Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieL'industrialeRAPPORTO IMPRESA – UNIVERSITA’

RAPPORTO IMPRESA – UNIVERSITA’

E’ difficile fornire un quadro chiaro e sintetico del rapporto Università – Impresa, perché ci si addentra nei meandri di un connubio molto articolato e complesso.

L’integrazione studio – lavoro ha ormai raggiunto un livello di assoluta importanza: il mondo delle imprese vive, oggi, la necessità di nuovi equilibri, è impegnato nella competizione e nell’innovazione e, in un contesto internazionale dove viene riconosciuta una correlazione sempre più stretta tra competitività e competenze, il successo delle imprese è sempre più legato alla qualità dei giovani che si formano nelle nostre Università. Università che, è nostra convinzione, dovrà diventare sempre più generatrice di ricerca, di sviluppo e di aggregazione sociale.

In questo contesto, il Sistema Impresa è profondamente interessato alla qualità dell’Università, in particolare, sotto l’aspetto del funzionamento organizzativo. Con questo, non è che si vogliono imporre modelli di funzionamento delle imprese alle Università, ma si vuole solo evidenziare che è necessario sviluppare, sempre più intensamente, una compatibilità di logiche per favorire la cooperazione tra i due mondi: quello dell’Università e quello dell’Impresa, mondi che spesso non si capiscono. Da un lato c’è l’Università, che non può farcela da sola: se intende davvero imboccare la strada dell’innovazione non può trascurare il rapporto con il mondo produttivo; dall’altro c’è l’impresa, che ha la necessità di poter contare su un sistema formativo moderno, efficiente ed aderente ai bisogni del mercato.

Università e Impresa devono collaborare, poiché è dimostrato che dove c’è effettiva integrazione tra sistema universitario e sistema produttivo si creano risultati positivi, sia nel sistema educativo che nelle dinamiche occupazionali. Ad esempio, l’esperienza del progetto Campus (Corsi Avanzati mirati alla preparazione Universitaria per sbocchi lavorativi), ha dimostrato che quando l’impresa ha partecipato attivamente alla progettazione delle attività formative, ciò ha dato vita alla costruzione di percorsi effettivamente orientati alle aspettative del mondo produttivo, accrescendo la domanda delle professionalità.

(Campus: è un progetto sperimentale che prevede la gestione organizzativa ed il sostegno finanziario (co- finanziamento attinto al Fondo Sociale Europeo) dei Diplomi Universitari del Centro- Nord. Attualmente coinvolge 69 Diplomi Universitari in 29 Università Italiane in tre specifiche aree disciplinari – ingegneria, scienze tecnologiche e terziario avanzato). La partecipazione al progetto Campus impone al diploma di attuare i criteri innovativi previsti – stage in azienda obbligatorio a fine corso, presenza di docenti- professionisti, etc., – che saranno verificati e valutati annualmente. In azienda questa procedura si chiama “controllo della qualità del prodotto”. Il prodotto delle Università sono i laureati e i diplomati: l’obiettivo di Campus è formare diplomati pronti all’inserimento nei singoli settori produttivi. Il Diplomato Campus avrà un marchio di qualità e le aziende sapranno riconoscerlo. Il Progetto Campus ha funzionato efficacemente fin dall’inizio: le aziende,oltre 500 coinvolte in tutta Italia, dichiarano esplicitamente di avere bisogno di laureati più giovani (22 –24 anni), più flessibili nel trovare una propria collocazione interna e più orientati alla produzione che alla progettazione. I Diplomati Campus possiedono questi requisiti).

Per questi motivi è necessario che l’Università interagisca in modo sistematico con le imprese e che quindi il sistema Impresa possa avere voce in capitolo su programmi e finalità degli istituti universitari.

L’attenzione di Confindustria al mondo universitario è frutto di una maturata consapevolezza che l’impresa può porsi come partner formativo “integrativo” e non sostitutivo dell’Università nella formazione dei giovani che, attraverso un’anticipata conoscenza del mondo del lavoro e dell’impresa possano dare al “sapere accademico” un orientamento al “saper fare” tipico del mondo del lavoro. La cultura d’impresa non può essere scoperta nel momento dell’ingresso del giovane nel mondo del lavoro. Il mondo del lavoro deve essere “scoperto” già nel momento di formazione; si tratta in sostanza di competenze che non possono essere trasmesse con gli strumenti tradizionali – lezioni, discipline – ma piuttosto con i comportamenti degli operatori dell’Università che devono creare in ogni Ateneo degli uffici di collegamento per coordinare la collaborazione impresa – università.

A tale riguardo il gruppo Giovani Imprenditori da anni vanta un’attenzione particolare all’orientamento dei giovani, orientamento inteso sia verso scelte scolastiche ed universitarie conformi alle proprie attitudini, sia in termini di possibilità di inserimento nel mondo del lavoro. Appuntamento istituzionale ed ormai annuale in materia di orientamento dei giovani è sicuramente la Giornata Nazionale Orientagiovani, che oltre ad un evento centrale, presenta ogni anno le attività realizzate dal sistema associativo, intermini di stages, corsi di formazione, etc.,. Un agile strumento che testimonia queste attività è il volume “L’impresa per i Giovani”, giunto quest’anno alla sua terza edizione, realizzato da Confindustria in collaborazione con numerose Associazioni Industriali. Il volume presenta le principali attività realizzate dal sistema associativo in tutto il campo della formazione, raggruppandole in tre grandi temi: l’orientamento, la formazione per l’inserimento e gli stage. Ad esso si affianca il Repertorio delle collaborazioni Università – Industria, indagine realizzata da Confindustria in collaborazione con circa 100 Associazioni Industriali, che presenta un monitoraggio qualitativo dell’impegno di sistema in materia di partenariato Impresa – Università.

