Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieL'AquilaRicostruzione l’Aquila: qualche appunto per capire perché i progetti sono fermi

Ricostruzione l’Aquila: qualche appunto per capire perché i progetti sono fermi

Dire che L’Aquila non è in grado di ricostruirsi è vero.
Dire che la burocrazia impedisce la ricostruzione è vero.
Di seguito qualche appunto, sul quale torneremo con approfondimenti,

per spiegare in parole povere cosa accade quando si affronta la ricostruzione di un quartiere. E per rendere evidente come, se si fosse provveduto a ricostruire senza master plan, utile forse solo a pochi, si sarebbero ricostruiti non uno ma centinaia di palazzi.
Nota per un quadro generale e provvisorio:
– all’Aquila per vie di fatto è stato imposto di ricostruire a mezzo master plan onde garantire la riqualificazione urbanistica
– la organizzazione e supervisione delle pratiche per i master plan spetta al Comune che ha aperto un ufficio ad hoc e nominato un architetto ad hoc
– il Comune per i master plan ha scelto la strada della progettazione partecipata che, nei fatti, si è tradotta con un lavarsi le mani della progettazione e della conseguente responsabilità
– il progetto di master plan di via fonte preturo, per esempio e per parlare di fatti concreti, è al palo perché il Comune non assume responsabilità su nulla ma, anzi, tiene fermo il progetto con un continuo stillicidio di richiesta documenti da un pezzo depositati insieme e dopo il progetto
– pensare che la popolazione sia in grado di dirigere una progettazione mettendo insieme la volontà e la capacità di centinaia di persone è impensabile: infatti tra ricorsi e burocrazia dopo 2,5 anni siamo ancora all’inizio;  il progetto è stato depositato da oltre un anno  e mezzo e non se ne vede la fine
– se la facoltà di decidere sui master plan spetta al Comune, allora è lo stesso che deve provvedere agli espropri necessari per ridisegnare le aree di master plan
– qui nasce il problema: il Comune non ha diritto di espropriare perché per questo corre ex lege la necessità di un “interesse pubblico”. l’interesse pubblico, così come definito giuridicamente, non ricorre nei master plan. La riqualificazione urbana è uno strumento ma non un obiettivo, e ancor meno può essere ritenuto un obiettivo di interesse pubblico.
– dunque perché il Comune svolge una funzione per esercitare la quale non ha strumenti come l’esproprio, per citarne uno imprescindibile in un contesto di ricostruzione?
– la necessità dei master plan, ad oggi, sembra convenire solo a chi intende porre in essere opere di speculazione edilizia: il master plan regala premi di cubatura rilevanti e consente di costruire uffici, negozi, asili eccetera laddove c’erano solo case. Chiaro lo scopo di speculazione edilizia.
– è evidente che non può essere lasciato al discernimento dei condomini di 3 o 4 palazzi la decisione e le modalità di ideazione e realizzazione di un master plan: le Istituzioni cosa ci stanno a fare se la gente comune fosse capace di sostituirsi ad esse? e, soprattutto, cosa paghiamo a fare uffici ed uffici deputati alla ricostruzione se gli stessi non sanno e/o non possono esercitare autorità alcuna?
– da qui scaturiscono tutti i problemi che paralizzano la ricostruzione.
Print Friendly, PDF & Email

Condividi