenza all’Assemblea, come nella vecchia normativa.

 

Durante il periodo transitorio, che come detto termina indifferibilmente il 30 settembre 2004, le società già costituite al primo gennaio 2004 sono regolate:

 

  1. Dalla nuova normativa introdotta dalla legge di riforma del diritto societario, dal momento in cui l’atto costitutivo/statuto sarà stato adeguato ed in ogni caso dal primo ottobre 2004.
  2. Dall’atto costitutivo/statuto, nel periodo anteriore all’adeguamento ed in difetto fino al 30 settembre 2004.
  3. Dalla vecchia normativa, nel silenzio dei patti sociali o in presenza di un rinvio alla legge, purché la nuova normativa, pur disponendo diversamente, ammetta una regolamentazione conforme alla precedente normativa.
  4. Dalla nuova normativa nei rimanenti casi.

 

Queste sono le norme che si reputa sia necessario conoscere per avvicinarsi con tranquillità alle scadenze imposte dalla legge di riforma del diritto societario.

Si raccomanda di porre la massima attenzione nella redazione delle modifiche statutarie e si ricorda che ove la maggioranza fosse negligente una piccola minoranza potrà deliberare variazioni statutarie che potranno essere anche molto incisive.

 

 

 

 

 

 

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