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RIFORMA DELLA TASSAZIONE DELLE SOCIETA’: MUORE L’IRPEG NASCE L’IRES

di NUNZIO BUZZI

Dopo una lunga gestazione vede finalmente la luce la riforma della tassazione delle società. L’Imposta sul Reddito delle Persone Giuridiche, la vecchia e cara IRPEG, cambia nome e si trasforma nell’Imposta sul Reddito delle società. La tecnica usata dal legislatore per l’attuazione della riforma è quella della modifica del Testo unico delle imposte sui redditi (T.U.I.R.  Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n. 917). Il veicolo usato è quello del Decreto Legislativo emanato in attuazione dell’articolo 4, comma 1, lettere da a) a o) della legge 7 aprile 2003 n.80 e la data della sua entrata in vigore è stata stabilita, dopo vari tentennamenti, nel primo gennaio 2004.

Come riportato nella relazione di accompagnamento al decreto legislativo le novità più  rilevanti riguardano:

 

  1. La tassazione consolidata a livello di gruppo
  2. Il nuovo regime dei dividendi e delle plus/minusvalenze realizzate sulla cessione di partecipazioni.
  3. L’introduzione di norme finalizzate al contrasto della sottocapitalizzazione delle imprese.
  4. L’introduzione di un’aliquota unica, con la conseguente eliminazione della DIT e dell’imposta sostitutiva sulle operazioni straordinarie di impresa.
  5. Il regime di trasparenza per le società di capitali.

 

Premesso che l’aliquota unica con cui verranno tassati i redditi delle società è il 33%, esaminiamo con ordine la neonata legge.

 

Redditi di capitale

 

Per quanto riguarda i redditi di capitale due sono le modifiche apportate. La prima è relativa al comma primo dell’articolo 44 e si ricollega con la disciplina di contrasto alla sottocapitalizzazione delle imprese prevista dall’articolo 99. La remunerazione dei finanziamenti erogati alla società dai soci qualificati eccedenti  il rapporto specificato nel citato articolo 99 sarà indeducibile dal reddito imponibile della società. La seconda novità riguarda la tassazione dei dividendi. Nell’attuale sistema (imputation system) il socio e non la società è considerato l’effettivo percettore del reddito. Con il sistema del credito di imposta le tasse pagate dalla società sono considerate un mero acconto di quelle dovute dal socio. Dal primo gennaio 2004 il soggetto principale della tassazione sarà la società. I dividendi distribuiti verranno tassati in capo ai soci sul 5% del loro ammontare se a percepirli sarà una società o sul 40% se saranno incassati da una persona fisica e deriveranno da una partecipazione qualificata.

 

Partecpation exemption

 

Le plusvalenze realizzate sulla cessione di partecipazioni relative ad azioni, quote di partecipazione in società commerciali di persone ed enti assimilati di cui all’articolo 5 del T.U.I.R. ed in società soggette all’IRES, saranno esenti da tassazione a patto che rispettino le seguenti condizioni:

 

  1. Siano state iscritte sin dal giorno dell’acquisto tra le immobilizzazioni finanziarie e siano possedute ininterrottamente da almeno un anno.
  2. La residenza della società partecipata sia localizzata in un paese diverso da quelli con fiscalità privilegiata.
  3. Al momento del realizzo, la società partecipata eserciti un’impresa commerciale.

 

Parimenti all’esenzione delle plusvalenze sulle partecipazioni sopra descritte, le minusvalenze sulle stesse non saranno deducibili dal reddito.

 

Thin capitalization

 

Come testualmente recita la relazione di accompagnamento al decreto “viene prevista una percentuale considerata fisiologica dell’indebitamento della società nei confronti dei soci qualificati e delle loro parti correlate rispetto alla quota di patrimonio netto di pertinenza del socio medesimo e delle sue parti correlate, al superamento della quale si ha, per la parte eccedente, l’indeducibilità dei relativi interessi passivi. L’indeducibilità si estende anche ai finanziamenti garantiti dal socio o parti correlate ancorché non direttamente o indirettamente erogati dagli stessi.”

La norma scatta ove il rapporto tra i finanziamenti e la quota di patrimonio netto di pertinenza dei soci sia superiore a 4 a 1 (5 a 1 per il primo anno) e contemporaneamente la quota di partecipazione detenuta dal socio nella società sia pari al 25%.

La norma non si applica ove il volume di ricavi non superi le soglie previste per l’applicazione degli studi di settore (articolo 99 comma 7).

 

Disinquinamento del bilancio

 

A seguito della riforma del diritto societario, è stato abrogato il comma 2 dell’articolo 2426 del codice civile che consentiva di imputare a conto economico le rettifiche di valore e gli accantonamenti operati solo in applicazione della legislazione tributaria. I benefici fiscali potranno essere ugualmente fruiti dalle società a patto che vengano esposti in un apposito prospetto riconciliativo allegato alla dichiarazione dei redditi.

 

Interessi di mora

 

Gli interessi di mora di cui al Decreto Legislativo n. 231 dell’ottobre 2002, di riordino della materia, emanato in diretta attuazione della direttiva dell’Unione Europea 2000/35/CE, potranno essere contabilizzati con il criterio di cassa. La modifica, in espressa deroga a quanto stabilito dallo statuto del contribuente, decorre dal periodo di imposta in corso al 8 agosto 2002, in considerazione che le norme del citato decreto si applicano ai contratti stipulati a partire da tale data.

 

Tassazione per trasparenza

 

L’articolo 116 del nuovo T.U.I.R. prevede che, previa espressa opzione, il reddito imponibile delle società di capitale di cui alla lettera a) del comma primo dell’articolo 72 al cui capitale partecipino società della medesima natura giuridica e ciascuna con una percentuale di partecipazione non inferiore al 10%, è imputato direttamente ai soci (come nelle società di persone) proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili ed indipendentemente dalla loro percezione. Analoga opzione è concessa dall’articolo 117 alle società a responsabilità limitata “il cui volume di affari non supera le soglie previste per l’applicazione degli studi di settore” e che abbiano una compagine sociale composta esclusivamente di persone fisiche in numero non superiore a 10 o 20 nel caso di società cooperative a responsabilità limitata.

 

Consolidato nazionale e mondiale

 

Tramite espressa opzione della durata di un triennio, i gruppi di imprese potranno calcolare le imposte su un unico reddito complessivo corrispondente alla somma algebrica dei redditi di ciascuna società. Questo meccanismo, come dichiarato nella relazione di accompagnamento al decreto, permetterà “di superare le complessità fiscali che derivano da operazioni (fusioni, scissioni, ecc.) poste in essere dai “gruppi” per compensare i risultati positivi e negativi delle diverse società che compongono il “gruppo” stesso e che, in taluni casi, perseguono fini prevalentemente elusivi, al pari di quelle che trasferiscono quote di utili a società in perdita attraverso transazioni fittizie (contratti di locazione immobiliare cessioni infragruppo a prezzi diversi da quelli “normali”; fatture per prestazioni di servizio mai effettuate, ecc.) in frode al fisco”.

Queste le novità più interessanti.

Nel momento in cui questo articolo va in macchina, il decreto non ha ancora visto la luce sulla Gazzetta Ufficiale. La stesura definitiva presenterà sicuramente delle piccole variazioni rispetto alla norma qui commentata. Si tratterà in ogni caso di limature che non inficeranno l’impianto complessivo qui descritto.

 

 

 

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