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Pescara: provincia condannata, pagherà quasi 2mln

Per il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, per l’ente si apre «un problema di natura finanziaria importante» dopo la sentenza della Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso dell’amministrazione provinciale in relazione alla vicenda di Edoardo Barusso, il direttore generale dell’ente designato nel 2000, dalla precedente amministrazione, il cui incarico fu subito revocato dalla giunta. La Provincia dovrebbe pagare circa un milione e 700 mila euro a Barusso, ma «nei prossimi giorni – ha spiegato Testa in una conferenza stampa – faremo una quantificazione precisa e si potrebbe arrivare addirittura ad un milione e 800mila o un milione e 900mila euro. In via precauzionale avevamo già accantonato un milione e mezzo, ma ora dovremo rinvenire altri 300-400mila euro e capire quali somme attingere dal bilancio. In un momento in cui gli enti pubblici soffrono e i trasferimenti sono sempre più limitati, andarci a privare di due milioni è una mazzata». Ricostruendo la vicenda e paragonando il contratto di Barusso a quello di «un dirigente Fiat», il presidente della Provincia ha affermato che «chi ci ha preceduto, il centrosinistra, e non solo il presidente ma tutta la coalizione, ha gestito male questa problematica. Con più cautela e responsabilità – ha sottolineato – si poteva risolvere questo problema che si è dimostrato un a vera e propria bomba ad orologeria». Testa ha inoltre annunciato che la Corte dei Conti verificherà se vi siano delle responsabilità da parte della precedente amministrazione. L’assessore al Contenzioso e vicepresidente della Provincia, Fabrizio Rapposelli, definendosi «imbufalito», ha evidenziato che «la vecchia amministrazione ha esposto la collettività ad un rischio patrimoniale ingente. Per porre rimedio alla situazione – ha poi spiegato – era stato contattato un altro direttore generale, Mario Collevecchio, pagato 170mila euro all’anno per diversi anni.ÿOggi, dunque, scontiamo una doppia mala gestio». «In questo modo – ha concluso – i soldi non andranno ad esempio alla scuola e alla cultura. Bisognava accorgersi prima del problema e non dopo».

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