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Pescara, salute: consumatori, “attenti a speculazioni”

L’associazione dei consumatori Arco lancia l’allarme sulla speculazione sui costi degli interventi odontoriatrici dovuta ad un rapporto poco chiaro tra dentisti e odontotecnici e, annunciando l’avvio di una «sana battaglia pubblica», sottolinea la necessità di istituire una laurea breve in odontotecnica. Ad illustrare la situazione in conferenza stampa, nella sede nazionale dell’associazione a Pescara, sono stati il segretario di Arco, Franco Venni, Walter Vallese, membro del direttivo, il segretario abruzzese dell’Associazione nazionale titolari di laboratorio odontotecnico (Antlo), Gilberto De Donatis, e l’odontotecnico Vincenzo Costantini. «Le speculazioni sui costi degli interventi odontoiatrici – ha spiegato Venni citando dati dell’Istituto Mannheimer – hanno portato il 4% dei cittadini a farsi curare all’estero, con una potenzialità ancora inespressa del 15%. L’attrazione verso i Paesi dell’Est deriva da una riduzione dei prezzi rispetto all’Italia che va dal 50 al 75%, come accade in Moldavia, dove un impianto dentale costa circa 325 euro, cioè ben quattro volte in meno dell’Italia». Secondo l’associazione, il punto di partenza è l’istituzione della laurea breve in odontotecnica. «È ormai l’unica disciplina a non avere dignità professionale con un titolo universitario, a differenza di altre 18 specializzazioni in campo sanitario – ha sottolineato il segretario di Arco -. La proposta, su iniziativa dell’Università di Chieti, ha superato anche l’esame del Consiglio superiore di sanità, ma si è arenata, alcuni anni fa, nella Conferenza Stato-Regioni, in quanto Abruzzo e Veneto hanno detto di no». «Con la situazione attuale – ha aggiunto Venni – l’odontotecnico non rilascia la fattura e non viene scelto dal cliente, quasi come se a decidere fosse il dentista, che vende in blocco il servizio completo. La figura dell’odontotecnico, in questo modo, scompare, tanto che non sappiamo neppure quanto paghiamo. Manca, inoltre, l’identità delle responsabilità in caso di problemi. Si tratta, invece, di due figure distinte che devono lavorare insieme, di due professionalità che si integrano, ma non si sostituiscono». L’Arco chiede, tra l’altro, «che si arrivi ad un rapporto diretto tra consumatori e odontotecnici, con fattura separata, possibilità, questa, già esistente, ma non pretesa, per ignoranza, dagli utenti; il rilascio del certificato di garanzia di almeno 15 anni; l’esposizione obbligatoria nella sala d’attesa del dentista del listino prezzi dell’odontotecnico; la predisposizione di una Carta della qualità del servizio odontotecnico». «Siamo pronti a portare avanti una sana battaglia pubblica. Da domani inizierà la nostra partita con la Conferenza Stato-Regioni. Incontreremo prima la Regione Abruzzo e poi i dentisti – hanno concluso i presenti -, a cui sicuramente il nostro atteggiamento non piacerà».

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