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Pescara. Stazione nel degrado: perdite d’acqua e sottopassaggi trappola

Secchi messi a terra per raccogliere l’acqua piovana, temperature bassissime e sottopassaggi trappola.

Il quadro dipinto da Federconsumatori – Osservatorio Mobilità – della stazione di Pescara Centrale non è certo confortante. In una lettera, corredata da foto, l’associazione infatti elogia il fatto che l’Amministrazione comunale abbia pensato a scrivere ‘sulla strada pedonale che collega la vecchia alla nuova stazione ferroviaria i saluti ai turisti che vanno e che vengono. Ma sarebbe ancora più interessante se i nostri Amministratori riuscissero ad imporre ai responsabili di Centostazioni un miglioramento della qualità del servizio della stazione ferroviaria.’

Segue un lungo cahiers de doleances.

 

“Da anni, dopo ogni pioggia, l’atrio dell’ex nuova stazione ferroviaria viene invasa da secchi gialli e blu, collocati per tentare di raccogliere l’acqua piovana.

Una famiglia normale se è costretta a subire l’acqua piovana dentro casa fa riparare il tetto. I Responsabili di Centostazioni riempiono di secchi l’atrio della stazione di Pescara, e li corredano di piccole sagome gialle per avvisare i passeggeri di non scivolare.

Un ulteriore grave problema che debbono subire i passeggeri della stazione di Pescara centrale è determinato dalla pessima temperatura esistente nell’unico spazio destinato all’attesa dei treni: l’atrio della stazione. Al punto che durante l’inverno la temperatura esterna alla stazione è superiore a quella interna.

Forse i Responsabili di Centostazioni tengono bassissima la temperatura per evitare che possano sostarvi i senza dimora. Ma dimenticano che nelle stazioni non transitano solo i senza dimora, passano anche i passeggeri, e non è giusto che in attesa dei treni debbano rischiare una polmonite.

Anche le scale mobili sono causa di disagi per i passeggeri. Spesso si bloccano e costringono i viaggiatori ad arrangiarsi sulle scale fisse con le valigie al seguito.

I sottopassaggi laterali presenti sul piano dei binari sono una trappola ben ideata dal costruttore della stazione. Non esiste al mondo una situazione analoga.

Dovunque i sottopassaggi servono per accompagnare i viaggiatori verso l’uscita; a Pescara no: due dei tre sottopassaggi esistenti sono infatti utilizzabili solo per spostarsi da un binario all’altro. Con la conseguenza che, da anni, moltissimi passeggeri sono costretti a risalire le scale, dopo averle scese convinti di poter raggiungere l’uscita. Una volta risaliti sul piano dei binari, debbono mettersi alla ricerca del sottopassaggio giusto per uscire dalla stazione (una semplice scritta: NO USCITA presso i sottopassaggi trabocchetto aiuterebbe moltissimo ad evitare i disagi ai passeggeri).

Nella stazione di Pescara mancano anche i quadri necessari per individuare la numerazione delle vetture. Esistono in ogni media/ grande stazione. A Pescara i passeggeri debbono andare a memoria oppure a sorte. E nessuno sa perché.”

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