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Prima nel mondo nella sperimentazione di precursori di terremoti dallo spazio, G & A Engineering va nello spazio insieme alla Cina Tutto nacque da uno spin off con l’Università di Perugia

Non capita spesso che dalle nostre parti, in quelle che chiamiamo aree interne non senza un tono di pena – misto a luogo comune e ad interesse elettorale – qualcuno si dia da fare “eccellendo” a livello internazionale. E’ il caso della G & A Engineering di Oricola (AQ), che  guidata dall’Ingegner Giorgia Pontetti, lo scorso marzo ha ricevuto ed ospitato per quattro giorni i rappresentanti dell’Agenzia Spaziale Cinese (CASC), Agenzia con la quale ha sottoscritto un Memorandum Of Understanding per una cooperazione nello sviluppo di payloads e sottosistemi per microsatelliti di nuova generazione.

Secondo l’accordo, che formalmente sarà firmato a Pechino, da subito sarà avviato lo sviluppo di un primo payload precursore dei terremoti per la sperimentazione nello spazio su microsatellite cinese; e lo sviluppo di sottosistemi innovativi da impiegare nella fabbricazione di microsatelliti di nuova generazione, la cui costruzione sarà avviata entro l’anno.

 

Ingegnere come siete arrivati ai cinesi? Anzi, come siete arrivati alla costituzione di un Centro di Ricerca in un settore così specifico ed altamente tecnologico?

Il Centro lo abbiamo costituito nel 1996, con l’idea precisa di creare una realtà fino a quel momento inesistente in tutta Italia. Obiettivo: microelettronica per applicazioni spaziali, un settore tutto da sviluppare… lo spazio è molto più vicino di quanto non si pensi, e il turismo spaziale è a portata di mano.

In quanto all’incontro con la Cina, esso è stato la logica conseguenza dei rapporti internazionali derivanti dalle attività di ricerca applicata per la fisica nello spazio che il Centro svolge in cooperazione con la comunità scientifica internazionale. Da subito siamo entrati a far parte di due progetti internazionali, AMS e GLAST: progetti volti alla creazione di rivelatori al silicio per lo studio di particelle nello spazio e rappresentano i due più grandi esperimenti mai costruiti a livello mondiale. AMS sarà messo in orbita sulla Stazione Spaziale Internazionale utilizzando lo Shuttle, mentre GLAST sarà messo in orbita attorno alla terra utilizzando il vettore americano Delta.

 

Come avete organizzato dal nulla un Centro di Ricerca?

Intanto siamo partiti con l’idea già chiara di voler essere Centro e Laboratorio di Ricerca, per questo immediatamente ci siamo attivati presso il Ministero della Ricerca Scientifica per essere qualificati come tali con tutti i riconoscimenti ufficiali che ne conseguono (iscrizione all’anagrafe dei Centri di Ricerca, pubblicazione del decreto MIUR sulla Gazzetta Ufficiale…). Quindi, ci siamo dotati dei macchinari tecnologicamente più avanzati e del personale migliore, selezionato e formato al nostro interno e con corsi specifici presso le Università. Abbiamo investito moltissimo sull’uomo che riteniamo elemento determinante dei risultati della ricerca. Altra cosa fondamentale per un Centro di Ricerca è la multidisciplinarietà: i risultati di nostro interesse si ottengono mescolando fisica, ingegneria, matematica, informatica…

 

Dove avete preso tanta disponibilità economica?

Viviamo di autofinanziamento, la G & A Engineering, che è una sola delle diverse società che portiamo avanti, include trenta addetti.

 

Perché avete deciso di dedicarvi alla ricerca nel settore spaziale, eravate già nel settore?

Il gruppo ha un’esperienza storica nel settore militare, e lavorando in questo ambito abbiamo visto nascere il settore spaziale, nel quale da sempre abbiamo svolto attività di tipo industriale.

 

E l’idea del precursore di terremoti com’è nata?

E’ nata da cooperazione con ricercatori che operano nel settore della fisica e la stiamo sviluppando insieme alla società S.e.r.m.s. di Terni, spin-off dell’Università di Perugia. Come saprà, lo scorso 15 aprile c’è stato il lancio della Soyuz russa con a bordo Roberto Vittori. Con questa missione il nostro astronauta ha portato ed ha messo in funzione “Lazio” sulla stazione Spaziale Internazionale (ISS). “Lazio” è un “esperimento” che resterà acceso per sei mesi, mesi durante i quali raccoglierà tutti i dati acquisiti e necessari per validare una prima parte dell’idea di prevedere i terremoti dallo spazio. Ma Roberto – che per fare questo è stato addestrato a Mosca – ha fatto anche di più: ha portato ed impiantato sulla ISS anche un altro esperimento, che si chiama “EST”, sviluppato integralmente dalla G & A Engineering, che consiste in un “dimostratore tecnologico”: un’apparecchiatura che serve a verificare, con ampiezza di dati, il funzionamento nello spazio di componenti industriali e non qualificati “spazio”. Questo esperimento fa parte della missione “Eneide”, gestita dall’Esa e dalla Regione Lazio. EST registrerà gli eventi di interesse per tutta la permanenza a bordo della ISS, inclusa la fase di lancio e messa in orbita della Soyuz. Questo per noi rappresenta un grande successo, perché non è consueto consentire che un esperimento sia “acceso” durante il lancio e la messa in orbita della Soyuz.

 

Quando lei dice che c’è mercato per le apparecchiature di microelettronica aerospaziale cosa intende?

Intendo dire che le apparecchiature “spaziali” hanno un costo elevatissimo se si realizzano impiegando componenti “space-qualified” come oggi è in uso; G & A Engineering sta lavorando da tempo per qualificare componenti industriali per impiego spaziale e per questo detiene anche un brevetto d’invenzione industriale. Questo approccio riduce i costi anche di un fattore 1000!

 

 

 

G & A Engineering

Centro di Ricerca

Microelettronica per lo spazio

Località Miole

67063 Oricola (AQ)

Amministratore Delegato Ing. Giorgia Pontetti

Direttore Tecnico Ing. Antonio Pontetti

Relazioni Esterne Dott. Valentina Pontetti

 

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