Ultime Notizie
HomeTutte le agenziePescaraPescara, rifiuti: Cna, “intervenga il Prefetto”

Pescara, rifiuti: Cna, “intervenga il Prefetto”

«Il prefetto intervenga se le istituzioni locali non saranno in grado di trovare una soluzione per l’emergenza-rifiuti pescarese»: lo chiede il presidente della Cna di Pescara (Confederazione nazionale artigianato), Riccardo Colazilli, secondo il quale in questo momento «dovrebbe prevalere soprattutto il senso di responsabilità e la solidarietà tra diversi attori politici e istituzionali». Quanto al problema dello smaltimento dei rifiuti «della più grande città abruzzese», secondo la Cna «andranno accertate a tempo debito responsabilità e carenze, ritardi e manchevolezze». «A poche settimane dall’inizio della stagione estiva – dichiara in una nota Colazilli – non possiamo permetterci di immaginare uno scenario ‘napoletanò delle nostre vie, del nostro lungomare, delle strade dello shopping così come delle periferie. Occorre lavorare tutti assieme per la ricerca di soluzioni-tampone, poi di soluzioni definitive che privilegino la raccolta differenziata». «Se tuttavia questo senso di responsabilità non dovesse prevalere – conclude il presidente della Cna pescarese – allora istituzioni come il Prefetto dovrebbero far sentire tutto il peso della propria funzione. Come associazione d’impresa faremo la nostra parte per assicurare un clima di serenità e di collaborazione operosa».
Anche Confcommercio questa mattina si è espressa, con una nota, sulla questione rifiuti.
“La nostra città si è fatta carico di accogliere oltre 130.000 tonnellate di rifiuti provenienti dalla zona di Teramo. Viene lecito allora domandarsi: dov’è finita la solidarietà? Perchè non riscontriamo analoga disponibilità da parte di altri Comuni abruzzesi?», così in una nota la Confcommercio di Pescara. Che più avanti si sottolinea anche che «Stupisce anche il silenzio del primo cittadino Albore Mascia, che avremmo voluto vedere battersi in prima linea per sollecitare presso le sedi competenti tutti gli interventi possibili per la soluzione della problematica in oggetto». L’organizzazione dei commercianti pescaresi parla di «ue gravissimi problemi», che «investono Pescara, con pericolose e gravissime ripercussioni sulla collettività dal punto di vista ambientale, sociale ed economico». «L’ultima in ordine di tempo, l’emergenza rifiuti scaturita dall’imminente chiusura della discarica di Colle Cese e dalla difficoltà di reperire siti alternativi. Prendiamo atto della soluzione tampone individuata dalla Regione Abruzzo, ma ci chiediamo se, così come in tante altre occasioni, non ci si poteva pensare prima, quando all’orizzonte incombe il rischio che nella nostra città possa riproporsi la drammatica situazione verificasi nei mesi scorsi a Napoli». «Ciò che ci indigna è la colpevole inerzia delle istituzioni competenti, che non sono riuscite, pur avendo a disposizione un considerevole lasso di tempo, ad individuare una soluzione definitiva – continua Confcommercio – Non sappiamo se le responsabilità siano da attribuire alla Regione o alla Provincia, per non aver saputo redigere un Piano Rifiuti in grado di risolvere la questione, ma ciò che maggiormente ci stupisce è anche il silenzio dei rappresentanti delle forze politiche pescaresi». Confcommercio chiude «con particolare riferimento» alla vicenda porto, e sottolinea come «nonostante le notizie fornite durante la tavola rotonda dello scorso 22 febbraio, entro il 5 marzo sarebbero dovuti pervenire i risultati delle tanto sospirate e definitive controanalisi, volte a determinare l’eventuale presenza di sostanze tossiche nei sedimenti presenti sui fondali; ma di queste, a tutt’oggi, non si ha ancora notizia alcuna. Questo porta ad un ulteriore e preoccupante slittamento del possibile dragaggio addirittura a settembre, vista l’impossibilità di effettuare la pulizia dei fondali durante i mesi estivi, con tutte le ulteriori aggravanti del caso. In tale contesto, la Confcommercio sensibilizza innanzitutto la cittadinanza, e poi tutte le forze politiche comunali, provinciali e regionali, affinchè possa crearsi un movimento d’opinione concreto e compartecipato, che faccia fronte comune per spingere le competenti sedi istituzionali ad individuare da subito la soluzione definitiva delle due gravi questioni che affliggono pericolosamente la città di Pescara».

Print Friendly, PDF & Email