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Pescara, Sindaci su sicurezza: “il Governo trasforma le demolizioni in miglioramenti”

Non ci dobbiamo stupire se le case crollano e neanche se non si sa di chi è la colpa: indagare i Comuni, i suoi tecnici e gli impiegati, i Costruttori e via a cascata fino all’elettricista non è la soluzione. Per il motivo seguente.

Il Governo, a quanto pare, riceve i progetti dai Comuni che chiedono l’abbattimento di un edificio, per esempio una scuola, li “riduce” dopo attenta valutazione, e decide un contributo per il solo miglioramento che, come dice la parola, migliora l’esistente non lo “adegua” al 100% : l’adeguamento al 100% può risultare solo da una demolizione o da un intervento talmente invasivo che praticamente la equivale risultando anche più oneroso e più incerto.

A poco vale, anzi, è una contraddizione in termini, scrivere nell’assegnazione del contributo che il miglioramento deve garantire la sicurezza, perché se questa non è pretesa al 100% e nel miglioramento non lo è, l’edificio è praticamente autorizzato a crollare.

I Sindaci di Tocco da Casauria e Torre dei Passeri, Riziero Zaccagnini e Piero di Giulio, hanno dichiarato che le scuole dei rispettivi paesi devono essere demolite e che, per questo, hanno redatto un progetto ma “speriamo bene – hanno specificato – perché temiamo che saremo costretti ad eseguire solo un miglioramento come è già accaduto ad altri Comuni”

Se la situazione è questa, è conseguente che nei Comuni ci sia una paralisi burocratica indotta dalla paura di prendere iniziative e di svolgere anche le pratiche di rito: una paralisi che costa cara all’intero Paese e che mette a rischio la vita dei cittadini, ignari di tante complicazioni e chiamati a rilasciare dichiarazioni contro tutti all’indomani del disastro. Ai loro occhi, infatti, i colpevoli sembrano quelli che, nei fatti e invece, hanno solo eseguito le indicazioni arrivate dall’alto.

“Demolire piuttosto che migliorare e ristrutturare è doveroso – dice Zaccagnini sindaco di Tocco da Casauria. Per l’edilizia pubblica, soprattutto scuole, bisogna demolire: il patrimonio è ormai vetusto e ci vorrebbero costi immensi per risistemarlo. Demolendolo avremmo maggiore sicurezza e costi inferiori. Diverso è per il patrimonio storico che, invece, va conservato e sistemato”, ma sicuramente non per accogliere le scuole.

La soluzione c’è.

Una normativa nazionale che stabilisca:

– un INVESTIMENTO IMPORTANTE per gli interventi da qui ai prossimi 20 anni

– una GRADUATORIA DEGLI EDIFICI REDATTA CON UN CRITERIO DI EMERGENZA

– l’elaborazione di un sistema tecnico che giuridicamente consenta una scappatoia ai Comuni per l’utilizzo degli AVANZI DI BILANCIO SULLE OPERE PUBBLICHE, avanzi ad oggi inchiodati dal pareggio di bilancio di fronte al quale i funzionari comunali non sanno come districarsi provocando così la paralisi burocratica

Il criterio dell’emergenza deve sostituire quello per bandi attualmente in essere. Cominciando dall’edificio più grave si arriverà nel corso degli anni a quello meno malandato: si apre nei fatti un cantiere aperto che inizia oggi e non finisce più per i prossimi 50 anni.

La selezione per bando – cioè erogare finanziamenti secondo una criterio di merito che premia il bando presentato da un singolo Comune d’Italia – non ha alcun senso di fronte AD UNO STATO DI EMERGENZA, perché mentre si lavora sui bandi le scuole continuano a crollare senza soluzione di continuità.

“Noi abbiamo redatto un progetto di demolizione del nostro plesso scolastico – dice Di Giulio Sindaco di Torre dei Passeri – ben 8 corpi che riteniamo fortemente a rischio, con l’obiettivo di ricostruire un edificio unico che accolga tutte le scuole del paese, dal nido fino alle scuole superiori. Per ora siamo alla fase di fattibilità, abbiamo computato una spesa di 5 ml circa che potremmo ricevere in tranche man mano che verranno portati avanti i lavori, ma temiamo di incorrere nella mannaia del miglioramento”.

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