I Giovani collaborano con il sistema dell’istruzione superiore, attraverso il Progetto 30 Ore, per la progettazione e l’esecuzione di attività formative di vario tipo, in quanto ritengono che la formazione scolastica sia un punto cardine per lo sviluppo del Sistema Italia: per il mondo delle aziende la centralità della risorsa umana e le problematiche connesse alla sua formazione costituiscono principi chiave per guardare al futuro con il necessario ottimismo. Se si considera il successo che queste attività hanno avuto in questi anni, si può a buon diritto concludere che gli imprenditori italiani hanno già da tempo piena consapevolezza che i giovani costituiscono un “capitale” del paese e che la loro preparazione all’inserimento professionale è un compito irrinunciabile in cui l’impresa è chiamata a svolgere un ruolo sempre più rilevante.

(Il Progetto 30 Ore: si pone gli obiettivi di diffondere la conoscenza dell’impresa, intesa come sistema che crea e diffonde ricchezza per la collettività e come motore dello sviluppo di una Nazione; descrivere lo scenario nel quale oggi si muovono le imprese; trasmettere quali sono i valori e le capacità che è indispensabile che possiedano coloro che decidono di lavorare nell’impresa; fornire utili indicazioni a chi desideri avviare una nuova azienda o cercare lavoro in un’impresa.

Le problematiche legate allo sviluppo di iniziative di questo genere sono notevoli; infatti, le nostre imprese che sono, soprattutto, piccole medie imprese, si trovano a sopportare interamente gli oneri di tale impegno, in termini di tempo ed utilizzo di risorse umane e materiali. Nel nostro Paese non sono state ancora varate misure incentivanti per le imprese direttamente coinvolte in attività formative di questo tipo, misure che, invece, andrebbero previste e diffuse, visto il ruolo di primo piano che l’impresa svolge nella formazione dell’individuo.

Quella da portare avanti è un’idea dinamica di Università che comporta un costante risanamento organizzativo; risanamento organizzativo che garantisca:

1. un tipo di insegnamento che si concretizzi non solo attraverso la trasmissione di nozioni puramente teoriche, ma anche attraverso la capacità di far comprendere agli studenti le nuove esigenze del sistema impresa , in modo tale che essi siano già preparati ad affrontare il mondo del lavoro;

2. un sistema di ricerca organizzato in modo tale da compensare la totale assenza di ricerca in un tessuto industriale come il nostro composto al 90 da PMI.

Questo risanamento organizzativo può essere supportato dagli imprenditori che, come destinatari finali di buona parte dei giovani formati dall’Università e dalla ricerca realizzata nei dipartimenti e nei laboratori, possono esprimere le proprie esigenze di professionalità e dalle imprese che possono dare il loro contributo su come reperire e allocare le risorse.

Dunque, la collaborazione Impresa – Università, non occasionale, ma strutturale è uno dei punti cardini del miglioramento organizzativo. Le esperienze straniere: inglesi, francesi, tedesche, mostrano che i risultati migliori sono stati ottenuti dove le Università hanno approfondito il rapporto con il territorio e con il mondo produttivo locale, sia nel campo della formazione iniziale che permanente in cui il legame con le imprese è fondamentale, in quanto esse potranno far fronte ai loro bisogni solo se disporranno di manodopera qualificata, in grado di far fronte ai cambiamenti richiesti loro durante la vita di lavoro.

Il mondo imprenditoriale ha intrapreso diversi progetti per avvicinare gli studenti al mondo del lavoro. Un esempio è il Progetto Adapt i cui enti promotori sono proprio le territoriali di Confindustria supportate dalla struttura organizzativa dell’UPI. Il progetto nasce dall’esigenza di ricercare una modalità di rappresentazione della domanda di lavoro che favorisca un’interazione tra una pluralità di sistemi: le imprese, gli organismi che favoriscono l’incrocio domanda/ offerta di lavoro, la formazione professionale. Il progetto ADAPT si basa sul presupposto che spesso molti fabbisogni delle imprese non si incontrano con le potenzialità dei lavoratori anche perché non esiste, allo stato attuale, un linguaggio comune in grado di rappresentare efficacemente le caratteristiche qualitative della domanda e dell’offerta di lavoro. In Abruzzo è stato sperimentato e messo a punto un modello dinamico di analisi /rilevazione della domanda di lavoro che esprima le competenze richieste dalle imprese e favorisca un più efficace incontro con l’offerta. Con questo modello si può contribuire ad una rappresentazione più oggettiva dei contenuti di professionalità dei lavoratori di cui l’impresa ha necessità nel breve- medio periodo e di quelli che rischiano processi di obsolescenza professionale e richiedono interventi di formazione continua. In pratica entrando nel sito “AdaptCifap.it” le imprese troveranno una serie di curriculum, inseriti da coloro che domandano lavoro; le imprese dal canto loro potranno inserire dati in cui si riportano le caratteristiche che il lavoratore deve avere. Si viene, così, a fare una automatica selezione dei curriculum esistenti e a selezionare quei profili professionali che più si avvicinano alle esigenze di quella particolare impresa, favorendo in questo modo l’incrocio tra la domanda e l’offerta di lavoro.

Per concludere, ci auguriamo di accrescere ancora le attività realizzate da Confindustria in collaborazione con l’Università in termini di stage, corsi di formazione, consorzi ed intese, attività che vedono il sistema formativo ed il sistema produttivo attenti a soddisfare le proprie esigenze l’uno in funzione dell’altro, per il raggiungimento, insieme, di un risultato migliore.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi