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Pescara, porto: esplode rabbia marineria

La marineria di Pescara protesta per il mancato dragaggio del porto, dopo lo stop alle operazioni di scavo promosso dal Tribunale dell’Aquila. Il 12 dicembre scorso e’ stata infatti sequestrata la draga “Gino Cucco” (che doveva scavare circa 73mila metri cubi di materiale per scaricarli in mare) perche’ la Procura dell’Aquila ritiene che il materiale da dragare sia inquinato da pesticidi nonostante l’Arta continui a sostenere il contrario.

Questa mattina i marinai hanno promosso alcune azioni eclatanti per far capire in che condizioni e’ ridotto il porto, i cui fondali sono insabbiati, e per denunciare la mancanza assoluta di sicurezza che caratterizza il loro lavoro. Al centro della darsena commerciale sono state posizionate tre imbarcazioni che appaiono “poggiate” sulla sabbia, tanto e’ basso il livello dell’acqua, e ora i tre mezzi sono fermi sulle secche.

Sempre nella darsena commerciale, poi, hanno camminato a piedi nel fiume, dimostrando che l’acqua arriva appena al ginocchio, all’altezza dell’imboccatura a Nord, e il massimo di profondita’ e’ di 60-70 centimetri.

Ad incontrare la marineria e’ stato il comandante della Capitaneria di porto Luciano Pozzolano, arrivato sul posto per ascoltare le ragioni della categoria.

Per il consigliere comunale del Pd Enzo Del Vecchio, siamo di fronte ad “una situazione drammatica del porto.

Oggi – dice – hanno fatto vedere con mano in che stato e’ ridotto il porto di Pescara. Se non c’e’ un intervento serio, concreto che dia una prospettiva, lo scalo e’ destinato a morire e non in un tempo molto lungo”.

Nei giorni scorsi, incontrando il commissario del dragaggio Guerino Testa, la marineria ha sollecitato la chiusura del porto.

La draga e’ stata dissequestrata il 29 dicembre dal Tribunale del Riesame dell’Aquila ma a condizione che rilasci in banchina il materiale gia’ prelevato e comunque non per proseguire il dragaggio con la procedura dello scarico a mare.

Fonte: abruzzo24ore

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