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Pescara,lavoro: 2011 disastroso, boom iscrizioni a cpi

La Cgil provinciale di Pescara traccia il bilancio di un 2011 «disastroso dal punto di vista economico ed occupazionale» e lancia l’allarme per il 2012 che, «in base alle previsioni, va affrontato con progetti e proposte da mettere in campo subito, come risposta ad una situazione molto difficile». «Gli ultimi due anni, dal punto di vista occupazionale – afferma il segretario provinciale, Paolo Castellucci -, sono stati drammatici. Contiamo 9.362 nuovi iscritti ai Centri per l’Impiego (+ 24%), che dai 38.363 del settembre 2009 sono passati ai 47.725 dello stesso mese del 2011». «Emerge tra l’altro un nuovo fenomeno di cui si parla poco – evidenzia il segretario -: a dimostrazione delle drammatiche condizioni di chi ha perso il posto di lavoro, aumenta la fascia di lavoratori dai 51 anni in sù iscritti ai centri per l’impiego. Negli ultimi due anni, infatti, sono aumentati del 53,3%, pari a 2.294 unità. È un problema a cui bisogna trovare subito una soluzione». A pagare il prezzo più alto della crisi, secondo la Cgil, sono le donne: oltre la metà dei lavoratori delle diverse fasce di età iscritti ai centri, infatti, sono di sesso femminile. Il sindacato evidenzia inoltre come il rapporto tra gli avviamenti al lavoro e i licenziamenti, nel terzo trimestre dello scorso anno, sia stato negativo (16.600 avviamenti, 18.715 cessazioni). Citando dati del Cresa, il Centro Regionale di Studi e Ricerche Economico Sociali istituito dalle Camere di Commercio d’Abruzzo, Castellucci sottolinea che «Pescara ha subito il maggior peso della disoccupazione, con il 5,6% delle persone occupate in meno e con una previsione a sei mesi del -10,7%». «Sul fronte della cassa integrazione – aggiunge il segretario – si riduce del 37,7% quella ordinaria, mentre aumenta del 77,6% quella straordinaria, ovvero quella relativa alle crisi aziendali e alle riorganizzazioni e che precede la cassa integrazione in deroga». In un contesto di crisi generale aumenta anche il numero di imprese irregolari. Nel terzo trimestre del 2011, infatti, su 352 ispezioni sono risultate non in regola 218 attività, pari al 61,93%, con 382 lavoratori irregolari, di cui 78 in nero. Il sindacato tira in ballo anche il progetto «Fabbrica Abruzzo», che dovrebbe coinvolgere la provincia di Pescara con un miliardo di euro di investimento, cioè il 19% del totale, e con 7.500 occupati. «È necessario rimettere al centro la stabilizzazione del lavoro come questione di civiltà – conclude Castellucci -. È vergognoso che il presidente Chiodi continui con annunci propagandistici che non hanno alcun aggancio con la realtà. Servono iniziative che promuovano la ricollocazione al lavoro e nuove opportunità lavorative».

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