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PRIMA ASSISE REGIONALE DI CONFINDUSTRIA ABRUZZO

Un evento importante, la Prima Assise Regionale di Confindustra Abruzzo che ha visto la presenza del Presidente, Antonio D’Amato, una visita che celebra anche il trentennale della costituzione della medesima organizzazione imprenditoriale. La Prima Assise Regionale di Confindustra Abruzzo si è articolata in due momenti: il primo, privato, ha visto la partecipazione degli imprenditori associati all’organizzazione confindustriale, il secondo, una manifestazione pubblica, incentrata sul tema: “Riforme e modernizzazione: una necessità per lo sviluppo”, nel corso della quale Confindustria Abruzzo ha presentato un documento di proposta per la modernizzazione e lo sviluppo dell’Abruzzo, un invito a tutte le espressioni istituzionali, politiche e sociali della Regione per aprire un tempestivo e costruttivo dibattito. Un altro evento ha caratterizzato l‘intensa giornata: la Prima Assise Regionale dei Giovani Imprenditori di Confindustra Abruzzo, con la partecipazione del Presidente nazionale, Anna Maria Artoni.

 

Confindustria Abruzzo, nata nel 1972, espressione delle Associazioni e delle Unioni Industriali di Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo e delle oltre 2000 piccole, medie e grandi imprese associate, si pone come obiettivo quello di contribuire alla crescita economia ed al progresso sociale della Regione, contribuendo alla modernizzazione e stimolando le riforme necessarie allo sviluppo economico, sociale e civile. La Prima Assise Regionale di Confindustria Abruzzo ha affrontato questi temi evidenziando che l’avvio delle riforme, da troppo tempo attese e richieste dalla società, sia attuale ed impellente per lo sviluppo e la competitività sia del sistema Paese e, quindi, della Regione. Hanno aperto i lavori, il saluto del sindaco dell’Aquila Biagio Tempesta che ha elogiato l’impegno degli imprenditori in Abruzzo che hanno fatto”lievitare l’Abruzzo, facendolo divenire una regione di valore” e del Presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Pace, che ha sottolineato che i fondi per far crescere la Regione, dopo una lunga “battaglia condotta insieme ai Presidenti delle quattro province”, ci sono. Sono seguiti gli interventi dei Presidenti delle Unioni Industriali Abruzzesi che hanno delineato un quadro generale dello stato di fatto della situazione economica d’Abruzzo. Un appello è stato fatto dal Presidente dell’ Unione Industriali di L’Aquila, Gaetano Clavenna:”abbiamo la fortuna di avere una grande Università, Ingegneria ha sede a L’Aquila, abbiamo dei centri di ricerca estremamente importanti, quindi l’intelligenza e la conoscenza sono la nostra risorsa che dobbiamo mettere a sistema attraverso una stretta interazione con le imprese”. Armido Frezza, Presidente ANCE Abruzzo, ha portato al Presidente D’Amato, il saluto della sua associazione e Giulio Trevisan, Presidente Comitato Regionale Piccola Industria, ha ricordato che questo territorio ha “per primo ha sperimentato questo connubio di piccole e di grandi imprese, come un connubio assolutamente vincente, perché nonostante le difficoltà questo territorio ancora oggi esprime i quadri e crescita economica”. “Se trent’anni fa c’era l’industria, c’era anche un giovane che l’ha creata”, esordisce così Valentina Bianchi, Presidente Comitato Regionale Giovani Imprenditori, oggi, afferma l’Abruzzo è un territorio in grado di rispondere alle esigenze di de-localizzazione delle imprese e “questa de-localizzazione può essere aiutata attraverso una buona azione di marketing e come Giovani Imprenditori ci stiamo impegnando molto in questo”, ma bisogna farlo in tempi brevi.

Il Presidente Confindustria Abruzzo, Donato Lombardi, ha tracciato un quadro dell’Abruzzo che è passato in trent’anni – gli anni che intercorrono dalla fondazione di Confindustria Abruzzo- da “una civiltà agro-pastorale all’industria ed a un post-industriale. Un Abruzzo che ha accolto a braccia aperte le multinazionali negli anni sessanta e settanta che hanno lasciato sul territorio stipendi e che hanno fatto crescere il livello economico di questa provincia, ma che hanno anche lasciato quel senso dell’industrializzazione per cui molti di noi si sono chiesti: perché pure io no?”. Ha rivolto anche un invito provocatorio a tutti i politici presenti in sala, per quanto riguarda le zone interne ha chiesto il ripristino dell’87/3C. L’Italia necessita di riforme urgenti, ha continuato, dalla riforma della scuola a quella della previdenza sociale e del fisco, ma soprattutto c’è un terzo passo da fare: quello “che ritengo il più intelligente di tutti, è quello del Federalismo”. “L’Abruzzo ha risorse e potenzialità, un tessuto imprenditoriale diffuso e capace”, esordisce così Antonio D’Amato, Presidente Confindustria e continua: ”l’Abruzzo è la punta più avanzata delle regioni del Mezzogiorno, per questo è importante potenziare le infrastrutture per recuperare condizioni di crescita e sviluppo”. Dà una stoccata alla Finanziaria che propone: “soluzioni sbrigative che cercavano di cancellare il Mezzogiorno dalla logica di una politica industriale che lo potesse rendere capace di attrarre investimenti anche a livello internazionale. Oggi come allora la questione non è mirare ad aiuti, assistenza, incentivi e favori, ma piuttosto essere capaci di progettare per il Mezzogiorno una capacità di attrarre investimenti a livello internazionale, rimettere e riposizionare il nostro Paese nell’ambito di quei paesi che in Europa sanno attrarre investimenti dal mondo”. La parola d’ordine per il Presidente di Confindustria, è competitività, “una delle reti indispensabili per affrontare i mercati…perché senza far crescere lo sviluppo e l’occupazione non si generano neanche quelle risorse economiche che devono essere investite per dare al Paese più benessere e più dignità sociale”, ma L’Italia necessita di profonde riforme: la scuola, il sistema previdenziale e fiscale, il mondo del lavoro, il rilancio delle infrastrutture, sono ormai delle urgenze, “quelle riforme che creando più competitività consentono alle imprese di rispondere a problemi di coloro i quali fuori da questa porta, da questa sala, reclamavano lavoro, reclamavano sviluppo, ma tutti consapevoli che il lavoro e lo sviluppo si possono realizzare solamente se si è competitivi sul mercato se si ha il coraggio di saper vincere ogni giorno la sfida dei nostri concorrenti”. Anche Confindustria sta attuando una riforma interna, perché è “importante ed indispensabile che la Confindustria abbia al capacità di discutere se stessa, continuamente di riorganizzarsi, di ridefinire il modo in cui definire il nuovo modo di fare e di essere impresa”; poi saluta gli imprenditori abruzzesi con una ventata d’ottimismo: “sono convinto che in questa parte del Paese abbiamo una risorsa che sul mercato non c’è, noi abbiamo l’imprenditorialità, la voglia di fare, la grinta, la voglia di costruire che in molti altri paesi non c’è…L’Abruzzo è stato la dimostrazione che nonostante le complessità si possono fare passi in avanti, il Mezzogiorno deve realizzare, l’Italia facendo le riforme deve vincere questa partita per l’Italia e per l’Europa”.

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