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Pescara. Scuola e carceri, attivato corso di Ragioneria per detenuti

L’Istituto tecnico Aterno-Manthone’ di Pescara “entra” nel carcere del capoluogo adriatico con un progetto all’avanguardia e unico in Abruzzo. Nella casa circondariale e’ stato attivato un corso di Ragioneria per 35 detenuti (inserito nel corso serale per lavoratori dell’Aterno-Manthone’ denominato Sirio) e questa mattina si e’ svolta la cerimonia di consegna dei computer e del materiale didattico agli studenti. C’erano il direttore del carcere Franco Pettinelli, la dirigente scolastica Donatella D’Amico, il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria per l’Abruzzo, Bruna Brunetti, il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, il vicepresidente e assessore alla Pubblica istruzione, Fabrizio Rapposelli, e il presidente del consiglio di quartiere, Piernicola Teodoro. Con loro, ovviamente, gli studenti detenuti e i docenti del corso Sirio (da 18 anni all’istituto pescarese), con la responsabile del corso, Marina Di Crescenzo, e i professori Antonella Di Muzio, Gianni Iovacchini, Antonio Procaccini, Rosalba Savini, Adele Telli. “Quella che forniamo ai nostri detenuti – ha esordito Pettinelli – e’ una scuola di vita perche’ ci rivolgiamo a persone che hanno sbagliato e ora stanno scontando una pena per gli errori commessi, ma evidentemente vogliono reinserirsi nella societa’. In sei anni che sono a Pescara questa e’ l’ iniziativa che ha visto il maggior numero di partecipanti”. “La scuola e’ importante – gli ha fatto eco il provveditore Brunetti, perche’ la cultura e’ anche acquisizione di valori, nonche’ un modo per stare insieme”. “Quest’ anno, con il corso serale Sirio, che ormai e’ un punto di riferimento, abbiamo voluto offrire un’ opportunita’ in piu’ per chi e’ detenuto – ha spiegato D’Amico. Non e’ stato facile anche per motivi organizzativi, ma ci siamo riusciti e siamo felici anche del risultato. Gli iscritti alla prima B ragionieri corso Sirio sono 35 ma abbiamo fatto una selezione rispetto alle tante domande arrivate”. Testa e Rapposelli hanno dato una speranza in piu’ ai detenuti, rendendosi disponibili per un possibile confronto sui temi dei lavori socialmente utili dopo il percorso di studi. Significativo l’intervento di un recluso che partecipera’ al corso: “Noi veniamo a lezione volentieri anche perche’ ci teniamo a cercare di reinserirci nel mondo del lavoro, una volta usciti da qui”.

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