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Pescara, porto: rischio esondazione

 

I nuovi vincoli ambientali posti dal Ministero rischiano di allungare i tempi per il dragaggio del Pescara, con l’allarme per una possibile esondazione del fiume in concomitanza con l’arrivo della stagione invernale.

L’allarme è del presidente della Camera di Commercio di Pescara, Daniele Becci, e del comandante della Direzione Marittima, Luciano Pozzolano. È stato lanciato in una conferenza stampa promossa dal Forum dell’Economia e dello Sviluppo. Lunedì, a Roma, il Commissario del Porto Guerino Testa, il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia e il comandante della Direzione Marittima incontreranno il Direttore Generale dell’Ambiente Renato Grimaldi e Nicola Dell’Acqua della Protezione Civile. «Siamo venuti a conoscenza, attraverso due lettere inviate da Testa e dal comandante Pozzolano – ha affermato Becci -, dell’esistenza di nuovi vincoli e prescrizioni ministeriali che non conoscevamo, e che rischiano di allungare i tempi per l’inizio del dragaggio. La denuncia del Commissario del Porto Guerino Testa d’altronde parla chiaro. La metodologia prevista per questa prima parte di dragaggio rappresenta una novità sia sul territorio abruzzese sia su quello nazionale, senza contare che la strumentazione necessaria per il monitoraggio pre-dragaggio, peraltro già individuata, non è disponibile in Italia, ma come sembra in Svezia». «Questo – aggiunge – comporterebbe costi aggiuntivi ingenti e soprattutto un ulteriore rinvio dei lavori di dragaggio, con il rischio concreto di esondazione del fiume Pescara. La situazione è drammatica – conclude il presidente Becci – per cui auspichiamo che nell’incontro di lunedì a Roma si arrivi a qualcosa di concreto, considerando l’emergenza totale e il rischio di una alluvione come accadde nel 1992». In una delle due lettere, inviata il 2 novembre scorso, Testa nella sua qualità di commissario per il porto aveva sottolineato proprio che nel 1992, in occasione dell’esondazione del Pescara dovuta esclusivamente al maltempo e non allo stato dei fondali del fiume, molte imbarcazioni andarono distrutte, con danni enormi per la marineria pescarese. «Oggi – si legge nella lettera – con i fondali insabbiati, il rischio che si ripeta quanto già vissuto venti anni fa, diventa una certezza». «Ritengo – conclude la lettera – che vadano attivati interventi immediati e ormai non più rinviabili, a tutela non solo della marineria e degli operatori commerciali, ma di tutto il territorio urbano e dei cittadini».

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