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Prati di Tivo. Montagna, corsa per riaprire gli impianti

Attualmente tutto il finanziamento Fas (11 milioni e 400 mila euro ma alla Provincia fino ad oggi e’ arrivata solo la prima tranche di circa 5 milioni e 700 mila euro) non copre la posizione debitoria della Gran Sasso Teramano nei confronti Unicredit: debito che fra capitali ed interessi ammonta a 12 milioni e 400 mila euro. Nella originaria stesura del Par Fas, il finanziamento era pari a 12 milioni e 500 mila euro; successivamente, il finanziamento regionale per l’opera e’ stato ridotto dalla Regione a 11milioni e 400mila euro.”E’ evidente che siamo di fronte ad una situazione molto complessa che da una parte ci vede impegnati a non rendere vano un investimento tanto significativo per la montagna e dall’altra, pero’, ci chiama ad una assunzione di responsabilita’ rispetto ai conti pubblici- ha continuato Di Sabatino che aggiunge. Esiste un nodo di fondo ed e’ quello della gestione di questo tipo di impianti: un nodo che puo’ essere affrontato solo all’interno di una visione regionale, con l’individuazione di linee di indirizzo sul rapporto fra investimenti e gestione, sul rapporto fra pubblico e privato. Abbiamo chiesto un incontro a D’Alfonso per riflettere insieme e alla Regione diciamo che intanto sarebbe giusto “restituirci” lo stanziamento iniziale”. Da Parti di Tivo a Prato Selva. Dopo una serie di incontri in Provincia e grazie alla collaborazione del Bim e dello stesso Comune di Fano Adriano, sono stati reperiti i fondi per la manutenzione straordinaria degli impianti di risalita di Prato Selva. “Ci auguriamo che siano sufficienti per i lavori di straordinaria manutenzione che anche in questo caso, come a Prati di Tivo, sono obbligatori per la riapertura. Bisogna ringraziare il Bim per la collaborazione e il Comune per la solerzia”. Attualmente tutto il finanziamento Fas (11 milioni e 400 mila euro ma alla Provincia fino ad oggi e’ arrivata solo la prima tranche di circa 5 milioni e 700 mila euro) non copre la posizione debitoria della Gran Sasso Teramano nei confronti Unicredit: debito che fra capitali ed interessi ammonta a 12 milioni e 400 mila euro. Nella originaria stesura del Par Fas, il finanziamento era pari a 12 milioni e 500 mila euro; successivamente, il finanziamento regionale per l’opera e’ stato ridotto dalla Regione a 11milioni e 400mila euro.”E’ evidente che siamo di fronte ad una situazione molto complessa che da una parte ci vede impegnati a non rendere vano un investimento tanto significativo per la montagna e dall’altra, pero’, ci chiama ad una assunzione di responsabilita’ rispetto ai conti pubblici- ha continuato Di Sabatino che aggiunge. Esiste un nodo di fondo ed e’ quello della gestione di questo tipo di impianti: un nodo che puo’ essere affrontato solo all’interno di una visione regionale, con l’individuazione di linee di indirizzo sul rapporto fra investimenti e gestione, sul rapporto fra pubblico e privato. Abbiamo chiesto un incontro a D’Alfonso per riflettere insieme e alla Regione diciamo che intanto sarebbe giusto “restituirci” lo stanziamento iniziale”. Da Parti di Tivo a Prato Selva. Dopo una serie di incontri in Provincia e grazie alla collaborazione del Bim e dello stesso Comune di Fano Adriano, sono stati reperiti i fondi per la manutenzione straordinaria degli impianti di risalita di Prato Selva. “Ci auguriamo che siano sufficienti per i lavori di straordinaria manutenzione che anche in questo caso, come a Prati di Tivo, sono obbligatori per la riapertura. Bisogna ringraziare il Bim per la collaborazione e il Comune per la solerzia”.

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