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Pescara, porto: Regione si difende “ingiusta accusa di immobilismo”

“Con dispiacere e amarezza continuo a leggere le continue lamentele da parte di uno dei rappresentanti della Marineria di Pescara che insiste nel chiamare in causa le responsabilita’ della Regione”. Cosi’ l’Assessore alla Pesca, Mauro Febbo interviene per chiarire la situazione degli operatori del Porto di Pescara in attesa che si concretizzino finalmente le operazioni di dragaggio. “E’ mio dovere, a questo punto, evidenziare quanto fatto da questa amministrazione regionale. Credo infatti che la Regione non possa assolutamente essere criticata o accusata di immobilismo, anzi ritengo debba essere ringraziata per lo sforzo profuso in questi mesi (cosa che avviene regolarmente durante gli incontri ufficiali con tutti i rappresentanti della Marineria). Se qualcuno lo dimentica vorrei poi evidenziare la difficile situazione che stiamo vivendo a livello internazionale, nazionale e conseguentemente regionale, con una crisi economica che non risparmia nessun settore. Basti pensare a tutti quegli artigiani, commercianti, professionisti che hanno dovuto chiudere le loro attivita’, o a quelle migliaia di lavoratori che non percepiscono lo stipendio. Ci sono interi comparti del settore agricolo che vivono situazioni drammatiche come le oltre 2.000 aziende zootecniche alle prese con i continui ribassi del prezzo del latte e non ultima la vicenda che riguarda il settore della pesca con i vongolari del comparto sud, costretti obbligatoriamente a rimanere fermi fino al 15 marzo a causa della moria di molluschi. Credo che con questo elenco di esempi potrei continuare ancora a lungo come credo che anche queste categorie avrebbero il diritto di ricevere aiuti dalle amministrazioni ma non sempre e’ possibile garantirli. Anche alla luce di queste difficili situazioni ritengo non sia giusto e soprattutto sia ingeneroso attaccare continuamente chi sta utilizzando tutti gli strumenti a disposizione per rendere meno pesante una situazione che, mi rendo perfettamente conto, e’ diventata insostenibile. Per la Marineria di Pescara siamo intervenuti in maniera cospicua e soprattutto costante. A questo proposito voglio sottolineare come alcune aziende, grazie anche agli interventi regionali, abbiano ricevuto in questi mesi di Fermo, indennita’ che compensino abbondantemente la loro capacita’ reddituale”.   “Se non siamo riusciti a incontrarci in questi giorni – spiega Febbo – e’ per problemi di natura tecnica ma stiamo lavorando a tutti i livelli. Lo stesso Presidente della Regione Gianni Chiodi si e’ interessato personalmente e a piu’ riprese. Nei giorni scorsi ha inviato una lettera al Presidente Monti e ai Ministri Grilli e Fornero per chiedere una moratoria dei debiti previdenziali, fiscali e bancari per le imprese della Marineria. A questa richiesta, che segue il sollecito inviato dal Presidente della Provincia Testa al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricala’, attendiamo una risposta e soprattutto dobbiamo capire se ci sara’ concessa l’opportunita’ di anticipare il Fermo nazionale. Per questo nei prossimi giorni ho in programma due importanti appuntamenti che mi porteranno prima a Roma e poi a Bruxelles. Torno a ribadire che lo sforzo economico per sostenere gli operatori del Porto di Pescara non puo’ essere sostenuto solo dalla Regione e infatti gli altri enti interessati, Camera di Commercio, Provincia e Comune di Pescara, stanno rastrellando i loro bilanci alla ricerca di fondi utilizzabili. E’ ampiamente dimostrato e dimostrabile che c’e’ il massimo impegno da parte di tutti e soprattutto di questa amministrazione regionale: nessuno abbandona nessuno, sia chiaro, e l’attenzione da parte nostra e’ sempre massima. Per questo continueremo a lavorare con gli uffici e gli organi competenti e nei prossimi giorni avremo modo di confrontarci proprio nel corso di specifici incontri tecnici. Il confronto, voglio sottolinearlo, rappresenta un altro fattore che non e’ mai mancato in tutti questi mesi. L’atteggiamento assunto da certi rappresentanti della Marineria – conclude Febbo – non aiuta a trovare soluzioni e soprattutto ostacola un dialogo costruttivo che e’ inficiato anche dalle continue minacce di azioni eclatanti. Voglio invitare tutti a riflettere sulle difficili situazioni che vivono tante altre categorie, comprese i pescatori del comparto sud. Se anche queste decidessero di rappresentare le proprie istanze con azioni clamorose ci troveremmo di fronte ad una situazione insostenibile per tutti”. 

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