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Pescara. Tares, possibile protesta “’No Tax Day”

Se l’amministrazione comunale di Pescara non adottera’ una serie di agevolazioni sulla Tares per le categorie deboli e bisognose, il gruppo di Fli al Comune e’ pronto a convocare con le associazioni dei cittadini una ‘No Tax Day‘ per protestare contro la giunta Mascia. Lo ha annunciato, questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, il capogruppo di Fli al Comune di Pescara Massimiliano Pignoli che assieme al consigliere e presidente della Commissione Finanze Renato Ranieri e al consigliere Giuseppe Bruno, ha illustrato la posizione del gruppo consiliare sulla questione Tares. “Abbiamo proposto – ha detto Pignoli – con gli oltre ottanta emendamenti presentati, una serie di agevolazioni a beneficio di alcune categorie di cittadini per il pagamento della Tares che alcuni utenti pagherebbero con un aumento del 300 per cento. Per questo noi proponiamo – ha proseguito – Pignoli – l’apertura di una posta di bilancio apposita gia’ dal 2013 non ancora approvato per la Tares in cui mettere denari finalizzati alle agevolazioni per le famiglie bisognose, le giovani coppie, i disoccupati, i nullatenenti, i single con un solo reddito minimo e i pensionati che riscuotono la pensione sociale. Fatto questo, si potrebbe poi ricorrere ad un bando pubblico a cui far partecipare le persone che ne hanno diritto”. Pignoli ha poi fatto notare che molti cittadini sarebbero impossibilitati a pagare cosi’ come accaduto per l’Imu: “l’ufficio tributi ha certificato che nell’ultimo anno il 25 per cento degli utenti non ha pagato l’Imu. Fra dare da mangiare ai figli o pagare l’Imu, tutti scelgono la prima, e ci mancherebbe. Se pero’ noi riusciremo a trovare delle soluzioni per far pagare alle famiglie bisognose una Tares piu’ bassa, riusciremo a garantire anche un’entrata importante per le casse del Comune. Da martedi’ torneremo a dare battaglia su questo in consiglio comunale – ha concluso Pignoli – e siamo pronti non solo a ricorrere ad una No Tax Day, ma anche all’ostruzionismo con la presentazione di 250 sub emendamenti per vedere riconosciuti i diritti delle fasce piu’ deboli”.

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