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Procter & Gamble: dal 2012 chiude il centro ricerca

Scongiurare la chiusura del centro di ricerca Procter & Gamble a Sambuceto (Chieti): lo chiedono i segretari cittadini di Sinistra e Libertà di Chieti e Pescara,

 

 Giuseppe Visco e Daniele Licheri, dopo che il 18 gennaio scorso la direzione generale P&G ha comunicato ai circa 150 lavoratori la chiusura del Centro di Ricerca a partire da giugno 2012. “Sinistra e Libertà ritiene che questo centro di eccellenza della ricerca debba restare nell’area metropolitana: la sua chiusura verrebbe a creare al territorio (circa 500 persone sono impegnate nell’indotto produttivo e servizi), un danno pesantissimo in questo momento di grave crisi economica e occupazionale. In Abruzzo già la provincia dell’Aquila è in ginocchio per il terremoto del 2009; non si capisce come Procter & Gamble, ritenuta azienda molto attenta alle problematiche sociali, non abbia considerato questo importante aspetto, tenendo momentaneamente il sito abruzzese fuori dallo studio di riorganizzazione”. Alcuni tecnici e manager, ricordano gli esponenti di Sel “sono ex ricercatori del centro di ricerca di Roma chiuso nel 2001. Si troverebbero, nuovamente e paradossalmente, nella medesima drammatica condizione vissuta nove anni fa. E i ricercatori del sito pescarese non possono accettare l’idea che per essere cittadini lavoratori del 21/o secolo si debba vivere come nomadi nel deserto della globalizzazione”. Agli enti locali e “soprattutto alla Regione – concludono – chiediamo di far sentire la loro voce. Ci uniamo al sindacato e ai lavoratori in questa lotta per fermare la corsa delle multinazionali e i metodi ‘marchionneschi’ che cominciano a dilagare nella nostra Italia”.

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