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Pescara, sanità: intervento ginecologia in 3d

“Sono lieto di constatare che il modello di sanità che stiamo sviluppando e che punta sull’alta specializzazione, anche grazie all’utilizzo di tecnologie avanzate e di apparecchiature all’avanguardia mondiale, stia trovando sempre più applicazione nelle nostre strutture sanitarie. L’ultimo illuminante esempio è dato dall’intervento chirurgico di laparoscopia con tecnologia tridimensionale, il primo in Italia ed il secondo in Europa, eseguito recentemente al Santo Spirito di Pescara dal dottor Maurizio Rosati, primario di ginecologia, e dalla sua equipe”. A sottolinearlo è il presidente della Regione che, riferendosi anche al risalto dato all’intervento dal sito di informazione sanitaria www.quotidianosanita.it, fa, altresì, notare come non sia affatto la prima volta che in Abruzzo ed a Pescara in particolare vengano eseguiti interventi di estrema complessità, unici nel panorama nazionale e con pochi eguali a livello internazionale. “Non è il momento di fare autocelebrazioni – afferma il presidente della Regione – ma ritengo importante far conoscere ai cittadini abruzzesi, e non solo, che nei nostri ospedali pubblici esistono punte di eccellenza che possono e meritano di diventare riferimento nazionale ed internazionale. Oltretutto, questo è anche il modo migliore per attrarre pazienti da fuori regione”. Nel caso in questione, si è trattato di un intervento chirurgico di oncologia ginecologica che per la prima volta ha visto in uso un’ottica tridimensionale e uno schermo a 32 pollici che permetteva la visione 3D, una volta indossati gli occhiali in dotazione. La paziente, una giovane donna poco più che trentenne, era affetta da un tumore invasivo del collo dell’utero ed è stata sottoposta ad una isterectomia radicale ed annessiectomia bilaterale. L’intervento è consistito nell’asportazione di utero, ovaie e di tutto il tessuto viciniore (tessuto parametriale anteriore, laterale e posteriore). Questo tipo di operazione necessita di una accurata dissezione anatomica dei principali vasi, nervi e dei due ureteri che attraversano la pelvi femminile. L’innovazione di questo intervento consiste proprio in un rivoluzionario approccio alla cavità addominale: con la tecnologia tridimensionale si acquisisce una spazialità e un’idea di profondità impensabili con il canonico approccio con ottiche bidimensionali. L’intervento, infatti, inizia con una piccola incisione di circa un centimetro in sede periombelicale – il che, tra l’altro, permette di nascondere la piccola cicatrice residua – e nell’introduzione di un’ottica tridimensionale, anch’essa di diametro di circa 1 cm attraverso l’accesso ombelicale.

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