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Pescara. Sanità, la Cisl denuncia: appalti al ribasso sulla qualità delle prestazioni finanziarie

Nello scorso mese di agosto, in Gazzetta Ufficiale del giorno 14, è stata pubblicata la delibera n° 804 del 24 luglio 2015 della ASL di Pescara, in qualità capofila, ha indetto una procedura aperta di ambito regionale alla ricerca di un operatore economico a cui affidare il servizio di assistenza sanitaria domiciliare. Il bando prevede la creazione di un modello organizzativo per una presa in carico globale dell’assistito con garanzia dell’assistenza medico-specialistico, infermieristica, riabilitativa/logopedia, nonché di assistenza psicologica e socio-sanitaria.
Il valore dell’appalto, di considerevole importo, è di oltre 51 milioni di euro e verrà assegnato a quell’operatore economico che presenterà l’offerta economica più vantaggiosa. Una gara al massimo ribasso che è stata già sperimentata negativamente sulla qualità delle prestazioni erogate e sulla retribuzione contrattuale ai lavoratori nell’appalto regionale del Cup con capofila la Asl di Chieti e quello degli OSS sempre nella asl di Chieti.
E non finisce qui: l’appalto dell’ ADI prevede anche l’assegnazione di “pacchetti riabilitativi” di bassa, media ed alta complessità con una presa in carico del paziente dopo la formulazione di un piano di assistenza individuale redatto in base ai diversi bisogni di complessità. Il futuro operatore economico, aggiudicatario della gara, potrebbe, altresì, ulteriormente sub-appaltare il servizio sanitario, per gli aspetti che riterrà più opportuni, per un importo pari al 30% del valore del corrispettivo appalto.
È inopportuno affidare a terzi l’erogazione di prestazioni sanitarie di alto profilo e competenza professionale che, il Servizio Sanitario Regionale dovrebbe necessariamente gestire in forma diretta. Esiste un ulteriore elemento di dubbia legittimità dell’intero appalto: anche i “pacchetti” di prestazioni riabilitative sono commissionati a soggetti economici “non accreditati” quando, oggi, in Abruzzo ci sono Centri di Riabilitazione accreditati e convenzionati con la stessa Regione per erogare le stesse prestazioni.
Per la CISL FP sussiste un problema di violazione delle norme che regolano la materia ed i principi di accreditamento Istituzionale e standard delle prestazioni riabilitative disciplinate dalla Legge Regionale 32/2007, prevaricando, peraltro, le stesse linee guida ministeriali sui Piani di Indirizzo per la Riabilitazione, le quali prevedono che gli interventi riabilitativi siano erogati da strutture pubbliche e private a tal fine accreditate.
Anche dal punto di vista giuridico, la procedura di gara indetta dalla Asl di Pescara, sembra contenere profili di illegittimità sull’aggiudicazione delle prestazioni riabilitative a favore dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Bisogna ricordare che le tariffe per la remunerazione delle prestazioni sono stabilite dalle Regioni e l’Abruzzo ha legiferato con delibera di GRA 671/2002 e delibera CR 157/2005. Non si comprende come possa essere legittimamente plausibile un’eventuale ribasso di offerta su dette prestazioni che viceversa sono oggi oggetto di discussione per una loro eventuale rivisitazione al rialzo in quanto fissate oltre 10 anni fa.
La CISL FP Abruzzo chiede un confronto con l’Assessore alla Sanità ed il Commissario ad Acta al fine di verificare l’attuazione di percorsi alternativi e più virtuosi che possano consentire al Sistema sanitario Regionale di svolgere in forma diretta il servizio di assistenza domiciliare sanitaria ai cittadini abruzzesi.

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