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Pescara, stop a lavori filovia: lunedì la messa in sicurezza

La Gtm blocca il cantiere sulla strada parco, dopo la conferma della Regione sulla mancanza di un’indispensabile valutazione di impatto ambientale. Ma a scacciare il pericolo di un’opera incompiuta interviene Michele Russo, che è pronto a far ripartire i lavori dopo lo screening richiesto.
E’ arrivata oggi la comunicazione ufficiale della Gtm per la sospensione dei lavori per la filovia sulla strada parco. La società che gestisce il trasporto pubblico in città, ente realizzatore del Filò, ha comunicato che da lunedì 29 a mercoledì 31 ottobre gli operai saranno in cantiere unicamente per  mettere in sicurezza l’area che convive con il quotidiano andirivieni degli utenti della strada pedonale. Un atto dovuto dopo che, martedì pomeriggio, la commissione regionale per la valutazione d’impatto ambientale ha confermato quanto detto dalle inchieste della procura e dalla commissione europea: i filobus sono mezzi vincolati, quindi si doveva ottenere la Via prima di partire con le opere.
Mentre ambientalisti e comitati cittadini festeggiano, il presidente della Gtm Michele Russo afferma che il cantiere è chiuso solo fino per gli adempimenti burocratici. Ovvero che, per lui, il progetto iniziale rimane in piedi, così come i pali e i magneti che, invece, il Wwf chiede di smantellare e di sostituire con mezzi a zero emissioni. Russo, ora, si impegnerà a far produrre ai suoi uffici il cosiddetto screening, che la Regione gli chiede entro trenta giorni e che lui sostiene di poter consegnare nella metà del tempo.
È l’unico escamotage per poter evitare l’incompiuta: tra Pescara e Montesilvano i lavori, infatti, sono già stati eseguiti all’80%, fattore che rende impossibile presentare una Via in sanatoria. La legge, italiana ed europea, ne consentono la concessione solo se i lavori già avviati non hanno già modificato irrimediabilmente  l’area che li ospita, norme pronte ad essere difese dal Wwf dinanzi al Tar. La commissione Via ha così concesso alla Gtm la scappatoia composta da un insieme di perizie e certificazioni ambientali da presentare in alternativa al parere dei rappresentanti di Forestale, Provincia e Regione. Rimane, però, che tra esecuzione e redazione delle perizie, presentazione, visione e autorizzazione dalla Regione e pubblicazione sul Bollettino ufficiale si potrebbe dover attendere fino a 6 mesi. Fiducioso, Russo si prepara a far ripartire con l’installazione dei cavi e della stazione elettriche necessari ad alimentare la corsa del Filò. Ma se la sua fiducia dovesse essere infondata, si dovrà cominciare a pensare a chi dovrà pagare i danni e il ripristino della strada parco alle condizioni del cantiere, che per il momento rimane immobile e transennato. Sperando che non ci resti per anni, a rappresentare l’ennesimo pastrocchio all’Italiana capace soltanto di sprecare denari pubblici.

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