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Piccoli Comuni sfavoriti: -17% risorse 2010-2014, 69 euro per abitante

Allarme risorse per i piccoli comuni: dal nuovo assetto delle entrate comunali previsto dalla riforma

 

sul federalismo fiscale emerge un calo diffuso per i municipi di ridotte dimensioni. Nel confronto tra il 2010 e il 2014, anno in cui la riforma dovrebbe entrare definitivamente in vigore, i comuni fino a 5 mila abitanti delle Regioni a statuto ordinario (in tutto 4660, con oltre 8,5 milioni di abitanti) avranno a disposizione il 17% in meno di risorse, pari a un ammanco di 69 euro a persona. E’ quanto emerge da una simulazione realizzata dall’Ifel (fondazione sulla finanza locale dell’Anci) su dati del Ministero dell’Economia, che ha analizzato il decreto sul federalismo municipale.Il raffronto tra il 2010 e il 2014 evidenzia il segno meno anche per i comuni con più di 250 mila abitanti (-5,2%) e per quelli compresi tra i 60 mila e i 250 mila abitanti (-3,8%); leggero incremento invece per i comuni tra i 5 mila e i 10 mila abitanti (+1,7%), per quelli tra 10 mila e 30 mila (+2,4%) e per quelli tra i 30 mila e i 60 mila (+0,5%). In totale, ricorda l’Ifel, sono 6702 i comuni coinvolti (su un totale di 8101) con quasi 51 milioni di abitanti coinvolti.Diverso il quadro per i comuni delle Regioni a statuto speciale del Nord, che dovrebbero avere a disposizione il 76% delle risorse in più, pari a 174 euro per abitante. Forte flessione invece per i municipi del resto delle Regioni a statuto speciale (isole comprese), che evidenziano un calo del 29,2% (118 euro per abitante). Anche in questo caso le realtà più penalizzate sono quelle con meno di 5 mila abitanti, che dovrebbero archiviare un -43,6% di risorse, equivalente a 167 euro per abitante.

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