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Quali gli obiettivi raggiunti ad un anno dal mandato del Presidente Galbiati: l’Assemblea Generale di Confindustria L’Aquila si riunisce per il consuntivo di fine anno

Bilancio positivo: ma è solo l’inizio

 

 

Ultima Assemblea Generale di Confindustria L’Aquila a consuntivo dell’anno 2007. Anno in cui il cambio alla Presidenza ha visto progetti nuovi ed obiettivi ambiziosi, accolti qualche mese fa con entusiasmo e un pizzico di sfida da parte del Consiglio e degli Associati. Quando alla fine del 2006 Sergio Galbiati presentò il programma del suo mandato, c’era la certezza di ritrovarsi alla prima Assemblea Generale con un bilancio più che positivo. Galbiati, uomo d’azienda, conferma la sua formazione del progettare e realizzare, dimostrando di saper comunicare una visione e di riuscire a farla condividere.

All’Assise di fine anno ha illustrato i primi risultati raggiunti, gli stessi indicati come obiettivi a breve termine all’epoca della nomina. In sintesi, gli argomenti sui quali si è concentrata l’Assemblea possono essere così riassunti.

* Azione di ascolto. Nel volgere di pochi mesi si è conclusa l’indagine che era stata avviata meno di un anno fa con lo scopo di rilevare le esigenze e le aspettative degli Associati nei confronti dell’Associazione, l’esistenza di nuove potenziali aziende associande, gli eventuali portatori di idee, competenze, sviluppo ed energie utili a tutti. I questionari hanno riportato dati significativi: ad essi, appena letti ed interpretati, è stato dato valore con la definizione di azioni conseguenti.

* Rapporto Università. Si è trovato il terreno su cui lavorare per accorciare la distanza tra il mondo accademico e quello imprenditoriale: il trait d’union sta nell’aiutare le aziende a scoprire i propri bisogni e poi soddisfarli. Infatti, uno degli ostacoli principali, da sempre, è proprio riuscire ad elevare il livello di consapevolezza dei bisogni: se è vero che l’Università è percepita come distaccata, è vero anche che, qualora fosse più vicina, persisterebbe comunque una difficoltà di comunicazione e scambio. Una giusta soluzione è la creazione di dipartimenti e sottodipartimenti, seguiti da professori individuati fisicamente, che si occupino proprio di far dichiarare e, quindi, interpretare, i bisogni delle aziende; nonché, contestualmente, individuare gruppi omogenei di aziende che, nella forma di  microaggregazioni, riescano più agevolmente ad interfacciarsi con il mondo accademico.

A suggellare la determinazione di incamminarsi su una stessa strada è stata la Convenzione firmata a metà ottobre scorso tra Confindustria e Università. Prima pietra per una collaborazione di più ampio respiro che coinvolga non più solo la realtà del capoluogo, ma quella interamente regionale.

* Formazione. Sulla formazione accademica si è riusciti a rendere disponibili percorsi validi, orientati alle richieste del mercato del lavoro e alle aspettative delle imprese: in tale direzione è stata formalmente concordata con l’Università – proprio con la Convenzione di cui sopra – una concertazione preliminare per la definizione dei piani di studi rilevanti. Per questo, i curricula dovranno prevedere attività altamente formative: gli indirizzi di studio e di ricerca verranno elaborati insieme e ci saranno forme di didattica interattiva, variegate esperienze di studio all’estero, crediti formativi mirati all’inserimento nel mondo del lavoro, corsi di studio professionalizzanti,  numerosi stages e tirocini formativi, compresi i dottorati che le imprese potranno contribuire ad attivare.

* Nuovi progetti. Nella convinzione che Confindustria debba essere essa stessa ideatrice e portatrice di nuovi progetti, è stato costituito il Comitato Promotore per lo Sviluppo di Tecnologie Industriali ed Infrastrutturali, che ha visto Confindustria L’Aquila come socio fondatore insieme a Ance e Carispaq del capoluogo. Il Comitato è già depositario di ben due progetti, entrambi afferenti all’ambito del PII (Progetti di Innovazione Industriale) Efficienza Energetica – Industria 2015. Il primo consiste nello sviluppo di un processo innovativo, ad alta efficienza energetica, che, integrando tecnologie avanzate per la fornitura di servizi industriali alle attività produttive, sia in grado di produrre contemporaneamente idrogeno, energia elettrica e acqua di processo con smaltimento/riuso di rifiuti industriali. Il progetto, che vede come contesto il polo industriale di Avezzano, è a medio-breve termine di sviluppo sperimentale e prevede l’introduzione sul mercato del prodotto/servizio entro tre anni.

L’altro è condotto unitamente all’Università dell’Aquila e si prefigge di mettere a punto una una tecnologia innovativa di produzione dell’idrogeno. Si tratta di un’azione di ricerca che coniughi il raggiungimento di una elevata resa di conversione dell’idrogeno, attraverso lo sviluppo di un reattore integrato di nuova generazione; nonché  la riduzione e la integrazione delle operazioni costituenti il processo, che risultino adeguate ad installazioni in ambienti meno sofisticati rispetto alle raffinerie e agli impianti petrolchimici. La compagine che realizzerà il progetto è costituita da sette Università italiane (più il Parco Scientifico e Tecnologico d’Abruzzo e la TP-KTI, società leader mondiale di Ingegneria Chimica), e L’Aquila ne è la capofila.

Cultura d’impresa. La valutazione complessiva di un anno di mandato fa ritenere, come è necessario, che sia giunto finalmente il momento affinché si semini e si raccolga in tempi stretti una nuova capacità di guardare l’impresa, che va non solo gestita come “produttrice” di sviluppo, ma anche interpretata e letta nei suoi bisogni, perché solo dai bisogni può derivare la crescita. All’uopo, gli imprenditori dovranno fare formazione, entrare in connessione ed aggregazione, ed accedere così ad una maggiore conoscenza delle opportunità associative e individuali su cui focalizzare il proprio impegno per l’anno a venire.

Aumentare il peso dell’Associazione nei contesti importanti. L’Associazione deve continuare a perseguire l’obiettivo di avere maggior peso di interlocuzione ai “tavoli importanti”, ma a tal fine è necessario che la questione sia posta quanto meno su scala regionale, e attraverso un reale ed autorevole contributo di idee e di offerta di partecipazione fattiva all’elaborazione dei programmi. Il tutto in linea anche con le istanze pervenute dagli Associati al momento dell’inizio del mandato presidenziale. In questi ultimi mesi qualche passo avanti è stato fatto, pur attraverso le oggettive difficoltà e le non frequentissime opportunità, e la situazione si prospetta molto più proficua per i tempi a venire, tanto che un segnale positivo si è già colto in occasione della I Convention delle Imprese, “Per un nuovo modello di sviluppo: un progetto strategico per l’Abruzzo”, organizzata da Confindustria Abruzzo lo scorso 22 novembre a Pescara. In quell’assise, infatti, sono intervenuti  il Presidente della Regione Del Turco, molti imprenditori rappresentati dal Presidente di Confindustria Regionale Calogero Marrollo, nonché la Vicepresidente Nazionale Anna Marcegaglia, e finalmente si è avuto modo di confrontarsi apertamente sulle questioni fino ad oggi poco dibattute insieme. Un evento importante, perché ha reso palese agli occhi di tutti la necessità reale e partecipata di un maggior confronto e di una necessaria condivisione delle difficoltà di indirizzo del nostro territorio, ma che ha anche evidenziato le opportunità che oggettivamente ci sono e che vanno colte con coraggio da tutti, amministratori, imprenditori, parti sociali e stakes holders.

 

 

 

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