Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieTeramoPineto: monta la protesta per chiusura Poste

Pineto: monta la protesta per chiusura Poste

Nella provincia di Teramo chiuderanno 30 uffici postali. Lo prevede un piano di riorganizzazione che taglierà qualcosa come 1155 uffici postali in tutta Italia. Per quanto riguarda il nostro territorio ecco la lista delle sedi prese in esame. Si va da Azzinano (Tossicia), Notaresco, Rocche di Civitella, San Giacomo di Atri, Valle San Giovanni, Villa Bozza (Montefino), Villa Petto (Colledara), Silvi, Appignano (Castiglione Messer Raimondo), Campovalano (Campli), Cologna, Faraone (Sant’Egidio), si passa per Guardia Vomano, Miano, Montepagano, Montone (Mosciano), Mutignano (Pineto), Ornano Grande (Colledara), Pascellata (Valle Castellana), Poggio Morello (Sant’Omero), e si arriva a Poggio San Vittorino, Ponzano (Civitella), San Gabriele, San Giorgio di Crognaleto, Treciminiera (Atri), Valle Castellana, Villa Favale (Civitella), Villa San Romualdo (Castilenti), San Vito (Valle Castellana) e Cervaro di Crognaleto.

Ed ecco che arrivano le prime lamentele su questa vicenda. A Pineto è il sindaco Monticelli ad esprimere il suo disappunto: “Si tratta di una vera e propria tragedia perché, tra le altre cose, incide negativamente sul benessere degli abitanti, incentiva l’emigrazione e abbatte il valore dei fabbricati. Da anni siamo impegnati per migliorare la qualità della vita del borgo di Mutignano, per il quale è stato investito moltissimo e la chiusura di un presidio che in un certo senso rappresenta lo Stato, l’ultimo rimasto, sarebbe una vera iattura. Il servizio postale classico, con l’affermarsi della posta elettronica e la diffusione delle agenzie di recapito, non è più quello di una volta ma è stato integrato con servizi utilissimi, soprattutto nei piccoli centri. Ciò che sta accadendo non è pertanto corretto, soprattutto nei confronti dei cittadini che con sacrificio pagano le tasse e ai quali spettano i servizi. Credo che la problematica vada affrontata con fermezza e decisione a tutti i livelli istituzionali. Se il piano di smobilitazione di Poste Italiane andrà avanti, l’entroterra morirà e i giovani continueranno a scappare favorendo lo spopolamento già in atto da diverso tempo. Gli anziani che rimarranno saranno abbandonati a se stessi e dovranno sopportare notevoli difficoltà. Non credo che questo sia il futuro che vogliamo”.

Print Friendly, PDF & Email