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Pineto: ridurre imu a chi è in difficoltà

“A leggere le dichiarazioni degli amministratori comunali di Pineto (in questi giorni di maltempo) incentrate unicamente sull’ accensione di nuovi mutui e sulla continua richiesta di fondi, appare chiaro che da qui a qualche giorno i cittadini potrebbero trovare alcune sorprese sull’aumento delle imposte locali. L’occasione può arrivare dall’introduzione dell’Imu”. A lanciare l’allarme sono Mimmo Ruggiero (Club della Libertà) e Antonio Gabriele Frezza (Liberal Socialisti), i quali ricordano che da quest’anno è stata istituita la nuova Imposta Municipale Unificata.“Con essa si è ridato in mano ai sindaci la tassazione sulla prima casa” spiegano. “Tuttavia il decreto Monti stabilisce che si paghi lo 0,4 per cento del valore catastale dell’immobile nel caso della prima casa e lo 0,76 per cento per la seconda, terza casa ecc. Lasciando la possibilità, ai singoli consigli comunali, di poter variare in aumento o diminuzione di 0,2 punti percentuali l’aliquota base. Considerata questa opportunità stabilita dal Decreto Monti, il nostro invito ai Consiglieri Comunali è quello di presentare e votare una mozione con cui s’impegna l’Amministrazione di Pineto a ridurre al minimo consentito l’aliquota base dell’IMU sulle prime case e relative pertinenze gravati da mutuo; sulle prima case appartenenti a un nucleo familiare con indicatore ISEE con livello minimo consentito; sui fabbricati rurali (presenti in maniera cospicua nel Comune di Pineto); valutare nel rispetto e nella tutela degli equilibri di bilancio la possibilità di estendere l’agevolazione della riduzione a ogni altro caso possibile (vedi seconde casa).
Quindi, la nostra attenzione è rivolta anche a quelle persone che vivono sole o in una situazione di disagio economico oltre a quanti decidono di costruirsi una famiglia cominciando proprio dall’acquisto della 1ª casa accollandosi il sacrificio di un mutuo. Siamo in un periodo economico difficile in cui i sacrifici sono necessari, ma è doveroso prestare sensibilità alle varie situazioni famigliari, non sempre la proprietà della singola casa è indice di ricchezza. Chi ha a cuore le tasche e il benessere dei cittadini si deve impegnare innanzitutto a tagliare le spese e non solo a incassare gli introiti delle tasse. Abbassare l’aliquota al minimo (dallo 0,4% allo 0,2%) non è semplicemente doveroso ma necessario”.

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