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Pescara: sciopero imprese balneari, 800 a rischio

Stanno paralizzando il traffico nel centro di Pescara i balneatori di Fiba-Confesercenti e Sib-Confcommercio che manifestano contro la direttiva europea “Bolkestein” e la scelta del governo italiano di non tutelare gli stabilimenti balneari

 

come “tipicità italiana”, al pari di tassisti, commercianti ambulanti e rifugi d’alta quota. A rischio sono 800 imprese in Abruzzo, titolari di concessioni demaniali che potrebbero essere messe all’asta.
“Qui c’é un tentativo palese di affidare le spiagge al grande capitale finanziario e alla grande distribuzione – avverte il presidente regionale di Sib-Confcommercio, Riccardo Padovano -. Noi, invece, siamo fra i simboli del made in Italy nel turismo e l’ultimo argine contro le infiltrazioni malavitose e i tentativi di riciclaggio”.
A manifestare ci sono circa 250 veicoli, fra auto e furgoni, provenienti, oltre che dal resto d’Abruzzo, da Emilia Romagna, Marche e Molise. Sfilano in corteo esponendo bandiere nere che richiamano quelle dei pirati, ma al posto dei teschi campeggiano due ombrelloni bianchi incrociati. Tutte le pattuglie dei Vigili Urbani sono su strada per evitare, per quanto possibile, disagi agli automobilisti, molti dei quali finiti ignari nel bel mezzo della protesta. Partito da Montesilvano (Pescara) il carosello di mezzi ha percorso la riviera nord di Pescara fino alla Capitaneria di Porto, attraverserà poi viale Marconi, piazza Italia, corso Vittorio Emanuele e viale Bovio, fino all’auditorium Castellamare, vicino alla sede della Regione.
“Il settore balneare in Abruzzo rappresenta circa l’80% della ricchezza prodotta dal turismo – spiega il presidente regionale di Fiba-Confesercenti, Antonio La Torre – e le nostre sono fra le poche imprese che continuano a investire senza mandare nessuno in cassa integrazione”.
Domani si riunirà la Conferenza Stato-Regioni, chiamata a discutere nuovamente della questione: l’appello delle Regioni è a un cambiamento radicale della posizione italiana che tuteli il made in Italy anche nel turismo.
La rumorosa manifestazione degli imprenditori balneari di Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Molise ha poi raggiunto gli uffici della regione a Pescara in occasione della giunta regionale. I manifestanti con megafoni, tamburi e cori da stadio hanno invitato a scendere in strada il presidente della Giunta, Chiodi, e l’assessore al Turismo, Di Dalmazio.
I manifestanti, arrivati a piedi e sopra furgoncini, hanno bloccato per alcuni minuti il traffico su Viale Bovio, prima di spostarsi nel vicino auditorium “Castellammare”, dove è in corso un dibattito con alcuni esponenti politici, tra cui il senatore Legnini (Pd) e il consigliere regionale Nasuti. All’esterno dell’auditorium sono presenti una trentina tra agenti della Polizia di Stato e Carabinieri.

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