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Pescara, porto: Confcommercio, “toni da farsa”

“Come era inevitabile, anche il Commissario Guerino Testa ha dovuto gettare la spugna contro il muro di gomma della politica e della burocrazia, che ha di fatto reso impossibile la soluzione delle problematiche del Porto di Pescara, che hanno assunto ormai toni da farsa”. Lo afferma, in una nota, la Confcommercio di Pescara. “E mentre l’intera collettivita’ assiste impotente e sbigottita dinanzi a questo teatrino dell’assurdo, i rimbalzi di responsabilita’ e l’immobilismo delle forze politiche lasciano il Porto Canale alle prese con detriti e fanghi, in attesa di un dragaggio ormai sempre piu’ irraggiungibile chimera. E’ uno stato di cose semplicemente scandaloso – dice la Confcommercio – di cui fanno le spese non solo l’intera citta’, ma anche settori da sempre trainanti dell’economia pescarese, come in primis la marineria, e il cospicuo indotto commerciale e turistico legato alla pesca e alla gestione del porto”. L’associazione parla di “danni ingenti che, come piu’ volte denunciato, rischiano di assumere non solo risvolti economici, ma anche di tutela pubblica, per il fondato pericolo di esondazioni dell’alveo fluviale in caso di malaugurati acquazzoni o piogge persistenti, che portano alla memoria i drammatici eventi dell’aprile 1992. Ancora una volta facciamo appello al senso di responsabilita’ degli enti competenti e dei rappresentanti delle Istituzioni, sia a livello locale che regionale che di governo, affinche’ possano individuarsi con assoluta urgenza soluzioni e procedure in grado di porre rimedio alla gravissima problematica del Porto Canale. Se gia’ non fossero bastate la decisione di chiusura cui e’ stata costretta la Direzione Marittima, il dramma dei pescherecci bloccati per l’impossibilita’ di navigazione, le famiglie dei marinai senza piu’ reddito, dobbiamo registrare anche la beffa di aver buttato via milioni di euro senza aver risolto praticamente nulla”. La Confcommercio conclude: “E’ arrivato il tempo di un impegno collettivo forte e deciso, se non vogliamo che il Porto di Pescara rappresenti l’ennesima dimostrazione di incapacita’ delle Istituzioni a comprendere e dare risposte concrete alle reali necessita’ espresse dai cittadini”.

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