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Pescara. Rischio idrogeologico: dalla Regione Abruzzo 54 milioni per il fiume Pescara

Cinquantaquattro milioni di euro per l’intervento di riduzione del rischio idraulico del fiume Pescara. Fondi che il Governo ha assegnato alla Regione Abruzzo per la messa in sicurezza dell’infrastruttura idraulico-fluviale Aterno-Pescara, affinché vengano realizzate tre casse di espansione composte, a loro volta, da cinque bacini di laminazione e che riguardano quattro Comuni interessati dall’intervento quali Cepagatti, Rosciano, Manoppello e Chieti, oltre a tutto l’asse di scorrimento del fiume.

“E’ una notizia importante per la nostra città, per una città che ancora ricorda gli ingenti danni causati dagli allagamenti a seguito dello straripamento del fiume lo scorso febbraio, che mise letteralmente in ginocchio Pescara – così il neo assessore Laura Di Pietro con delega al risanamento del fiume Pescara e Parco fluviale-recupero degli spazi golenali – 54milioni di euro, per un imponente intervento di riduzione del rischio idraulico del fiume Pescara, sono un grande punto di partenza per mettere in sicurezza il nostro fiume e, di conseguenza, il nostro porto e le aree vicine. Apprezziamo l’impegno della Giunta regionale e del presidente D’Alfonso, che dimostra di dare seguito ad un lavoro che lui stesso iniziò nel 2008 da Sindaco e, soprattutto, dimostra di volgere lo sguardo nella giusta direzione. Ciò che è fondamentale, infatti, per risolvere i problemi è partire dalla radice, in questo caso dalle sorgenti del Pescara. Tra un anno vedremo partire i lavori, che richiederanno fino a 4 anni di tempo per la definitiva realizzazione. È un risultato, che farà fare un sospiro di sollievo agli armatori che hanno subito molti danni alle loro imbarcazioni, ma anche ai proprietari delle case che sorgono a ridosso del fiume, specie nella zona di Via del Circuito e Villa Raspa che vivono con preoccupazione la vicinanza alle sue sponde”.

“In aggiunta a questi benefici – aggiunge l’assessore ai Lavori Pubblici Enzo Del Vecchio – legati all’asta fluviale, non va sottovalutato l’ulteriore riflesso che quest’opera avrà nella riduzione del rischio esondazione nella parte terminale del fiume Pescara e, di conseguenza, i benefici effetti per la realizzazione del Piano regolatore portuale. Non solo, allo contempo, ci saranno benefici anche per il minor grado di interramento delle strutture portuali, che tante risorse economiche hanno richiesto in questi ultimi anni al fine di essere praticabili e senza garantire una completa funzionalità ed efficienza, come, invece, è auspicabile perché questa infrastruttura torni ad essere utilizzabile a pieno regime”.

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